15/8/00 Fine prima giornata a Roma

 

Mi piace da matti il posto vicino al finestrino: per quanto lungo possa essere un viaggio non lo è mai a sufficienza per i miei occhi: avrebbero voglia di continuare a osservare, a stupirsi di quanto cambia la natura nel giro di 500 km e 6 ore di strada. In fondo, anche se non ci fosse niente da vedere, credo che sia uno degli unici momenti in cui, come ipnotizzata dal variare del paesaggio, fermo il mondo per seguire i miei pensieri. Come diceva l’altro giorno Don S.: prendersi del tempo per stare con se stessi

Stamattina ci siamo trovati tutti davanti alla Parrocchia di A. Siamo undici, pronti a ricongiungerci con l’altro milione di persone che ci aspetta a Roma! Ero un po’ tesa: in fondo sono un’infiltrata, non c’entro niente con queste persone… se A. non avesse chiesto il permesso al Don di far venire anche me, pur non essendo questa la mia parrocchia, in quel momento sarei stata a casa, sveglia da poco, probabilmente già intenta a fare scatoloni per il trasferimento! Carrrrri la mia bimba! :_)

Raggiungiamo i pellegrini della Diocesi Mantovana in P.zza Sordello: è incredibile l’effetto che fa questa piazza gremita di persone! Non l’avevo vista così da quando a Mn si era tenuto il Festivalbar, qc anno fa.

Ci siamo radunati in Duomo. Il vescovo ha celebrato una messa breve, assieme a due preti (uno francese e uno polacco) rappresentanti dei gruppi stranieri, anch’essi in strada per Roma, ospitati dalla Diocesi in questi giorni. E’ stato un favoloso preambolo di quello che credo ci aspetti in questa settimana: tutti giovani pieni di entusiasmo, carichi di aspettative affatto precisate, con tanta voglia di conoscere, sperimentare, PARTIRE… :) Si respirava fratellanza. Ogni vangelo è stato letto nelle tre lingue, lo stesso per l’omelia, le letture, gli auguri. Il culmine è stato il Pater Noster, recitato contemporaneamente in italiano, francese e polacco: tutti uniti sotto un unico, comune ideale… :) Era impressionante la forza che sapeva comunicare quel coro di voci: così diverse, stavano tutte pronunciando le stesse parole… incredibile…

Lo stesso spirito che si respirava durante la messa di arrivo in pullman con Don R. (e tutti i presenti) e la sera, prima di andare a dormire. E’ vero: pregare tutti insieme, sentirsi così uniti, così COINVOLTI, percepire quella forza che il gruppo solo sa comunicare è elettrizzante: non avevo mai provato una sensazione simile, prima d’ora…

La gioia provata nel salutare e nell’essere salutati da tutti quei ragazzi di nazioni diverse sugli altri mezzi fermi al raccordo, tutti che si dirigevano verso la stessa meta; il presentarsi e lo stare assieme senza nessuna vergogna, senza nessun bisogno di un ‘perché’; il sorridere anche se ci si vede per la prima volta :)

E cantare!! Sentire tutte quelle voci, a squarciagola, che coprono tutto il resto, che riempiono l’aria, invadono tutta la tua persona… pregare, cantare, gioire, stare insieme: dà una forza inimmaginabile :)

Dormiamo nelle aule scolastiche di un istituto di suore; nei corridoi, sui terrazzi, ovunque ci sia posto per sacchi a pelo e zaini. Mi è parso di vedere alcuni anche fuori in giardino: col caldo che fa qui di sera non mi stupirebbe!

Le docce, freddissime, sono state allestite fuori, con tendine divisorie: l’acqua è gelata, sgorga appena, siamo in quattro al posto di due: ma ci sono risate su risate, solidarietà, disponibilità… bella quest’atmosfera, questa stato d’animo comune che ci rende ancora più uniti.

Fuori abbiamo fatto la fila per ricevere la prima parte degli accessori necessari (o utili…) per le giornate della gioventù.

Dopo una lunga attesa, divisi nei gruppi dei 9 autobus che ci hanno portati qui, abbiamo cenato in gruppetti da 6, fuori, dove c’era posto, coi pasti preconfezionati fornitici dai volontari: mi auguro di non dover aspettare sempre le 23.00 per cenare :((

Prima di andare a letto si è svolta la presentazione dei vari gruppi di Mn e provincia qui alloggiati con l’animazione (riuscitissima!!) delle nostre guide spirituali ;)) Forse il trio vincente di S.P. non è un’eccezione allora… Abbiamo aspettato invano l’arrivo dei polacchi: troppo stanchi siamo andati a letto.

Il gruppo della parrocchia sembra piuttosto disponibile, dopo un primo momento, e comunque tutti sono bendisposti in questa occasione. L. e V. dormono nella nostra stessa stanza: facciamo gruppo a 4. P. e F. stanno più sulle loro…

Mi ha messa un po’ in crisi la chitarra, portata perché venisse, in fondo, suonata da altri, senza neppure un ringraziamento…

E R. Stronzo, parto per una settimana e non chiama neppure... aveva detto ‘ogni sera’… è la 4° che non lo sento… ‘sono preso dalla vita di campeggio’, già, bello! E io che ci stavo così male, ero così preoccupata dopo che l’avevo sentito così giù, l’ultima volta… ci voleva poi molto?… due minuti, non di più… sarebbero bastati…

h.7.00

Sono sveglia dalle 6.00, in dormiveglia, col terrore di venire intrappolata, al risveglio effettivo, nella ressa per la corsa ai bagni. Per fortuna un’altra ragazza si è alzata, seguita da A., e siamo andate a lavarci e rinfrescarci. Volano risolini e commenti sulla notte infernale appena trascorsa: dormire per terra, la schiena e il collo a pezzi, luce già alle 5.30… che storia! :) Alle 8.00 colazione, 8.30 preghiera, 11.00 messa: questo il programma della mattinata.

 

h.23.50

Giornata piena ma di nuovo emozionante e gratificante :)

La messa del mattino è stata condivisa con francesi e polacchi. L’acustica era abominevole (abbiamo trovato posto solo in un loggione sopra l’ingresso della chiesa), ma l’atmosfera unica :) Canti in italiano e polacco, tutti uniti per mano, applausi, mimi, braccia al cielo; GIOIA, in un’unica parola. Sembrava il raduno della mattina di ieri in Duomo; triplicato. A celebrare la messa c’erano tutti i ‘nostri’ sacerdoti e molti altri. Le musiche erano fantastiche, soprattutto quelle dei polacchi, devo dire.

Il pranzo invece è stato davvero un inferno: due ore di fila per trovare altre cinque persone con cui mangiare (consegnano i pasti solo a gruppi di sei). Doveva essere un’occasione per conoscersi e fare esperienza di fratellanza; in realtà eravamo tutti mantovani, ad eccezione di un sacerdote canadese. Mi sarebbe piaciuto se avessimo tentato di amalgamarci un pò di più: tutt’intorno allo spiazzo per il raduno c’erano persone di ogni età e nazionalità, dall’Africa alle Americhe; spesso gruppi nutriti si univano e davano spettacolo; non credo che fosse qca di improvvisato, forse sono questi gli ‘incontragiovani’ segnati sul vademecum del pellegrino. C’era chi cantava, chi danzava, spettatori che si facevano fautori, risate, coinvolgimento a pieno titolo. Ognuno sfoggiava i segni peculiari dell’abbigliamento e della cultura del proprio paese: si rimaneva incantanti nel guardare quella ‘sciamana popoli’ suonare, ballare e riposare sotto il sole…

Poi San Giovanni in Laterano. E’ stato indescrivibile: è un’emozione che ti conquista, si fa largo dentro di te e di coinvolge totalmente… Quanti ragazzi, quante persone… come si è riempita la piazza!! Migliaia e migliaia di teste, urla, risa, striscioni e solidarietà. Grandioso…

L’attesa è stata lunga, scandita da canti e animazione (nonché dalla distribuzione di bottiglie d’acqua, spesso svuotate le une contro le altre sui nostri accaldati vicini ;)) ). Ma quella per l’arrivo del Papa è stata davvero spasmodica: ero emozionata, curiosa, stupita… neppure adesso posso dire di essermi resa conto davvero di CHI avevo davanti, di dov’ero e in che situazione… eppure è stato GRANDE.

E’ arrivato tra le urla e l’esultanza di tutti i giovani in piazza, salutando dalla papamobile.

Ha ascoltato il saluto portogli da due giovani romani a nome di tutti, attento, serioso ma commosso, credo.

Signore, eravamo solo italiani, ed eravamo infiniti: come numero, gioia, entusiasmo e risorse :)

E il maxi schermo, con le inquadrature che tutti cercavano, cercandosi e cercando. Le foto, i canti…

L’emozione.

Scalmanati, scatenati, urlanti sopra impalcature e transenne, fitti come formiche.

E poi ha parlato…

Non lo credevo, ma mi sono commossa. Ha detto cose molto belle, molto vere, molto forti. Mi davano fiducia, speranza, coraggio… fede, forse? Non lo so, ma lasciarsi andare, era spontaneo, reale.

Non me l’aspettavo… inizialmente ero solo travolta dall’entusiasmo della folla, ma io con quest’uomo, un semplice uomo, non ci avevo mai avuto a che fare… In fondo non sapevo perché ero tanto eccitata all’idea di trovarmi davanti una persona che non avevo mai visto prima… Ho sempre avuto un rapporto conflittuale con la Chiesa; lui rappresentava la ‘gerarchia’ fatta persona. Mi lasciava abbastanza indifferente. Prima di sentirlo parlare…

 

"Aprite il vostro cuore a Gesù, i vostri DUBBI, le vostre sofferenze, le vostre gioie, i vostri dolori".

 

Mi hanno colpito tanto quelle parole, colme di speranza, voglia di lasciarsi riempire dalla sua forza, convinzione; piena, penetrante ma non indiscreta: rispettosa.

 

Servire la libertà.

Non abbiate paura.

 

E tutti i giovani erano lì, molti si sono sentiti forse come me, l’entusiasmo era certo alle stelle…

Non so rispetto ad altri Santi Padri, mai prima d’ora me ne ero in fondo interessata, ma mi è piaciuto questo discepolo di Cristo, successore di Pietro; Siddharta Cristiano.

Ha scherzato, era felice, commosso, CONVINTO E CONVINCENTE, vicino, coinvolgente, sicuro di sé, soprattutto quando l’atmosfera ha cominciato a scaldarsi, caduti imbarazzo e parte della prima emozione.

Giovane di spirito, lui ha accolto noi, noi abbiamo accolto lui; migliaia di giovani, nei nostri cuori, nelle nostre persone; nella nostra vita…

Un’esperienza grandiosa…

 

Ps: HO INIZIATO UN APPLAUSO AL PAPA!! :)))))

 

h. 1.30

Domani suono!! :)) I Don hanno convocato tutti i musicisti presenti in istituto per organizzare i canti della messa di domattina; A. ed io… abbiamo deciso di buttarci! ;) Vedremo, stavolta per lo meno ci provo…

Ho sentito R., racconterò domani. Ora sono davvero troppo stanca…TI AMO AMORE!!

 

16/8/00 h. 6.15

 

Gli ho mandato un messaggio sul cel ieri sera, seccata e delusa… mentre aspettavamo l’autobus (che poi non abbiamo beccato! O forse è passato dopo la nostra partenza, secondo le incontestabili leggi di Murphy ;) ) A. mi ha allungato il cel:

Sono tre giorni che provo a chiamarti ma o il cel è spento o mi dà chiamata rifiutata; non rimanerci male, anch’io ho bisogno di sentirti…mancano 5 giorni. T.A. R.

 

Mi sono sentita esplodere di gioia e sollievo! :)) Ho abbracciato forte la mia A., tutti mi guardavano come fossi matta, ma che importa? Quale mancanza di rispetto si commette nei confronti degli altri esternarnando le proprie emozioni? Non me ne sono mai vergognata, non sarà certo ora, qui, che le cose cambieranno. L’ho chiamato, avevo tanta voglia di sentirlo… Tutto il gruppo, con cui pian piano cresce l’affiatamento, partecipava con battute e risate, ero troppo felice :_)) Cinque giorni… forza :)

Oggi abbiamo il primo incontro di catechesi. Non so di preciso in cosa consista. Temo che possa somigliare vagamente a uno di quei corsi di catechismo che mi facevano frequentare da bambina: più che altro un parcheggio bambini… Ora per lo meno bambini non lo siamo più…

 

h. 23.40

Ho paura di essermi presa la febbre… non sto affatto bene stasera. Forse a causa delle docce gelide dopo il caldo afoso, (ma come puoi non lavarti dopo una giornata pigiati negli autobus, nella metrò, sotto il sole cocente, per terra, sudici e sudati?), forse per tutta l’acqua che ci buttiamo addosso ogni volta che il sole brucia troppo, forse per la fatica: non ho MAI camminato tanto in vita mia! E sì che di natura sono tutt’altro che ‘sedentaria’; eppure è la prima volta che i piedi non mi reggono: anche sdraiata ho dei crampi fortissimi, non trovo una posizione comoda per alleviare il dolore… E i brividi, il caldo, il freddo… lo stomaco: sono tre giorni che non vado in bagno!! :( No, stasera non va… Ti ricordi, amore, il giorno prima della partenza per Rodi?… mi stavi vicino, mi abbracciavi forte mentre bruciavo di febbre e tremavo per i brividi. Sei rimasto con me tutto il tempo… stasera non è così…

Queste giornate sono grandiose ma, bisogna ammetterlo, anche molto dure. Si patiscono il caldo, il freddo, le code, le camminate, la mancanza di ossigeno stipati nei mezzi di trasporto, una insufficiente conoscenza del posto: già individuare le linee giuste per muoversi in una città tanto grande è difficile, quando poi la maggior parte delle volte sono tutte strapiene al punto da traballare e bisogna cercarne un’altra… :( A volte sembra un incubo… se non avessimo avuto VALIDE ragioni per stare qua sarebbe stato puro suicidio di massa. E’ grande la forza che il gruppo sa dare… persino nella preghiera… non lo credevo.

Il pomeriggio siamo andati in giro per Roma subito dopo pranzo. Abbiamo girovagato a lungo, ci siamo perse la C. per strada (la seconda volta in due giorni…), ci siamo fermati in Piazza Navona distrutti. Lì A. ed io abbiamo avuto un gran successo come musiciste: abbiamo suonato il Libertango (apprezzatissimo da M. che ha deciso di imparare e suonare la chitarra! ;)) ) e la Canzone Spagnola, mentre gli altri fingevano di far soldi porgendo cappellini e fazzoletti ;) La gente che ci ascoltava :)

Il ritorno è stato infernale: siamo partiti alle 18.00 dal centro… e siamo arrivati al punto di ristoro alle 22.00!! In metrò abbiamo perso praticamente un’ora (bloccati per guasti a causa del consistente afflusso di gente) per poi rinunciarvi e ripiegare su 2-3 autobus e tanta strada a piedi… Però in fondo anche lì ci siamo divertiti: abbiamo incontrato un gruppo di spagnole (molto socievoli!) e ci siamo divertiti con M. che in ogni lingua si butta a pesce, e loro che avevano una carica umana eccezionale!! :)) Abbiamo cantato Ramazzotti e la Pausini in un improvvisatissimo coro a ‘due lingue’, ridendo, scherzano, giocando :) M. ci ha anche convinte a fare il bis del Libertango, in metrò! ;))

Anche stasera abbiamo aspettato tre quarti d’ora alla solita fermata dell’autobus sperando di beccare il notturno; anche stasera ci siamo arresi e siamo tornati a piedi... C’erano delle prostitute non lontano da dove ci eravamo fermati. Io stavo già poco bene, ero molto stanca; guardavo gli altri indignati inveire contro gli automobilisti che si fermavano per farle salire in macchina; calcolavano i ‘tempi’ e glieli rinfacciavano urlando ai finestrini in corsa. Ci si faceva anche 4 risate. A. allora è scattata, dicendo che era assurdo comportarsi così e che non c’era affatto da ridere. E’ vero, da ridere non c’era nulla. Capisco la loro indignazione e il loro modo di fare; anch’io ridevo, in fondo, guardando quelle persone che ci insultavano di rimando ai nostri ammonimenti. Ma non c’era nulla di ‘male’ in quelle risate; non significavano mancanza di rispetto, era solo un modo per manifestare il proprio disgusto… Capisco entrambi i punti di vista. E ammiro la mia amica, ancora una volta, per la forza che ci mette nel difendere e mostrare gli ideali in cui crede… una delle poche persone che si batte fino in fondo, anche una contro tutti; ogni tanto potrà anche risultare pedante e avere reazioni brusche, ma almeno E’ COERENTE FINO IN FONDO.

Stasera sono distrutta; riprendo domani.

 

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