Che notte… sono andata in quel gabinetto non so quante volte per i crampi che avevo! :(( Almeno fosse servito… per fortuna avevo la torcia di A. al mio fianco (meno male che è più organizzata di me…): è un disastro camminare al buio, qui dentro: a ogni passo si rischia di calpestare una testa, un braccio, un piede… forse dovevo provvedere meglio ai medicinali, prima di partire; non immaginavo di potermi ammalare proprio ora :( Ad ogni modo, a parte un forte mal di testa, stamattina va meglio.
Ieri la catechesi è stata interessantissima e molto coinvolgente.
Eravamo noi di Mantova più quelli di Bergamo, mi pare. Tutti seduti per terra o sui banconi. Il vescovo di Spoleto ha tenuto una specie di conferenza sull’essere cristiani. Del ‘cosa vuol dire’ essere soldati di Cristo. E’ un oratore fantastico, ha ricevuto applausi su applausi, quella che diceva mi (ci) ha colpiti varamente tantissimo. Sapeva coinvolgerci, sapeva come parlare, erano cose forti anche pungenti quelle che diceva, ma terribilmente vere. Sul retro del nostro Sussidio per la preghiera ho segnato alcune frasi che mi hanno colpita in modo particolare.
E’ seguita una discussione in gruppi e varie associazioni di idee. Ogni gruppo ha scritto una frase che riassumesse i propri pensieri e un rappresentante lo ha letto di fronte a tutta l’assemblea. Alcune erano davvero belle…
E’ vero, mi ha fatto molto riflettere, ma mi sono sentita anche piuttosto turbata… non saprei dire di preciso COSA mi ha così profondamente colpita, ma ero un po’ a disagio con me stessa…
La messa si è svolta come al solito, con tutti sacerdoti presenti alla celebrazione. A. ed io eravamo tra i coristi e i musicisti. Mi sono vergognata tantissimo… 6 anni di musica e non riuscivo a stare dietro a due accordi… posso suonare Tarrega ma non dare due pennate al giusto ritmo :( Imparerò, lo so… ma sul momento l’orgoglio brucia…
(aggiunta posticcia degli appunti sulla catechesi)
- C’è un Dio
innamorato che ci fa la corte da secoli, che aspetta solo noi; che si aspetta solo di essere riamato.- La tenda di Dio tra le nostre.
- Un Dio che ci prende in braccio…
Sono immagini meravigliose, una più bella dell’altra. Soprattutto la figura del Dio innamorato che ‘ti fa la corte’ per tutta la tua vita… è bellissima questa metafora… capisci cosa vuol dire che Dio ‘ti perdona’, ‘ti ama’: dà una concretezza ‘forte’ a quelli che per me fino ad ora non erano altro che ‘concetti’… Come noi possiamo amare un’altra persona, così Dio è INNAMORATO di noi… un Dio innamorato… :_) Come fai a rifiutare l’amore di qcn che senza insistere, senza essere opprimente, semplicemente E’ LI’ e ti ama al punto da non voltarti mai le spalle?… Ti chiama, ma con rispetto, perchè amare è rispettare la libertà dell’altro… ne parlavamo con R. una volta…
- E’ come uno zaino: la prima volta che andate in gita lo riempite con una serie di cose e al ritorno togliete quanto non vi è servito per non appesantirlo inutilmente la volta dopo. Ma allora con cosa lo riempiamo lo zaino?
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D’AMORE! L’amore dà senso a ogni cosa!
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Cosa vuol dire ‘riempire lo zaino d’amore’? Cosa un ‘Dio innamorato?’
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avere il coraggio di METTERSI IN GIOCO, con le rinuncie che ciò comporta, e fare ciò che Dio ci propone di fare. Ieri il Papa a detto ‘Non abbiate paura’: non abbiate paura perché se Dio ci fa capire qca è perché ci vuole liberi, non schiavi: abbi il coraggio e la fede di metterti in gioco.
E’ difficile fare le cose che ci concernono in nome di Dio impegnarci in ciò che lui ci chiede di fare: aprire pian piano il nostro regalo, LA VITA che ci ha dato, coi suoi pregi e difetti, e gioirne. E’ questa la VOCAZIONE: sfrutta i tuoi doni lungo il cammino per mostrarli e usarli nel modo migliore per te e per gli altri.
Anche il papà una volta mi aveva parlato così. Mi aveva detto una cosa che allora non avevo capito; stava male, la gamba gli doleva ancora tanto… parlava di ‘OFFRIRE il suo dolore al Signore’, di fare le cose della vita in nome di Dio. Proprio le stesse identiche parole del Padre… Non sono mai stata così religiosa come il papà; ho ancora tanti dubbi e troppe cose da chiarire; questo concetto era davvero troppo difficile per me… Cosa vuol dire ‘offrire il proprio dolore a qcn?’ Eppure un’ immagine così bella…
E’ stato curioso seguire il ragionamento dello ‘zaino’… Curioso chiedersi dove il vescovo volesse andare a parare… Curioso vedere la ‘vocazione’ non come un qca di prettamente religioso, fuori dalla tua portata, ‘una cosa da preti’, ma di quotidiano, tangibile, ‘tuo’. Bella l’idea di mettersi in gioco con la vita. ‘Giocare’, ‘stupirsi’ di un regalo aperto lentamente…con l’innocenza di un bambino…
Ti apre gli occhi sulla ‘paura della vita’ che è tanto dentro di noi da impedirci di notarla: la paura che abbiamo di fare una scelta piuttosto che un’altra, la paura che abbiamo di inseguire un sogno, le insormontabili barriere razionali dettate da noi e dalla nostra realtà che ci impediscono di ‘credere’ anche solo in NOI STESSI. Come puoi credere di poterti fidare di un’entità che non vedi e credi di non conoscere se prima di tutto non sei capace di fidarti di te stesso, di muovere la tua pedina lungo il percorso di questo ‘gioco’?!
- Bisogna imparare di nuovo a GUARDARSI DENTRO come ogni mattina davanti allo specchio: tutti ti aiutano a USCIRE ma chi ti aiuta a ENTARE?!
Come quando l’altro giorno in pullman pensavo allo ‘stare soli con se stessi’… E’ vero, scopro come Don S. avesse ragione nel parlare così… quando quel giorno è stato zitto quei pochi interminabili minuti che tanto abbiamo faticato a riempire col nostro silenzio: non siamo più capaci di fermarci e guardarci dentro in un momento qualsiasi… siamo a disagio con noi stessi, abbiamo paura di affrontarci o non sappiamo COSA DIRCI?… A pensarci fa paura…
- Ognuno di noi è portatore di un HANDICAP: i nostri limiti lungo il cammino. I VERI handicap e le malattie, che noi RIFIUTIAMO, allontaniamo, isoliamo, sono IMMAGINI della presenza di Dio che proprio attraverso quelle ci fa riflettere
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Questa come critica è stata molto forte. Mentre parlava si è alzato ed è andato incontro a quella giovane ragazza handicappata, sulla sedia a rotelle; ha stretto la sua mano tra le sue… può sembrare teatrale, e forse lo era, ma quell’uomo parlava sul serio… non stava facendo cabaret. Mi ha fatta un po’ vergognare, pensavo a Mar. e a come talvolta cerco di evitarla, di non farmi trovare a casa perché mi scoccia ‘avercela sempre attacca’… mi sono vergognata del mio comportamento…
- La Chiesa non sta al passo coi tempi, è indietro, è ‘passata’; deve ricordarsi di mettersi IN MEZZO agli altri, di comunicare coi giovani, con la comunità; deve imparare.
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LA CHIESA SIAMO NOI: non sei solo e sei Chiesa. Bisogna imparare a vederla così
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Questa Chiesa la vogliamo ferma o in movimento?
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Il Papa ha detto ‘Grazie per la testimonianza’; io vi dico ‘Non siete convincenti!’
E’ bella la sensazione di far parte di qualcosa: è questo che sto imparando e vivendo in questi giorni: l’idea che non siamo soli, siamo parte di un qca di grande; e di immensamente bello…
L’autocritica fatta alla Chiesa, che per prima non si mette in gioco, è stata accolta da uno scroscio di applausi :) Uno psicologo disse che per attirare l’attenzione degli ascoltatori su un argomento difficile bisogna ammettere i propri errori: nel momento in cui la gente, che teme di venire rimproverata per un comportamento sbagliato, sente chi dovrebbe insegnare loro qca riconoscere i propri sbagli rimane incuriosita e presa dalla discussione; ebbene, pare proprio che sia andata così ;)
Anche la provocazione sul nostro gestire questa Chiesa, sul nostro essere testimoni è stata pungente; è vero che anche noi siamo testimoni di qca, ed è vero che non siamo effettivamente convincenti… ma il problema è che non siamo neppure convinti! Come possiamo essere ‘soldati di Cristo’ se tanto di questa Chiesa, intesa come organizzazione di persone e di riti, ci pare troppo lontana da noi, dal nostro modo di vedere, di interpretare le cose?… Quanto ci scaldavamo quest’anno io e A. ascoltando le lezioni di Don S. e confrontandoci su queste due realtà così diverse, sulla ‘rilevanza del cristianesimo oggi’ … Credo che mai nessuno prima di lui sia riuscito a provocarmi tanto, a farmi riflettere e a darmi risposte credibili, a fornirmi una guida concreta nell’affrontare la quotidianità…
- La riunione degli otto grandi della terra per la pace non è servita a nulla. Il Papa però è stato il più matto di tutti e ha fatto la ‘Riunione dei giovani’; E che possono fare i giovani?! Mica hanno peso politico, sociale, economico… Mica possono cambiare le cose… Eppure ognuno di voi può fare qca nel suo piccolo: siete voi il nostro futuro!
Credo che non ci sia bisogno di commento :)
h.0.15
Già non riesco più a tenere dietro a questo diario e siamo solo al terzo giorno… ma il tempo è poco e sono sempre più stanca. Stamattina abbiamo fatto pellegrinaggio (massacrante!!) in San Pietro. Eravamo migliaia e migliaia, impressionante; tre giorni non bastano a farci l’abitudine.
Il cammino verso la porta Santa ci ha preso tutta la mattina dopodiché siamo subito andati a pranzare, sfogando la tensione accumulata stando costantemente stipati in mezzo alla ressa, annaffiandoci abbondantemente con acqua fresca ;) Era bello giocare come bambini, come non ci capita più spesso di fare… Sarebbe meglio se ci lasciassimo andare più spesso a questo tipo di distrazioni, se ricordassimo quanto anche nella semplicità è possibile convogliare il nostro nervosismo e sfogare la nostra energia. Tanti ragazzi cercano la trasgressione, la inseguono e perseguono; vogliono emozioni sempre più forti… eppure a noi oggi è bastata mezz’ora di corsa in cerchio per ritrovare il buon umore e quel senso di pieno vuoto dei sensi caratteristico di quando si è in pace con se stessi…
Il pomeriggio dovevamo andare in Sant’Ignazio per incontrare il vescovo di Mantova. Ma dico: ci sono le confessioni al CIRCO MASSIMO, con sacerdoti e giovani provenienti da ogni nazione e noi siamo gli unici imbecilli a rinchiuderci in una Chiesa tra compaesani per sentire la predica del NOSTRO vescovo?!? Veramente assurdo! Dovevano esserci le GMG perché decidesse di radunare tutti i Mantovani e parlare loro di non so cosa?! Perché dobbiamo sempre distinguerci facendo gruppo a sé stante anziché cercando di entrare veramente nello spirito di VERA fratellanza che pervade queste giornate!? >&(
Ad ogni modo, dopo un fallito tentativo di sobillare la rivolta e andarcene anche noi al Circo Massimo, ci siamo ritrovati con gli altri in Sant’Ignazio. Anch’io mi sono confessata. Era parecchio che non lo facevo più… Eppure questi giorni mi hanno dato modo di riflettere su un sacco di cose, anche semplici esperienze di vita… era un modo per ringraziare il Signore di questo dono che mi ha permesso di vivere… Avevo voglia di parlare, di dire cosa avevo provato, di sentire se la persona che avevo davanti poteva davvero dirmi qca di confortevole o darmi delle indicazioni per uscire dal mio privato egoismo… Ho parlato con una serenità che non avevo mai avuto durante una ‘riconciliazione’, come le chiamano adesso (personalmente mi piace molto di più vederla così: una riconciliazione con Dio, e non una confessione)
Una volta uscita ero decisamente frastornata: la mancanza di sonno e il disagio fisico si facevano risentire… A. ed io abbiamo preso un’aspirina in farmacia e… ha fatto miracoli!! :)) Non credo sia stato merito di quella pasticca, ma certo ha aiutato: eravamo troppo euforiche!! :)) Siamo riuscite a farci un giro SENZA PERDERE LA C.! Il giro si è concluso sulle gradinate di P.zza di Spagna: c’erano tante bandiere, tanta gente che cantava, ci sorrideva, ci apostrofava, ci salutava, si fermava a parlare… Il tutto mentre il sole tramontava su Roma… è meraviglioso lo squarcio che offre la sommità di quella scalinata…
Sulla via del ritorno, cantando a sette voci e tre lingue FRA MARTINO ;), abbiamo anche trovato delle bancarelle che vendevano frutta fresca: ho comprato un po’ di prugne: chissà che non funzionino come lassativo… ;)) Certo che però anche qui ne apporfittano: 3.000 lire per DUE prugne! :( Pare che la gente non cambi davvero mai…
Primo pomeriggio in istituto dal nostro arrivo a Roma :) L., V. e gli altri hanno deciso di andare a fare un giro per negozi (non capiterà spesso di fare shopping per Roma ;) ) e di seguire la Via Crucis stasera in città alle 21.00 (SE ci andranno!). G. preferisce andarci verso le 16.00, al punto di ristoro qui vicino (sono 20 min a piedi). A. ed io abbiamo deciso di andare con lui: eravamo troppo stanche per affrontare ancora il sole cocente e le strade affollate del primo pomeriggio romano!
Ieri notte ho dormito ancora malissimo; la febbre bruciava e tremavo per i brividi… ho fatto dormire gli altri con le finestre chiuse, poverini :( Mi ci vuole un’oretta e mezza di riposo per poter affrontare domani la strada verso Tor Vergata.
Non mi sento esclusa o esclusiva per aver deciso di non seguire gli altri oggi pomeriggio: non mi sembrano persone che possano pensare una cosa simile, per fortuna, ma dispiace sempre un po’… Ad ogni modo avevo veramente bisogno di una sosta per riprendermi. Preferisco riconoscere i miei limiti piuttosto che ridurmi uno straccio di persona proprio gli ultimi due giorni di GMG…
Sono un po’ combattuta: tra un po’ dobbiamo alzarci per andare alla via crucis e sinceramente sto così bene qui dentro, al fresco, sdraiata sul sacco a pelo, che l’idea di alzarmi non mi sfiora neppure. D’altro canto non mi spiacerebbe seguire G. Credo che ne valga la pena: gli incontri con gli altri pellegrini in questi giorni mi hanno sempre saputo trasmettere una grande forza e un grande entusiasmo; non credo che in futuro avrò spesso l’opportunità di provare questo stesso trasporto… voglio approfittare di ogni momento, di ogni occasione fino alla fine. Un piccolo sforzo e credo che andrò.
Ah, la catechesi di stamattina non mi è piaciuta per niente! Si trattava dell’ ‘essere santi’... A un certo punto il discorso di quel vescovo mi ha così infastidita che ho preferito piantare là la chitarra e andare fuori, sulla porta, per prendere una boccata d’aria. Lo so che me la prendo troppo, ma quest’uomo non riesce a ‘toccarmi’; anzi, mi infastidisce. Parla di una realtà al di fuori della mia portata e dice cose che, sinceramente, mi sembrano al limite del fanatismo: ma chi è che prima di accendere la TV, mettersi di fronte al computer o aprire un libro si mette a pregare mezz’ora?! No, mi spiace; questa è il tratto della sfera religiosa che meno comprendo; quella parte secondo me troppo ‘lontana’, troppo ‘distante’ dalla vita quotidiana… forse loro pensano lo stesso di me, forse essere cristiani significava davvero, originariamente, passare la propria vita a pregare e pentirsi di qca… ma per me non è così: essere cristiani significa essere capaci di AMARE, prima di tutto. E’ questo che non capisco… perché mi rendo conto che vista così la religione si riduce a una semplice filosofia, una forma di pensiero, uno stile di vita… ma questi sono dubbi che mi accompagnano da sempre, e che ancora devo chiarire… Vabbeh, adesso chiudo gli occhi una mezzora, prima di alzarmi… E’ bello addormentarsi con A. qui vicino: la sua presenza mi dà sicurezza, serenità, appoggio… :)
h.18.10
Siamo tornati poco fa, restiamo qua in attesa degli altri per la cena. Magari scriverò qc cartolina…
Ne è valsa la pena cmq :) C’erano diversi gruppi, noi ci siamo uniti a quello del nostro istituto. Eravamo seduti per terra, all’ombra finché è stato possibile, seguendo con la preghiera e il Sussidio il cammino di un nutrito gruppo di giovani che portava la croce da una stazione all’altra. Mi sono accorta, in questi giorni, che in realtà non sono solo ‘ragazzi’ quelli che da ogni parte del mondo sono arrivati qui a Roma: ci sono tantissimi uomini e donne ormai adulti, anche anziani talvolta; c’è veramente di tutto… è bello vedere la varietà della marea umana che per una settimana ha fatto di Roma il letto del proprio fiumare…
Non è durata tantissimo e devo dire che l’atmosfera infondeva completezza, benessere; armonia. C’era silenzio, al contrario di tutti gli altri incontri di massa fatti fino ad ora; c’era anche meno gente, è vero, ma lo spirito era diverso; più raccolto, più intimo… Era una bella sensazione quella di essere veramente in contatto col proprio vicino, mentre ci si teneva stretti per mano e si pregava, con assorta concentrazione… anche nel silenzio si può provare intenso coinvolgimento… Quando lunedì eravamo in pullman, silenziosamente seduta vicino ad A., all’improvviso mi sono girata e le ho detto sorridendo che l’amicizia tra due persone si percepisce anche dalla capacità che queste hanno di stare vicine in silenzio per ore senza imbarazzo :) Il silenzio si ‘combatte’, nella vita di tutti i giorni: stare in silenzio vuol dire per noi non volere o non avere nulla da dire all’altro. Il che in fondo potrebbe anche essere vero, non ci sarebbe nulla di male; ma per noi è motivo di inquietudine: meglio parlare di sciocchezze piuttosto che tacere… Io stessa quando sono in compagnia di persone nuove parlo il più possibile e cerco in ogni modo di evitare il silenzio. Mi turba… Avere la possibilità di essere ‘soli’ con se stessi pur essendo con qcn, che non rimane infastidito né turbato, è secondo me sentore di grande intimità…
h.00.10
Serata incredibile!! Forse la più interessante da quando sono qua. Siamo rimasti in istituto poi ci siamo avviati verso il punto di ritrovo per la cena. Ero decisamente più serena, decisamente più riposata e attiva: è servito un po’ di sano riposo :)
Con gli altri abbiamo parlato per ore di dubbi e di religione. Per la prima volta sono riuscita a dire chiaro e tondo quello che avevo dentro e a discuterne con altre persone del mio stesso ‘livello’… Senza timore di essere presa per eretica o per stupida… Poter dire ‘non so se credo davvero in questo Dio, se davvero qcn lassù ha creato tutto questo… ma mi piacerebbe terribilmente crederci, vorrei esserne convinta… Con questa persona ci parlo, ogni tanto, la ringrazio, le chiedo aiuto e sostegno… La cerco; eppure non so se in quei momenti parlo da sola oppure no…’ E altri hanno detto che avevano provato i miei stessi dubbi! Soprattutto M. si è attivato stasera nella discussione, e ne abbiamo parlato; si vede che la cosa a suo tempo ha toccato profondamente anche lui: è stato interessante sentirlo parlare della propria esperienza… in quel momento avevo ‘sete’ di risposte o forse solo di confronto: di non sentirmi sola, di non sentirmi sciocca, di sentire le posizioni simili o contrarie dei miei compagni. Sapere la loro… Pian piano anche gli altri si sono ‘sciolti’ e abbiamo parlato a lungo delle nostre esperienze presenti e passate, di alcune tappe fondamentali del nostro cammino spirituale… Non avevo mai parlato così con nessun’altro prima… :_) Non ti prendono per uno sciocco quando parli di aver desiderato sentire la presenza di un Dio accanto a te, non è ‘roba da sciocchi’… ciò che hai provato, che ora stai raccontando, per loro ha un senso: ti ascoltano con curiosa attenzione, con tanta voglia di parlare, di ascoltare… è sincero il loro coinvolgimento. Forse è questo il traguardo di queste giornate, forse proprio questa serata trascorsa a discutere e confrontarsi… a mettersi in gioco, come diceva il Vescovo martedì :)