20/08/00 h.23.30

 

R.: Credevo che questa mattina fosse l’ultima volta che ci saremmo sentiti: non credevo ci tenessi tanto…

R.: Vuoi sapere una cosa: ogni volta che ti chiamavo al mare dopo stavo peggio perché sapevo di non poterti avere vicina

R.: Rispondi please, ora mi sento in colpa…

R.: :) Sei unica! Non piangere, tra 9 ore ci vediamo e saremo di nuovo insieme R.

 

Sì, ero in crisi… per una settimana tutti quelli che avevo attorno hanno sentito i propri cari spesso e a lungo. Ricevevano telefonate dai propri ragazzi o genitori preoccupati per la loro salute, per il loro stato d’animo, per il caldo… noi due ci siamo sentiti così di rado… :_( Non ha chiamato praticamente mai… forse avevo voglia di qc attenzione in più, di sapere che si preoccupava per me… sentirlo vicino. Mi sento una sciocca a star male per una telefonata, per una mancanza di attenzioni… non mi è mai successo con nessuno prima… è un’altra prova di quanto tutto questo sia importante per me; ma ho paura di aspettarmi troppo… :(

Anche Ma. stasera si è accorto che stavo male… eravamo fermi all’autogrill, ero seduta sul marciapiedi, cupa in volto… lui si è avvicinato, mi ha guardata preoccupato, si è seduto vicino a me e cingendomi le spalle mi ha detto: ‘Forza…’. Sono scoppiata in lacrime… mi ha fatto immensamente piacere il suo gesto. Anche la C., che in questi giorni si è sciolta molto nei miei confronti, (merito anche dei comuni problemi di WC ;_)) ) senza voler sapere nulla mi ha fatto sentire il suo tacito appoggio :_) Ora va meglio: è vero, domani finalmente ci rivediamo… 10 gg per stare insieme davvero, prima della partenza… voglio gustarli fino in fondo.

Adesso siamo sulla via del ritorno; siamo partiti in ritardo da Roma e ci sono stati grossi problemi di traffico lungo il raccordo anulare: c’erano centinaia di autobus che si dirigevano verso casa… Abbiamo temuto davvero di viaggiare tutta notte. C. è preoccupata: ha un treno per Rimini da prendere alle 6 del mattino!! Il viaggio ora procede più speditamente, cmq…

Ieri non sono riuscita a scrivere: è stata un’esperienza durissima, siamo stati messi veramente a dura prova. Ora, già il giorno dopo, ripenso a quanto è successo con entusiasmo, perché avventure così non capitano tutti i giorni. Ma bisogna non è stata affatto una passeggiata…

Siamo partiti verso le 8.00 dall’istituto, con in spalla zaini pesantissimi e ingombranti sacchi a pelo. E’ stato allucinante: eravamo migliaia e migliaia, tutti in cammino sotto il sole cocente, lungo strade normalmente intasate dal traffico. Uno spettacolo impressionante… ovunque si guardasse c’erano solo persone; quando arrivavi in cima a una strada e guardavi oltre c’erano ancora solo persone… sembravamo infiniti… Lungo la strada i vigili del fuoco o gli stessi romani si erano predisposti con tubi o veri e propri impianti di innaffiamento per rinfrescarsi: più volte abbiamo fatto la doccia, completamente vestiti, sotto i potenti getti di acqua fresca.

Noi di Sant’E., per essere sicuri di non perdere nessuno lungo la strada, ci siamo assegnati un numero ciascuno: quando il primo urlava ‘UNO!’ dalla folla emergevano uno dopo l’altro gli altri nove numeri. Facevamo parte del gruppo Mantova5 (pendevamo il nome dal pullman che ci avrebbe ricondotti a casa al ritorno a Mn): circa 50 persone che facevano capo alla bandiera delle GMG sventolante il corrispettivo numero.

All’ora di pranzo, quando il sole batteva di più, la gente ha cominciato a stare male. Anche Ma. è praticamente svenuto: eravamo preoccupati, era bianco come un cencio… Per fortuna ci siamo fermati in una via laterale, poco affollata, con quasi tutta Mantova5. Poco più in là, nella via principale, c’era il punto di ristoro. Ne avevano sistemati tre lungo tutto il percorso: uno all’inizio del cammino, uno più o meno a metà e uno in fondo. Troppo pochi; e decisamente male organizzati… ci consegnavano casse di circa 4 Kg che dovevano bastarci per due giorni (troppa roba, peso eccessivo) ma eravamo più di due milioni di persone e la distribuzione diventava impossibile. A più riprese la folla ha quasi ‘assaltato’ i ristori per la rabbia, il malessere e quasi per disperazione. Alcuni di noi si sono offerti di rimanere a fare la fila anche per gli altri.

Nel frattempo gli inquilini dell’edificio ai piedi del quale ci eravamo fermati si sono affacciati alle finestre offrendoci prima la possibilità di andare in bagno e poi… addirittura il pranzo!! :)))) Hanno preparato pastasciutta per 45 persone, incredibile! Eravamo sconvolti e un po’ imbarazzati per quell’accoglienza così inaspettata e generosa. Non hanno voluto nulla in cambio… e pensare che credevo i Romani ce l’avessero a morte con noi per aver invaso la loro città… ma, come poi ci hanno fatto notare, al TG è stato più volte ripetuto che il comportamento dei giovani delle GMG è stato sempre estremamente corretto tanto verso l’ambiente che le persone: ne sono stata fiera :)

Ma. è rimasto lì, non ce la faceva a proseguire. Ci avrebbe raggiunto la sera. Noi invece abbiamo continuato il nostro cammino. Diversi gruppi hanno abbandonato l’impresa e sono tornati indietro… era preoccupante. Abbiamo percorso ben più dei 10 km prospettati (pare siano stati almeno 17!) e siamo arrivati a Tor Vergata solo verso le 16.00. Ci siamo fermati un poco sotto l’ombra di una piccola pineta per riprendere i sensi, convinti che non ci avremmo messo più di mezz’ora per raggiungere la nostra zona, quella rossa. In realtà abbiamo camminato ancora per più di 2 ore: 2 delle 4 entrate erano state chiuse per eccessivo afflusso di gente; abbiamo camminato schiacciati e ammassati gli uni sugli altri, sventolando le nostre bandiere senza riuscire a muoverci per più di 200 metri ogni mezzora. Più volte le transenne di scorrimento venivano scavalcate e l’ordine incapace di essere mantenuto. Quella gente era disperata… A un certo punto sono rimasta bloccata tra due transenne e la gente ha continuato a camminare senza fermarsi: mi sono sentita chiusa in una morsa: ho avuto paura. Per fortuna uno dei volontari mi ha tirata fuori…

Tutt’attorno c’erano docce improvvisate, milioni di persone per terra, sui prati e sui sentieri coi loro sacchi a pelo, fitti come formiche… Alcuni prepotentemente avevano delimitato il proprio territorio spostando le transenne o formando cerchi coi propri zaini: decisamente egoistico visto che molti non avevano neppure lo spazio necessario per poggiare il proprio materassino >:( C’erano lunghe file di cabine (i bagni), pompe d’acqua e alcuni baracconi che fornivano cibarie di vario genere. Alcune zone erano totalmente infangate.

S.: Com’è?! Papà, una sola parola: Kossovo! Che dico, fogne di Calcutta!!

S. è uno dei ragazzi con cui ho fatto amicizia durante la giornata, oltre a Gi. con cui facevo a cambio per portare la bandiera :) In effetti alcune zone di Tor Vergata erano in realtà immense distese di fango… ci sono anche piombata dentro, scivolando lungo il sentiero!! :>

Quando dopo un’ora ci hanno detto che il settore rosso era tutto occupato e che non avremmo trovato posto manco a pagarlo, mi sono voltata verso S., ci siamo guardati per un interminabile secondo, dopodiché ho cominciato a ridere e ridere… una crisi isterica della durata di quasi 15 minuti!! Ridevo come una deficiente, avevo i crampi allo stomaco! E’ il mio modo di sfogare la tensione, dura un po’ poi mi sento meglio. Moltissimi si sono abbandonati alla disperazione: avevamo camminato tutto il giorno, stanchi, sporchi, affamati e adesso eravamo imprigionati nei corridoi di scorrimento di tor Vergata, senza sapere dove andare o cosa fare. Alcuni si erano staccati dal gruppo e si erano sistemati dove avevano trovato posto, di qualunque zona si trattasse. Fermi ai lati del sentiero, appoggiati alle transenne, tutte le ragazze piangevano, a eccezione mia e della C. che serbava nervi piuttosto saldi; gli altri discutevano sul da farsi. Dopo un po’ mi sono ripresa e ho cercato di sostenere a mia volta i miei compagni.

Anche A. ha pianto. Mi ha colpito tremendamente: la conosco da anni ma è la prima volta che la vedo in lacrime… L’ho abbracciata forte, preoccupata e colpita cercando di far sorridere lei e le altre assieme a S. e Gi. Pian piano la disperazione ha lasciato spazio alla lucidità e abbiamo deciso di piazzarci ovunque trovassimo posto. Poco più in là abbiamo trovato spazio sull’erba per 5,6 sacchi a pelo: vi abbiamo sistemato le persone più scosse mentre A., S., Gi. An. ed io ci siamo sistemati ai margini del sentiero polveroso dove tutta notte l’aumbulanza è passata a più riprese, a poco più di 30 cm dalle nostre teste.

A quel punto è cominciata l’attesa. A. pian piano si è tirata su di morale grazie senz’altro all’allegria dei nostri compagni di branda ;) Abbiamo fatto a turno per massaggiarci la schiena, ci siamo accoccolati distrutti gli uni sugli altri, finalmente seduti…

Qc ora dopo è cominciata la veglia col Papa; dalla nostra posizione avevamo una visione piuttosto buona del maxischermo che trasmetteva le immagini e il discorso del Santo Padre. Quando mi guardavo attorno mi mancava il fiato: una distesa umana si stendeva a perdita d’occhio, fino ai piedi delle colline ad almeno un km da dov’eravamo sistemati noi… non potevo credere che fossimo solo un milione e mezzo di persone…

La veglia è stata entusiasmante: eravamo stanchi, ma sereni e carichi di un entusiasmo contenuto. Abbiamo ascoltato le parole del Papa, che sembrava quasi rinato :_) Era bella la sensazione di essere riusciti a dargli anche noi qca… S. a un certo punto ha detto ‘Ecco, adesso mi commuovo: quell’uomo mi fa un’effetto incredibile’. Mi hanno colpito le sua parole e la sua sincerità.

 

E’ vero che c’è Dio? E’ vero che il mondo è stato creato da Lui? E’ vero che il Figlio di Dio si è fatto uomo, è morto ed è risorto?

 

Cari giovani, è difficile credere in un mondo così? Nel duemila è difficile credere? Sì! E’ difficile. Ma è possibile.

 

In realtà è Gesù che cercate quando sognate la felicità: è lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate; è Lui la bellezza che tanto vi attrae; è Lui che provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso; è Lui che vi spinge a deporre le maschere che rendono falsa la vita; è Lui che vi legge nel cuore le decisioni più vere che altri vorrebbero soffocare. E’ Gesù che suscita in voi il desiderio di fare della vostra vita qca di grande, la volontà di seguire un ideale, il rifiuto di lasciarvi inghiottire dalla mediocrità, il coraggio di impegnarvi con umiltà e perseveranza per migliorare voi stessi e la società rendendola più umana e fraterna.

 

E' Lui che vi dà la tentazione di perseguire un ideale. Non siete soli: molti con voi lottano e credono in Cristo. Servire Cristo è libertà; non abbiate paura: aprite al Signore il vostro cuore e i vostri dubbi

 

Vedo in voi le sentinelle del mattino

 

Voi difenderete la vita in ogni momento del suo sviluppo terreno

 

Non abbiate paura di affidarvi a Lui. Egli vi guiderà, vi darà la forza di seguirlo ogni giorno e io ogni situazione.

 

(DAL  DISCORSO DELLA VEGLIA DI G.P.II)

 

Queste sono le parole che più mi hanno colpito di tutta la veglia: non sono riuscita a seguire tutto il suo discorso ma quando il Papa stesso ha pronunciato quelle parole, ‘E’ vero che c’è Dio?’ è stato come essere scossi da un brivido. E’ stato come se avesse udito le mie, le NOSTRE parole la sera prima, se avesse ascoltato i nostri dubbi e oggi fosse lì per darci una risposta. Non ci potevo credere: proprio 24 ore prima ci eravamo posti le stesse domande, in cerchio, discutendo e ascoltando con passione le opinioni dell’uno e dell’altro…

M. e L. mi avevano detto: ‘guardati attorno: è in tutto ciò che di meraviglioso hai attorno, nel cielo e nella terra, che puoi vedere la presenza di Dio; dove c’è armonia, dove c’è amore senti anche la sua presenza…’. Il Papa adesso diceva che Gesù era con noi in ogni momento, ci spingeva a ‘cercarlo’ nella nostra vita di tutti i giorni, nelle piccole cose e in noi stessi…

Ascoltavo stupita, con un mezzo sorriso dipinto sul volto…mai avrei creduto che il Papa potesse parlare in maniera tanto esplicita, potesse apparire davanti a 2 milioni di persone e esternare i dubbi di molti in un discorso trasmesso in mondovisione… mai avrei creduto che potesse dire ‘Come si fa a credere in Dio?’… Mi aspettavo che le sue parole si BASASSERO su questo postulato! Lui invece è partito proprio dalle fondamenta della nostra fede, è la difficoltà che abbiamo nell’intraprendere questo cammino che ha preso in considerazione… L’ho ammirato immensamente per questo… Non credevo avrebbe ammesso che tanti giovani oggi trovano difficile credere, non credevo avrebbe avuto ‘il coraggio’ di dirlo davanti a tutti… Mi hanno dato grande coraggio e tanta forza quelle parole, tanta voglia di abbandonarmi e piangere per la gioia di aver scoperto di essere amati, incondizionatamente, come una madre ama il proprio figlio…

Anche l’atmosfera è stata meravigliosa: le lanterne finalmente accese, pian piano tutte quante, tutti e due i milioni di candele, hanno illuminato Tor Vergata: le voci, le grida, gli applausi, le luci, tutto amplificato migliaia di volte: come un’eco infinito, un brivido che sorgeva 3 km più in là e percorreva tutto il corpo di quella massa compatta, viva, unica…

 Dopo i fuochi d’artificio molti hanno cercato di prendere sonno. In realtà i festeggiamenti sono durati tutta la notte e le ambulanze non hanno mai smesso di percorrere avanti e dietro i sentieri che attraversavano la distesa…

 Alle 4.00 di notte un francese barcollante mi ha praticamente camminato addosso, cercando le sue cose; sembrava un po’ ubriaco… è stato un risveglio un po’ brusco, e certo non ne ero molto contenta, ma quando ho visto S., in piedi davanti a me, con in mano un maxibon che mi guardava come inebetito sono scoppiata a ridere!! :))) Ma dove l’aveva trovato un gelato alle 4 di notte?!?

Stamattina invece c’è stata la Santa Messa. Abbiamo visto Ma. e An. (arrivata solo ieri da Mantova). Io e A. abbiamo avvicinato due transenne e abbiamo improvvisato un piccola tenda per ripararci dal sole; abbiamo saccheggiato tutto il mangiabile nelle casse del ristoro e per poi seguire l’Angelus del Papa :) Si stava bene lì sotto, tutte e due vicine, unite, entusiaste, contente di esserci, di essere insieme, di aver allestito coi nostri pochi mezzi quel piccolo riparo… serene :) Ho sentito R. e lei M. mentre pian piano Tor Vergata si sfollava e noi venivamo informati di essere effettivamente più di 2 milioni di persone…

 Siamo usciti decisamente in fretta ma ci siamo fermato per pranzare giusto fuori dalle reti che limitavano il campo, all’ombra, con quasi tutta Mantova5, di nuovo riunita :) Stavo bene…

 Una volta tornati in istituto (fortunatamente in autobus!) abbiamo preparato le nostre cose e abbiamo aspettato che tutti fossero pronti.

A quel punto abbiamo parlato con L. e V. di rapporti di coppia. Abbiamo preso in esame anzitutto noi stesse: come la Chiesa vede i giovani e il loro modo di vivere l’amore e di come invece la vediamo (e la viviamo) noi. E’ un discorso che ci ha coinvolte molto da vicino. Ci siamo confrontate sulla nostra esperienza di relazione con l’altro, sull’interpretazione dei rapporti prematrimoniali, sulla nostra concezione dei tempi, dei sentimenti; sulle intromissioni di coloro che dicono di saperne più di noi e pretendono di guidarci… Mi ha colpita questo modo di confrontarci, la sincerità e la fiducia che in pochi giorni è nata tra noi 4 e con tutti gli altri coi quali abbiamo condiviso anche solo l’ultima notte…

Incontrarsi alla GMG non è come incontrarsi in un’occasione qualsiasi: condividi qualcosa di immensamente più profondo e più intimo, condividi te stesso, la tua persona: re-impari l’ingenuità, quell’ingenuità ‘buona’, che ti fa amare il mondo e le persone; che per un po’ ti fa dimenticare che là fuori c’è anche tanto male, tanta cattiveria e malafede… ma per sette giorni sei lì, per ricordare che esiste anche tutto il resto! :)

Adesso riposo un po’: sono stanca e manca ancora diverso tempo all’arrivo…

 

In questa notte non solo abbiamo imparato a conoscere più a fondo noi stessi ma abbiamo conosciuto anche altri ragazzi/e (brave massaggiatrici)! La lunga fatica e attesa ha portato un frutto meraviglioso: una nuova amicizia! Ciao

Gi.

 

Peccato averti conosciuta solo l’ultima notte, ma è stato comunque un grandissimo piacere!!!

S.

 

Uno dei don più trascinanti che abbia mai conosciuto disse che "il Vangelo non è un semplice libro da tenere nella biblioteca di casa, ma è un libro da tenere sul tavolo di cucina, a sporcarsi col cibo di ogni giorno". Non smettere mai di porti delle domande e…sporca il tuo vangelo!

A.

 

Ormai abbiamo terminato questa colossale opera: fatica, stress…ma anche tanto divertimento!!

An.

 

Fatiche, quasi svenimenti…ma valeva la pena? Credo di sì (‘credo’ perché i bilanci li faremo a casa, fra qualche tempo), e ricordati quello che è la legge di ogni vita, di ogni esperienza: PER ASPERA AD ASTRA!

Ma.

 

Che la nostra amicizia possa continuare e vada oltre la lontananza e le avversità.

L.

 

Il percorso del cristiano spesso è difficile e pieno di tranelli. Non lasciarti scoraggiare dalle difficoltà. Vivile fino in fondo e cerca di essere te stessa.

E. e Giu.

 

Chi trova un amico trova un tesoro, e un vero amico ti ama anche se non hai un tesoro.

C.

 

 

13/06/01

 

Circa un mese fa A. mi ha proposto di pubblicare il mio diario di viaggio su internet, assieme al suo. L’idea mi ha incuriosita, ho ripreso i vecchi fogli, i vecchi appunti e ripercorso coi ricordi quello stesso cammino, a distanza di quasi un anno.

 

E’ stato emozionante… rendersi conto di quanto vivi sono ancora i ricordi e i segni di quell’esperienza che durante quest’anno mi sono portata dietro con un po’ di rammarico e nostalgia.

 

E’ vero quello che A. ha scritto nel suo diario: una volta tornati a Mantova ricordo che eravamo ancora pervasi dall’entusiasmo e dall’esaltazione di quei giorni, che abbiamo salutato tutti con trasporto, con un gran sorriso… e che di rimando abbiamo ricevuto solo il gelo… Si torna alla vita di tutti i giorni, dove chi ti saluta senza conoscerti, senza sapere chi sei, viene preso per matto… per indiscreto e maleducato. Era così bello trattare tutta alla stessa stregua, come vecchi amici, con tanta fiducia e tanta gioia nel cuore, ed essere trattati allo stesso modo…

 

Ricordo che ci siamo guardate negli occhi con tristezza… è quello sguardo il ricordo più concreto del mio ritorno a ‘casa’.

 

L’esperienza di Roma mi ha dato molto e per molti versi mi ha anche cambiata. E’ stato un modello, in tutti questi mesi, un modello non utopistico di come si può vivere assieme; di come le cose potrebbero andare se solo avessimo il coraggio di essere ‘sentinelle del mattino’ e ‘testimoni di Cristo’. Spesso il confronto è stato per me più motivo di rimprovero che di lode. Non sono riuscita ad essere tanto forte quanto mi ero ripromessa dopo quei sette giorni: mi sentivo tanto carica da poter affrontare il mondo intero! In realtà si è dimostrata solo una sorta di ‘dispensa’ che il mondo ‘reale’, quello di tutti i giorni, prosciuga lentamente: ti toglie l’entuasiasmo, smonta i tuoi sogni, le tue visioni…

 

Dopo il trasferimento ho toccato il fondo. Ho preso bruscamente le distanze da qca che non mi sentivo più in grado di rappresentare, da una Chiesa che non mi dava assolutamente lo stesso appoggio e lo stesso spirito che avevo respirato in quei giorni. Mi sono sentita tradita; e traditrice. Ci ho messo parecchi mesi prima di riaffrontare me stessa e fare una seria autocritica dei miei atteggiamenti, del mio modo di ‘mettermi i gioco’; tanto con la Chiesa che col mondo.

 

Eppure, anche se mi vergogno di non essere stata all’altezza quanto avrei voluto, potrei rispondere alla dedica di Ma. affermando che il bilancio è stato effettivamente positivo: il vissuto delle GMG è rimasto cmq una guida, un ideale di vita e di comportamento da perseguire e in cui POTER credere: non è stata un’ illusione, l’ho vissuto io, e l’ho vissuto veramente!

 

Roma mi ha lasciato nel cuore grandi insegnamenti, che mi hanno sostenuta grandemente in uno dei momenti più difficili della mia giovinezza. Ho imparato cosa vuol dire realmente condividere me stessa con gli altri; e cercare in loro quel Dio, quel Cristo, che ancora oggi non so se davvero esista, che ancora oggi sto cercando, tra domande senza risposta e piccole conferme quotidiane. Il cammino è ancora lungo…

 

Non so ancora se sono pronta per definirmi ‘credente’; per coerenza è una cosa che non ho mai detto. Ma se questo Dio innamorato c’è davvero e non mi volta le spalle, se non è solo un’allucinazione di massa che ha colpito la maggioranza della popolazione mondiale, se non è solo una bella favola, allora forse anch’io posso innamorarmi della vita e gioire del mio dono:

 

Se sarete quello che dovete essere metterete a fuoco tutto il mondo!

(S.Caterina da Liena)