ore 7:45
Ho dormito tanto quanto ieri, peccato che non avessi ancora smaltito la stanchezza del 14: perciò continuerò ad accumulare! oh gioia!! comunque...
ore 22:40
Stiamo aspettando l'autobus. In questo stradone (str. Colombo) ci sono due prostitute. Mi fa tristezza vedere queste ragazze sulla strada, belle ragazze, corpi bellissimi, dolcissimi, che potrebbero essere felici, ragazze COME ME... e invece penso ai loro corpi tra le mani di uomini, ogni ora un uomo diverso... nessuna vita da sognare, solo buio, mani sporche, soldi, violenza...
Gli altri che ci sono qui ridono, cronometrano quanto tempo stanno via, da quando una macchina si ferma a quando la viene a riportare giù... altre macchine passano e vedono che siamo della GMG e suonano festosi per salutarci... altri si fermano per le due ragazze...
Io non rido, non riesco a ridere quando vedo queste cose, e nemmeno riesco a dire "che schifo, perché stanno qui...". Io penso "che schifo" perché stanno sulla strada invece di avere una vita felice e dignitosa, non lo fanno perché lo vogliono e nessuno ha diritto di obbligarle a questa vita d'inferno. Mi fa schifo pensare che qualche essere umano ha il coraggio di giocare così con la vita di queste persone solo per farci soldi. Questo è disgustoso, rivoltante, intollerabile... non il fatto che stiano 10 metri vicino a noi che aspettiamo l'autobus alla fine di una giornata di festa.
ore 1:05 (venerdì notte)
Sto per andare a letto dopo l'ennesima giornata campale! Nella pagina qui a fianco ho annotato le cose fondamentali di oggi: poi vedrò di svilupparle (ma quando avrò tempo?! ho così tante idee in testa, tanti di quei pensieri da scrivere...).
Stasera ho scritto le 3 cartoline (M., mamma&papà, Sorell).
Ora è tardi e per di più sono stanca morta. Notte.
ORE 7:40

Buongiorno! Forse ho qualche minuto per scrivere!... Devo ancora raccontare di mercoledì 16... allora...
Al mattino siamo andati nella chiesa di Ognissanti per la catechesi. Io e Ra., con i nostri strumenti, in prima fila per suonare (pazzesco, mai fatto, ma ci siamo buttate...); abbiamo avuto il piacere di avere con noi il vescovo Fontana, di Spoleto, che ha condotto la catechesi. Simpaticissimo, trascinante, molto teatrale: sembrava quasi che l'altare della chiesa fosse un palcoscenico, e lui recitava benissimo la sua parte, coinvolgendoci tutti, girando per le prime file dei banchi e parlando con noi, dialogando, senza mai usare mezzi termini. Ha detto cose bellissime e molto interessanti, le ho annotate sul mio libro di preghiere... ecco i miei appunti, un po' ampliati in seguito:
-queste dovrebbero essere giornate di viaggio e di verifica interiore
-noi siamo la storia della Chiesa, siamo noi che camminiamo insieme
-se Dio ti chiama ti dà poi anche la forza per portare a termine il suo progetto (non abbiate paura quindi) (ripresa discorso del Papa)
-dobbiamo fare un Vangelo credibile... è colpa nostra se oggi qui con noi non ci sono tutti i nostri fratelli che sono rimasti a casa! Perché non sono con noi? Perché siamo noi che non siamo credibili, la nostra Chiesa è un disastro! (scroscio di applausi)
-l'Amore, quello con la A maiuscola, anche quello che può esserci tra 2 compagni di banco, tra 2 ragazzi che stanno insieme, è Dio che ve l'ha messo nel cuore
-stamattina ho visto tra di voi qualcuno con un handicap: qualcuno in carrozzella, qualcuno con una gamba rotta... vorrei ricordarvi che un po' di handicap ce lo portiamo tutti dentro... c'è chi è bravo in matematica e chi no... anche quello è un handicap... dobbiamo ricordarcene e trattarci tutti allo stesso modo, perché tutti abbiamo un handicap in qualcosa! l'importante è completarsi a vicenda...
-che cosa avete messo nel vostro zaino per venire qui? d'accordo, lo spazzolino da denti, il pigiama, il libro da leggere, le scarpe comode per camminare in questa enorme città... ma cos'è che vi fa andare avanti sotto il sole, sudando, con la sete, la fame, la stanchezza? cos'è? è solo l'amore che fa camminare avanti, fa crescere... il resto del tuo zaino buttalo via, non ti serve!
-pensate a un Dio innamorato, che vi viene a cercare, che vi corteggia...
Poi mercoledì fino alle 18 circa sono stata un po' triste... sarà che non avevo voce (mi è andata via già da lunedì sera), sarà che mi sentivo stanca, sarà che attorno non mi sentivo appoggiata... continuavo a pensare a M. e non ce la facevo più... (abbiamo anche perso la C., per la seconda volta in 2 giorni!!) poi siamo andati in giro un po' per Roma, e sono rinata in piazza Navona, dove io e Ra. abbiamo suonato insieme.
Durante il ritorno abbiamo incontrato, ad aspettare la metro, un gruppo di spagnole, 7 ragazze di Palencia (non abbiamo capito se sono di Valencia ma con la P iniziale è la pronuncia corretta, oppure se Palencia sia proprio un'altra città spagnola) con le quali abbiamo cantato canzoni italiane (noi in italiano, loro in spagnolo) di Laura Pausini, di Ramazzotti, oppure canzoni spagnole che sono nelle hitlist italiane (La Flaca di Jarabe de Palo), abbiamo fatto le foto insieme e parlato un po' di spagnolo (a naso, ovviamente). Ma. se la cava benissimo anche con lo spagnolo!
Ieri, giovedì 17, abbiamo fatto il pellegrinaggio giubilare itinerante in S. Pietro: non mi ha impressionato granché come chiesa, forse perché c'era un sacco di gente e un caldo assurdo, e forse non ho potuto gustare la globalità della bellezza e dell'imponenza di questa costruzione... in cima al colonnato erano state appese tutte le bandiere del mondo (penso si siano viste costantemente in televisione quando parlavano del giubileo dei giovani).
Dopo pranzo, ieri, siamo rimasti a dormire sotto l'ombra delle piante. Poi prima di ripartire (la nostra meta era la chiesa di S. Ignazio dove il nostro vescovo teneva la Messa e le confessioni) ci siamo rinfrescati riempiendo le bottigliette alla fontana e facendo la doccia, rincorrendoci per tutti i giardini!
C'è da dire che l'acqua di Roma è buonissima e freschissima, molto più buona e fresca di quella che ci davano nelle bottigliette refrigerate da mezzo litro, insieme al pranzo. Ci sono fontane ad ogni incrocio, è pressoché impossibile rimanere senza acqua da bere... per fortuna è anche fresca, ci salva da insolazioni e dalla calura romana di agosto.
Arrivati in S. Ignazio, abbiamo seguito la Messa e ci siamo confessati... il nostro vescovo durante la Messa parlava così piano che non si riusciva a capire cosa diceva... Ra. ha fatto la confessione... io mi sono messa in fila ma poi non mi sono mossa, so che magari non è corretto e non è coerente con la scelta di andare a questo pellegrinaggio. Dovrei confessare molte cose, ma dal loro punto di vista... certe cose che dal punto di vista della chiesa sono peccati per me non lo sono, sono dimostrazioni d'amore e non ho nessuna intenzione di confessarli. Non sono un essere perfetto, non sto dicendo questo. Ma quando ho bisogno di pentirmi per qualcosa che ho fatto, mi rivolgo al Signore e gli dico la verità... se devo andare da un prete dico sempre le solite cose e non sono sincere. A che serve allora?...
Come al solito non ho il coraggio di andare a parlare liberamente con qualcuno che non conosco... non lo sento mio questo sacramento, lo sento come un qualcosa per cui non avrei bisogno di mediazione e non riesco a viverlo con lo spirito giusto... è una posizione comoda la mia, ma non c'è nulla che ritenga valido per cui cambiare atteggiamento... certo, così non devo fare nessuna fatica...
Io e Ra. all'uscita dalla chiesa eravamo così stanche che non ce la facevamo più. C'è una farmacia di fianco alla fontana di Trevi e siamo rinate grazie ad un'aspirina!!! :)
Siamo stati poi in piazza di Spagna, sulle gradinate, mentre il sole tramontava. Abbiamo scattato le foto alle gradinate piene di gente e al sole. Poi abbiamo cantato a squarciagola per la piazza insieme a un gruppo di francesi a cui abbiamo dedicato le prime note dell'inno nazionale del loro paese.
ore 15:15
Siamo in istituto. Stamattina siamo andati in Ognissanti per la catechesi con il vescovo di Siracusa: piuttosto tradizionalista, non molto trascinante, parlava della santità: mah, una cosa un po' lontana da noi, da ME perlomeno... "se volete diventare santi"... non ho mai pensato di diventare santa!! Mah... ero d'accordo su alcune cose, ma su buona parte mi sono trovata del tutto lontana dal suo modo di pensare...
Riassumo qui i contenuti principali della sua catechesi:
-noi, anzi, voi siete i santi del nuovo millennio. Vi è chiesto di diffondere luce, di dare sapore, di seguire Cristo
-non abbiate timore di essere i santi del nuovo millennio, siate una nuova umanità, armandovi di spirito critico e di coraggio
-i martiri sono coloro che incarnano la loro Fede fin dentro la morte
-quando avrai pensato di farti santo, allora vuol dire che starai davvero maturando, che avrai preso le redini della tua vita
-sì alla santità, no alla mediocrità, alla superficialità, all'apatia, all'indifferenza; e attenzione, santità non è devozionismo, splendida teoria, sentimentalismo, passività, volontarismo accanito... la santità è la libertà dell'uomo unita alla grazia di Dio, è la perfezione della Carità, l'attenzione onesta alla perfezione, è l'invasione dell'amore di Dio nei vostri cuori
-cercare e donare amore è ciò a cui tendiamo tutti... spesso gli sbagli giovanili sono l'esito di questa ricerca disperata di amore
-vi sono numerosi ostacoli al raggiungimento della santità: il rumore (che impedisce la concentrazione), il consumismo (che fiacca il carattere e la volontà), l'edonismo della vita, l'irrequietezza di "avere tutto e subito". I mezzi invece sono la parola di Dio, la preghiera assidua e non umorale (non bastano le letture domenicali... la lettera del fidanzato la leggete sempre per intero, non solo una parte, la Bibbia è lo stesso), la docilità allo spirito santo, l'abbandono totale alla volontà di Dio, la confessione (serve a non fare addormentare la coscienza), un programma di vita
-chi si fa maestro di se stesso si affida alla guida di uno scoglio (S.Bernardo)
-è bello, partendo o morendo, lasciare dietro di se un posto pulito (Simiosky)
Alle 16:30 abbiamo la via Crucis in piazza Caravaggio (mi pare); si sta così bene qui in istituto che quasi non ho voglia di andarci... pensando poi che domani ci aspetta una giornata (anzi due) a Tor Vergata, senza un attimo di pausa... sono anche stata rimproverata per la mia pigrizia da due ragazze della mia stanza che mi hanno detto "devi andarci, se vuoi essere coerente con la scelta di questo viaggio". Ovvio che ci andrò, ma non avevo certo bisogno di qualcuno che mi trattasse così e mi obbligasse ad andarci per "coerenza". Allora per coerenza con me stessa dovrei fare mille altre cose che non faccio mai e smettere di farne altre mille. Come è difficile dire di essere coerenti ed esserlo veramente...