14/8/2001 – Martedì – La contea di Clare

 

· Come sempre quando siamo in ostello, ci godiamo tutte le comodità che può offrire un rifugio dotato di un tetto e quattro mura.

· Il tempo è quello che è, minaccia pioggia. Noi speriamo che non sia così anche domani, perché abbiamo in programma le Moher! Il Liam è lesto a rassicurarci, dicendoci che il tempo sarebbe migliorato già in giornata. Dopodiché prima di salutarci ci lascia i biglietti da visita del suo ostello e ci chiede di fargli pubblicità.

· Durante il tragitto ci chiediamo se il Liam fosse già ubriaco alle nove di mattina, visto che Giove Pluvio sta pisciando tutto quello che ha, tanto che sul parabrezza del Rocco ci nuotano i merluzzi.

· Senza che nessuno se ne accorga, il Kuda, che è al volante, si infila, sbagliando, in una stradina di campagna dove ci passa a malapena una bicicletta. Tutti inveiscono contro Liam che ci aveva indicato la strada. Il Kuda e il navigatore (Pigei) se la ridono sotto i baffi.

· Ci fermiamo ad Adare, un paesello molto carino vicino a Limerick. Sala ci porta ovviamente a visitare la chiesa del luogo (prima di entrare un poster ci inquieta: c’è la foto di una cornetta del telefono con la scritta "Dio ti chiama", o qualcosa del genere).

· Sempre sotto l’acqua andiamo nel parchetto del paese, che è molto carino. Peccato che sia impossibile anche solo pensare di sedersi su una panchina, pena un bidet fuori programma. Già che ci siamo pisciamo contro una cancellata.

· Entriamo a Limerick proprio quando smette di diluviare. Lungo il tragitto ci lascia un po’ così un cartello gigante a lato della strada con la scritta "Watch the road, Dumbass!"

· Ci fermiamo e facciamo un giro per la città, ovviamente senza cartina o simili ausili. Mentre gli altri sono all’ufficio del turismo (dove Cesaro si fa regalare un poster) il Baldo va a pisciare al Burger King (la vera funzione sociale di McDonald’s e Burger King… puoi entrare, pisciare e uscire come fossero cessi pubblici. "Noi riteniamo evidenti queste verità. Che tutti gli Uomini sono creati uguali e con la vescica capace. Che sono dotati dal Creatore di certi inalienabili Diritti. Che tra questi Diritti v'è il diritto alla Vita, alla Libertà, alla Ricerca della Felicità e al diritto di Pisciare senza dover pagare. Che per assicurare questi Diritti gli Uomini devono istituire i governi e i Burger King…")

· Andiamo verso il castello, e invece di fare il giro largo (troppa fatica) entriamo dentro il municipio e usciamo dall’altra parte dopo averne attraversato i corridoi, con la gente che ci guardava malissimo. Tra l’altro era un municipio da busoni, tutto rosa e di vetro, una delle cose più kitsch che abbiamo mai visto.

· Arriviamo al castello, ma non è un castello. E’ una cattedrale. Al Piccolo gli viene già duro, ma gli si smolla quando si accorge che non si può visitare. Essendoci resi conto di aver cannato strada ci dirigiamo verso il vero castello.

· Il vero castello è una porcheria colossale, ci puzza di falso, e dopo l’esperienza di Kilkenny decidiamo di entrare solo se è gratis. Non lo è (neanche con la nostra supertessera) e allora andiamo a mangiare.

· Il gruppo si divide a metà, Baldo, Kuda e il Giulio si fermano ad un take away che gli fa assaggiare per la prima volta il "quarter pounder with cheese di Pulpfictioniana memoria". Italo e Cesaro tornano a mangiare nel furgone, dove Italo aveva pane e prosciutto in quantità, mentre il prode Marco si fa due biscotti al cioccolato e una pesca...

· Il Kuda va a comprarsi una baghetta in un negozio con un cartello "facciamo credito solo ai maggiori di 80 anni accompagnati dai genitori". Geniale.

· I tre (Baldo, Kuda e il Giulio) tornano al furgone ad aspettare gli altri, ma decidono di ammazzare l’attesa gustandosi una Beamish (una stout simile alla Murphy’s ma di consistenza più acquosa) al pub davanti a dove il Rocco era parcheggiato.

· Pj, Ceppi e Sala girano per una mezz’oretta in cerca di un posto che li soddisfi: chiedono indicazioni al proprietario di un fioraio, che indica loro il Kork ma li invita prima a comprare qualche bella pianta. Loro declinano l’offerta e si lanciano come lupi famelici nel Kork, un fast food a gestione familiare.

· Che sia a gestione familiare lo si intuisce dal fatto che le 4 donne che servono sono praticamente identiche, unica differenza l’età: 60 per mamma Kork, 30 per la figlia maggiore, 120 per nonna Kork e 21 per la più bella donzella che abbia mai solcato le strade dell’ Eire. Gli uomini invece erano relegati a friggere e preparare i piatti nella cucina. I tre passano il loro pranzo a gustarsi quegli occhioni azzurri (e mentre Sala era distratto, Pj gli fregava le patatine).

· Maciniamo gli ultimi chilometri di oggi, fermandoci a Doolin, dove c’è un campeggio a un tiro di sputo dalle scogliere.

· Il campeggio è situato in un paesaggio molto bello, che scopriremo tra poco durante la missione "The search for Rocco". Inoltre è gestito dall’"Edgar abito" di Men in Black, è il suo ritratto sputato. I cessi sono di una bellezza devastante, cagare ci dà quasi fastidio. Purtroppo però le docce sono a gettone…ci viene dato un gettone a testa per una doccia, e noi ci guarderemo bene dall’acquistarne altri.

· Mentre il resto del gruppo monta il campo, Ceppi, Pj e Italo saltano a bordo del Rocco e vanno verso il paese a guardare prezzi e orari del traghetto per le isole Aran. Il campo è ormai pronto, e i cinque stanno amabilmente giocando a calcio quando un messaggio raggiunge il cellulare di Baldo. E’ di Italo, che dice: "venite subito lungo la strada a sinistra appena fuori dal campeggio, perché ci siamo impantanati". "Oh ragazzi" annuncia il Baldo "sti coglioni si sono impantanati". "Ma no! Ma che cazzo! Ma che coglioni!" è più o meno la reazione degli altri… per cui ci dirigiamo verso il luogo incriminato.

· Seguiamo la strada, che si fa sempre più sinuosa e inerpicata, e sempre meno asfaltata. Lungo la via il gruppo viene preso dall’ilarità, e nessuno è arrabbiato. Anzi, ce la sghignazzamo dicendo "certo che se è uno scherzo è una figata!"

· Improvvisamente un altro messaggio di Italo: "portate delle travi o un fattore (?)". Il Baldo lo chiama per chiarimenti e Italo spiega: "portate delle travi, chiamate qualcuno, oppure cercate dei sassi molto piatti da mettere sotto le ruote". "Ok", risponde il Baldo, mette giù, e si carica sulle spalle un sasso di ottanta chili. Il kuda lo ammonisce: "ma sei coglione? Te lo vuoi portare fino a là?" "Hai ragione", è la risposta del Baldo, che getta l’inutile pietra al lato della strada.

· "Certo che se sono andati di qua sono proprio dei coglioni" dice Cesaro. "Hai ragione", "si che coglioni" "ma infatti", fanno eco tutti gli altri. Riprende Cesaro: "Però mi sa che ci sarei passato anch’io di qui". "Anch’io", "Anch’io", "Anch’io"…

· La strada diviene una mulattiera senz’arte né parte, larga quanto una merda di mucca e tutta pantanosa. Improvvisamente incontriamo una pozzanghera (tenete a mente quest’episodio, ci torneremo più tardi), che il Baldo supera in scioltezza grazie agli scarponcini, ma è una smerdata totale per i piedi degli altri. Sala invece si esibisce in un numero di alta scuola: si lancia a tutta velocità sul fianco della pozzanghera saltellando come un ermellino gay, rimanendo asciutto e pulito.

· Continuiamo la scarpinata in questo luogo dimenticato anche dagli dei della desolazione, chiedendoci quale remoto paese speravano di trovare qua qui tre deficienti! A un certo punto passiamo di fianco a un campo dove i tori pascolano liberi, con una scritta "Beware of the bulls". Improvvisamente, appena dopo uno scollinamento, l’immagine tragicomica…

· Vediamo, in fondo alla discesa, il Rocco piantato con le portiere aperte dentro ad un cancelletto dove finisce la "strada"…e noialtri che urliamo "Non lo spostate! Foto, foto!!!" Come si a fa rimanere incazzati di fronte a tanta bellezza? A parte il Rocchino e quei tre pirla che urlano in fondo alla strada, dalla nostra posizione privilegiata possiamo vedere l’oceano, le Aran, le Moher e fra un po’ il tramonto infighetterà ancora di più il tutto… ma che bellezza…

· Il povero Pj indossa solo un paio di sandali che lasceranno i suoi piedi del tutto indifesi da ortiche, rocce e qualsiasi altro genere di colpi. Alla fine saranno butterati come pizze.

· Ci mettiamo a lavorare come bestie per creare uno strato di roccia sotto le ruote del Rocco, demolendo tutti i muretti di pietra ai lati. Improvvisamente arrivano due bestioni Irlandesi, probabilmente giocatori di rugby a giudicare dalle dimensioni, che iniziano a darci una mano! Sono padre e figlio, che parlano un inglese tutto loro con evidenti influenze gaeliche, e la loro prima intenzione è di SOLLEVARE il furgone. Li convinciamo che è più conveniente spingere, e loro ci aiuteranno a spantanare il Rocco anche grazie all’incitamento "more power! More power!" mentre Cesaro ci da dentro con la retromarcia (ovvero: mentre noi ci spacchiamo le spalle lui se la prende comoda. Anche se lui sostiene di aver dato una svolta importante alle operazioni di salvataggio del povero furgone francese usando "la sua favolosa sensibilità ai pedali e al volante"…). Alla fine il Rocco è in salvo, e facciamo una foto coi burini gaelici, che ci danno il loro indirizzo (perché vogliono una copia della foto. Scopriremo che è usanza comune in Irlanda). Da notare il Kuda, che impiega tre ore per farci sta malaugurata foto alla ricerca del punto perfetto in cui fotografare il paesaggio migliore, con lo scorcio delle Moher. Fatica inutile, non si vedranno.

· Da ricordare le ruote (già ampiamente deteriorate alla partenza) che fumavano al contatto coi sassi (in particolare l’anteriore destra) tra la preoccupazione generale e la gioia immotivata di Baldo!

· Parlando con gli omaccioni viene fuori che il vecchio è astemio! E viene anche fuori che sti due hanno un bed and breakfast proprio sotto le scogliere di Moher… ma che bellezza… intanto il tramonto sta scendendo e la cornice è davvero suggestiva!

· Da segnalare una coppia, comprensiva di "signora col cano", che ci guarda dall’alto divertita, ovviamente senza muovere un capello per darci una mano.

· Tutti tornano al campeggio, tranne il Kuda, che scrive le sue impressioni, Il Baldo che redige il diario di bordo, e Ceppi, invitato dal Baldo ad apporre la sua testimonianza oculare sul guestbook:

 

"Io guidavo, Pj faceva il navigatore e Italo, come sempre, ci metteva in guardia dalle insidie della strada. Imbocchiamo la prima strada a sinistra, praticamente una mulattiera. All’inizio è asfaltata, e sembra la direzione giusta, quindi andiamo di gran carriera. Una macchina in direzione opposta ci costringe ad una manovra niente male per evitarla, poi una seconda vettura. Intanto la strada non è più asfaltata, e i sospetti di essere finiti in culo ai tori cominciano a serpeggiare nell’equipaggio. Pj calma le acque e rinfranca tutti: "è giusta, se no le altre macchine da dove venivano?" Io convinto: "Hai ragione". Italo: "Secondo me dobbiamo tornare indietro". Pj: "Ma va, è giusta", e zittisce l’infausto Italo. Raggiungiamo infine uno scollinamento, d’improvviso la strada scende. Italo allerta tutti: "Fermiamoci, non scendiamo!" ma l’avvertimento viene bellamente ignorato, e ci lanciamo giù a tutta manetta. Dopo pochi metri ci accorgiamo della stronzata e ci fermiamo.

Situazione attuale: strada fangosa, pulmino nel fango. "Non sarà mica impantanato" sussurra Italo. "Mavà, ora torniamo indietro, apriamo la staccionata di fianco e facciamo inversione". Premo l’acceleratore ma il pulmino non si muove, e si sotterra sempre di più. Con calma dico a Italo: "Siamo impantanati". Tentiamo un paio di volte ma il furgone non si muove, allora l’illuminazione: "andiamo un po’ più in basso, dove la strada si appiattisce un po’, prendiamo la rincorsa e saliamo!" Quindi scendiamo.

Situazione attuale: strada fangosa, pulmino nel fango, ma più in basso di prima.

"Proviamo con dei sassi sotto le ruote" dice Pj che continua "Dai Italo, muovi il culo e manda un messaggio a Baldo"…poi è arrivato il resto del gruppo.

N.B. il racconto è attendibile, tuttavia alcune frasi rivolte a Italo possono essere solamente il frutto della mia fantasia.

Giampaolo

 

· Finalmente i tre tornano verso il campeggio, ma devono fare i conti col campo pieno di tori. Nessun problema finché un bestione di parecchi quintali non decide di piazzarsi in mezzo alla strada. I tre lo puntano guardandolo negli occhi, senza paura né segni di cedimento. Giunti a pochi metri si sussurrano l’un l’altro: "Però, è veramente grosso sto stronzo" e fanno il giro larghissimo passando per il campo di fianco.

· Rincontriamo il pozzangherone di cui sopra, e il Baldo continua a vantarsi di aver portato gli scarponcini da montagna, e attraversa l’umida trappola senza problemi. Il Ceppi saltella di qua e di là bagnandosi un po’ e alla fine il Kuda urla: "Ti faccio vedere io come si fa! Sala mi ha insegnato il trucco!". Il pazzo prova ad imitare Sala, lanciandosi a Mach 3 sul bordo della pozzanghera, cercando di saltarla in velocità… ma giunto a metà tragitto gli scivola un piede, facendolo rovinare pesantemente con le gambe nella melma e con la faccia nelle ortiche, visto che piuttosto della testa ha preferito salvare il suo quaderno, che teneva verso l’alto durante la rovinosa caduta…

· Il Baldo e Ceppi stanno morendo dalle risate, mentre il Kuda dolorante grida: "SALA DI MERDA!!!" Appena i due si riprendono dall’ilarità si mettono a cercare disperatamente uno il guestbook, e l’altro la macchina fotografica, ma a nessuno dei due passa minimamente per il cervello di tirar su il Kuda. Grande spirito di gruppo!

· Gli altri intanto si erano diretti al paese per guardare gli orari dei traghetti per le isole Aran (Pj era completamente ricoperto di fango, e aveva i piedi orrendamente butterati da bozzi, bugni, gibolli e tagli, a causa dei sandali inopportuni). Qui il baracchino è chiuso, ma incontrano due italiani che li guardano tra lo stupefatto, l’orripilato e il devotamente ammirato.

· Il gruppo finalmente si riunisce intorno al Rocco, e iniziamo a fare i turni per le docce, visto che siamo sporchissimi (con tutta la terra che hanno alzato le ruote del Rocco avremmo potuto riempirci uno stadio).

· Mentre la seconda parte del gruppo fa la doccia, gli altri preparano un’ipercalorica zuppa di lenticchie con pollo al curry (le meatballs del Lidl…)! Non ci crederà nessuno, ma era buona!!! Soprattutto grazie al curry, che dava quel saporino niente male! Siamo nella cucina del campeggio, e mentre prepariamo e ceniamo, facciamo un casino assurdo. Di fianco a noi ci sono degli olandesi bianchi eburnei, sfigatissimi e bruttissimi che ci guardano con sguardo ebete. Che tristi.

· A metà cena Il Baldo, il Kuda e il Pit escono fuori a mangiare la zuppona sotto un tramonto che è magnifico. Pennellate di cielo dall’arancio al rosa interrotte da unghiate di nuvole che rendono la luce irreale. Qualche decina di minuti dopo il cielo diventa rosso come l’inferno! Un sentito grazie al reportage fotografico di Ceppi…

· La sera andiamo ad un pub in paese. Probabilmente l’unico, dato che è strapieno! Passiamo la serata a bere birra (nel "giro" ci sono il Baldo, il Kuda e Giulio. Alla fine avranno addosso quattro Guinness, e a fine serata Baldo girerà sperduto alla ricerca del barista per ordinare ancora. Ma giunge troppo tardi, hanno già smesso di vendere alcolici…che brutta abitudine) e a giocare al due!

· Pj prima chiacchiera con la barista e poi con Giulio fa conoscenza con un vecchietto che rimarrà loro nel cuore: non ricordava neanche più quanti anni aveva, ma dovevano essere tanti (gli rimaneva soltanto un dente), e raccontava di quando lavorava nelle cave per raccogliere le pietre. Ha sempre vissuto li vicino alle Moher. Dopo che si è fatto comprare una bella gazzosa dal Pit si è commosso perché i musicisti hanno intonato una canzone che gli ricordava i tempi andati. Veramente un grand’uomo.

 

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