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Ci svegliamo e usciamo, chi dalle tende, chi dal furgone (ora si è unito anche Pj al Baldo e al Kuda, e gli effetti di tre omaccioni che dormono e alitano nel Rocco tutta notte si sentono: il furgone è invivibile per la puzza. Ma nessuno ci fa caso), smontiamo il campo e puntiamo verso Nord, alla volta di Galway, per poi pernottare nel Connemara.·
Durante il viaggio, con Sala alla guida e Italo a fare il navigatore, incontriamo una perfida strettoia. Siccome Murphy ci vuole bene, proprio mentre la percorriamo dall’altra parte passa un camion grosso come un carro armato obeso. Italo inizia a urlare "Sala! Sala! Saaalaaa! Aaaah!" e perdiamo lo specchietto di destra, che cozza contro l’imponente autotreno. La domanda di Sala è pertinente: "Italo, perché invece di urlare non mi hai detto di spostarmi un po’ più a sinistra?"·
Comunque è tutta colpa del Piccolo. Tra l’altro oggi era pure l’onomastico del furgone (San Rocco), non è questo il modo di festeggiarlo!·
Siamo in direzione Galway, e una macchina piena di zarri gaelici ci suona insistentemente per poi sorpassarci con arroganza. La reazione è immediata: Il Baldo e Cesaro prendono subito in mano i due pezzi del bloster al grido di: "andiamo a beccarli che gli facciamo un culo così" addirittura Italo (che avrebbe tutto il fisico per menare pestoni a destra e a sinistra): "se scendete vengo anch’io!" e tutti gli altri hanno gli occhi iniettati di sangue e lanciano grida di guerra da pellirosse. Solo che la macchina degli zarri era veramente veloce. C’è da dire che siamo dei vigliacchi, perché la frase che ripetevamo in continuazione per convincerci ad affrontare la battaglia era: "tanto noi siamo in otto".·
Giungiamo in Galway, e il gruppo si divide a metà per il pranzo. Nel frattempo Cesaro va a cercare un ottico che gli metta a posto gli occhiali.·
Il posto dove abbiamo parcheggiato il Rocco ci lascia dubbiosi, perché tutte le macchine accanto a noi hanno degli strani cartellini che indicano una data (quella di oggi) e un’ora… forse che sia un parcheggio a pagamento? Siamo tentati di fregarcene, ma il buon senso del buon Italo ha la meglio, e paghiamo il dovuto alla parcheggiatrice, soffice e spugnosa come un marshmallow. Solo che dobbiamo essere indietro entro sole due ore, perché siamo dei veri taccagni.·
Ceppi, il Baldo e il Kuda dopo pranzo vanno a farsi una Guinness, e finiscono in un pub pieno di vecchietti che scommettono ai cavalli.·
Mentre i tre aspettano il resto del gruppo davanti al fedele Rocchino, il Baldo va a farsi un giro alla stazione a cercare una gazzetta dello sport per il fantacalcio. Non la troverà, ma passerà un po’ di tempo sdraiato sulle panche delle banchine a rinverdire i fasti dell’interrail…·
Giulio, Italo, Pj e Sala vanno invece a una fantomatica bottega dove ti servono le patate in tutti i modi: patata fritta, patata bollita, patata lessa, patata riempita di funghi, patata riempita di salsiccia, patata riempita di patata, e così via. L’unico locale che ha i menù con i prezzi diversi l’uno dall’altro: probabilmente alla cassa facevano la media di tutti quelli presenti! Da notare i pupazzi di Terminator e Rambo a forma di patata, e i quadri che raffiguravano dei paesi abitati da patate. I tre escono dal locale in completa overdose di patata.·
Ora che il gruppo è ricompattato andiamo a visitare questa Galway, che ci piace parecchio, nonostante ci passiamo solo qualche ora. Da segnalare: l’arpista di Kilkenny, il pub da cui proviene una musica bellissima, che scopriremo essere suonata da cinque o sei under-12, il Baldo che si compra una confezione di penne dicendo "e mò voglio vedere se riesco a perderle tutte", il McDonald’s dove andiamo a pisciare praticamente tutti.·
Arriviamo ad un laghetto coi cigni: qui Cesaro e Italo si sdraiano su una panchina e si addormentano. Gli altri continuano in direzione del porto fino a fermarsi davanti a un cancello che non recintava nulla.·
I superstiti si fermano in un prato e continuano la partita al due, dove Giulio sfoggia un culo formidabile come solo lui si può permettere (È solo invidia! ndAp).·
Tornando al Rocco Pj, Ceppi, Kuda e Cesaro si fermano ad un mercatino, dove comprano dei maglioni. All’inizio i più interessati sono Cesaro e Kuda, che iniziano a chiedere un po’ i prezzi. Subito dopo anche Ceppi viene trascinato nella discussione. Quando però Pj sente che sta per incominciare una contrattazione si lancia nella mischia senza sapere di che si tratta, sparando le prime cifre a caso. Velocemente i quattro si organizzano, e Pj spiega loro la tattica: "ora lo freghiamo. Prima gli chiedo quanto vuole per due, poi aumento a tre, e così via fino a sei". Inizia la battaglia a chi la spara più grossa, finché nessuno capisce più niente. Pigei sente il tipo dire "seventy" capendo però "sixty" e lancia un urlo di vittoria. Stava già dandogli la mano per accettare quando gli altri lo crivellano di urla per fargli rendere conto dell’errore. Alla fine si accorderanno per sei capi a 65.·
Puntiamo verso Nord, per addentrarci nel Connemara. Il pomeriggio è sempre più inoltrato, e noi sempre più tranquilli…ce la prendiamo comodissima (ci fermiamo anche in riva a un lago lungo la strada a sciallarci) nonostante non abbiamo idea di dove dormiremo stanotte. Italo è un po’ allarmato.·
Distratti dalla bellezza del paesaggio ci perdiamo il bivio per il paesino da cui partono i traghetti per le Aran, e Italo (che era il navigatore) se ne accorge solo dopo un’oretta.·
Il paesaggio del Connemara diventa sempre più bello e sempre più desolato man mano che avanziamo: i nostri "uuh ma che figata!" si moltiplicano. Ormai siamo nella zona delle torbiere, e lo scenario è desolato e tranquillo, con le strade che si perdono all’orizzonte. Visto che ormai il sole sta tramontando abbiamo quest’idea: "vabbè, visto che non c’è niente e non ci passa nessuno, stanotte piantiamo la tenda qui all’aperto".·
Italo pensa dapprima a uno scherzo, ma il suo volto si contorce in una smorfia di terrore a mano a mano che la consapevolezza della nostra serietà si fa strada nella sua mente… a un certo punto gli sentiamo addirittura dire: "Ma no, dai ragazzi, troviamo almeno un campeggio!" (quando Italo, feticista delle comodità, chiede di andare in campeggio, significa che è veramente alla frutta…)·
Nel bel mezzo del nulla compare un essere che pedala duro. Pj: "chiedi a quella vecchia!", peccato fosse un bambino nanerottolo. Dopo qualche tempo ci chiediamo cosa ci facesse un bambino nel posto più desolato d’Irlanda.·
Ormai al tramonto continuiamo a sfrecciare per queste strade infinite (fermandoci anche in mezzo alla strada a fare tranquillamente delle foto) (geniale la foto al ripiano per l’autoscatto), fino a raggiungere un agglomerato di case… Cashel.·
Il posto è ancora più desolato del resto del Connemara! È una città fantasma! A un certo punto troviamo un bambino (probabilmente lo stesso di prima. Ancora più probabilmente è Satana che ha preso le sembianze di un innocente per sgraffignarci le anime) a cui chiediamo indicazioni. Cesaro non fa in tempo a mettere la testa fuori dal finestrino che inizia a litigare pesantemente col Kuda, urlando (tutto è nato perché Cesaro vuole portarci a dormire in un Summer Camp pensando fosse un campeggio. Kuda se ne fa beffe per la millesima volta dall’inizio del viaggio e Cesaro s’incazza). Noialtri stiamo crepando dal ridere perché il povero bimbo (o Satana, che dir si voglia) si caga sotto, ed è visibilmente spaventato come a dire "da dove venire questi molti uomini a bordo di carro senza cavalli, forse loro volere bere mio sangue e offrire a divinità HuangaPanga".·
Proseguiamo nella ghost-city di Cashel, fino a fermarci ad un pub… entriamo e scopriamo la ragione della desolazione circostante: sono tutti lì!!!·
Ci sediamo tranquillamente a bere Guinness e Jameson (Irish Whiskey), e a goderci quest’atmosfera tranquilla coi pescatori che entrano nel pub e si pigliano da bere dopo la giornata di lavoro. Italo è sempre più disilluso. Ormai ha accettato le sue rughe come una cicatrice di guerra che difficilmente si rimarginerà.·
Parliamo col barista, che probabilmente è un adolescente al di sotto dei sedici anni, e gli chiediamo se conosce un posto dove piantare le tende. In questo posto l’inglese e il gaelico si mischiano in un’orrendo cocktail, ma riusciamo comunque a cogliere le sue indicazioni. Epeo è un po’ più tranquillo.·
A un certo punto arriva da noi un vecchio impazzito e visibilmente ubriaco (ininterrottamente da quando aveva tredici anni) che inizia a parlare in simil-gaelico. Inizialmente dice di essere un pescatore che non ha pescato niente, poi attacca a parlare del Papa (in Irlanda hanno sta fissa. Appena sanno che sei Italiano attaccano con sta storia del papa. Però sono dei fighi. Ci raccontava Patrick che da lui è usanza passare dal pub a bere Guinness dopo la messa!), e poi inizia a ripetere fino all’esaurimento qualcosa tipo: "laboury"…·
Jimmy Ridge (così si chiama l’impazzito) è un po’ lo scemo del villaggio (li becchiamo tutti noi), e tutti, quando passano, lo salutano bonariamente. Lui ha sul tavolo due birre, del whiskey e altra roba, che continua a travasare da un bicchiere all’altro. E si fuma una sigaretta che sta bruciando il filtro…il Baldo impietosito gliene offre una. Lui ringrazia, tira una boccata e poi la lascia fumare fino al filtro. Si vede che gli piace. A un certo punto gli brillano gli occhi: si alza, tira un rutto e seleziona sul Juke-Box una canzone tradizionale Irlandese…·
Usciamo dal pub e proviamo a seguire le indicazioni del barista nano. Giungiamo in un bed and breakfast…il Kuda, Pj, Epeo, Giulio e Ceppi scendono a chiedere se possiamo mettere le tende nel giardino di fronte alla casa.·
La tipa (che è una grande) all’inizio fa finta di essere seccata e irritata (in realtà stava scherzando, ma nessuno l’aveva capito) e ci propone comunque di dormire in un quadrato di terra vicino a casa sua, dove vediamo pascolare allegramente delle mucche e ci assicura che ci lasceranno in pace tutta notte. Rimaniamo un po’ sorpresi, ma il silenzio è interrotto da un rassegnato e melanconico "si, si va bene lo stesso" pronunciato da un impaurito Italo, che probabilmente preferiva le mucche piuttosto che vagare ancora senza meta e senza un posto per la tenda. Poi vedendo lo smarrimento negli occhi dei ragazzi la tipa dice: "Ok, dieci sterline per tutti quanti!", pensando fossimo solo in cinque. E il Kuda: "Ok, allora vado a chiamare gli altri!"·
Al momento di preparare il campo conosciamo la più grande piaga del Connemara: dei moscerini insopportabili e fastidiosissimi! Non esiste insetto peggiore al mondo! Sono piccolissimi, ma ti aggrediscono a centinaia e ti punzecchiano come minuscoli stronzetti rompipalle, le nostre zanzare al confronto sono quanto di più piacevole ti possa capitare nella vita. La tipa del B&B (che secondo noi potrebbe diventare facilmente una casa chiusa: bocca&buco. Siamo veramente dei deficienti) ci dice che è colpa della torba che li attira. Ma la cosa buffa è che il fumo della torba bruciata li fa andare via. Mah. Poi fa anche dello spirito scrivendo sul nostro guestbook (sul quale sono rimasti spiaccicati dei moscerini, e c’è ancora il segno) "our Connemara midges are having a real Italian meal on the boys". Noi soffriamo e lei fa dell'ironia.·
Ormai al buio prepariamo da mangiare (solite lenticchie e fagioli e meatballs) praticamente in strada (tanto non passa nessuno), cercando di evitare i maledetti moscerini coprendoci come diabolik. Quando sono ormai pronti, Italo rovescia la pentola dei fagioli…quelli in cima li mangeremo comunque.·
Satollati dalla cena luculliana, andiamo al pub per andare nuovamente di Guinness (visto che non abbiamo mangiato, almeno si beve) (il Cesaro resta in tenda, non sta molto bene. E ci credo, sono due settimane che digiuna o mangia la merda).·
Al pub incontriamo di nuovo Jimmy "Laboury" Ridge, e la signora del bed and breakfast, ubriaca fradicia. Approfittando del suo stato comatoso le chiediamo se il giorno dopo ci prepara la colazione, e quanto ci verrebbe a costare (la cena insufficiente ci spinge anche a questo. A pagare!). Lei dà una rapida occhiata alla tavolata e poi dice: "una sterlina a testa!" prima di tornare barcollando al suo tavolo (memore della fregatura precedente ora ci fa il prezzo a testa, e non più totale!).·
Sulla strada del ritorno ci accompagna una stellata assurda, con la via lattea che piscia luce sulle nostre fragili testoline. Bellissima.·
Prima di addormentarci ci facciamo la toeletta all’aperto, aggirandoci furtivamente intorno all’abitazione e spiando tra le tende l’interno della casa dove ci sono altri ospiti del B&B: ci sentiamo dei barboni, ma a noi piace così.