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Il risveglio è come al solito pacifico e in mezzo alla gente che ci cammina di fianco. Dopo aver "smontato il campo" ci dirigiamo al bar, per spendere le ultimerrime sterline in un paio di croissant.·
Andiamo al "Molly Malone" ma è chiuso. Niente birra… dopotutto sono anche le nove del mattino. Addio Guinness… addio! Ci mancherai molto.·
Vediamo il videogame di "who wanna be a millionaire", ovvero il "chi vuol essere miliardario" anglosassone… Pj visto che non sa più come spendere questi dannati soldi si fa convincere dagli altri a sponsorizzare la partita con frasi del tipo: "dai che siamo delle bestie, questo gioco lo sbanchiamo" e decide di mollare la sterlina. Incredibile.·
Veniamo stampati alla prima botta da una maligna domanda su come si chiama la moglie di Tony Blair. Più umiliante è però vedere una coppia di mocciosi che arriva quasi in fondo, surclassandoci.·
Finalmente attracchiamo a Roscoff, per cui riguadagniamo il Rocco e usciamo dal traghettone. Addio anche te "Normandy"… ci mancherai molto pure tu!·
Ora il problema principale è quello di trovare uno specchietto destro per il povero furgone, mutilato dalla guida esuberante del Piccolo. Guardiamo sul libro di assistenza Renault (ebbene si, il Rocco altro non è che un Renault Master) e, siccome siamo in Francia, troviamo diecimila concessionarie e punti vendita Renault da tentare. C’e n’è uno anche qui a Roscoff, andiamo a vedere ma è chiuso.·
Tentiamo in altri posti, a St.Pol, a Morlaix, a St.Brieuc, ma niente da fare… decidiamo quindi di fermarci a Rennes, dove ne sono segnalati tre, di cui uno bello grande.·
Appena entrati nella città incontriamo un tipo con la macchina in panne al quale chiediamo istruzioni sull’ubicazione del concessionario. Gentilissimo, si fa in quattro per farci capire e ci dà tutte le indicazioni necessarie. Finalmente un Francese simpatico!·
Arriviamo (dopo molte peripezie) ad un primo concessionario, dove i gestori sono degli stronzi colossali, che non vogliono parlare nemmeno una parola d’inglese.·
Alla fine finiamo in un ulteriore concessionario: un enorme, gigantesco deposito di furgoni, questo ce l’avrà di sicuro! Ma è chiuso. Proviamo a fregarci lo specchietto da un Master parcheggiato lì ma non ci riusciamo.·
Andiamo alla ricerca dell’ultimo concessionario, e per raggiungerlo dobbiamo chiedere la strada a chiunque ci capiti a tiro. Sorte benevola, troviamo il concessionario, e li vicino c’è anche un Quick (una catena di fast-food locale).·
Dopo aver chiesto a un po’ di incaricati, riusciamo a trovare il pezzo di ricambio! Un ululato di gioia, tripudio e soddisfazione sottolinea la buona riuscita della missione. Tra l’altro abbiamo avuto fortuna, visto che in magazzino gliene erano rimasti solo due!·
Per festeggiare il compito portato a termine andiamo a mangiare al Quick, tanto sono solo le quattro del pomeriggio. Al bancone c’è un ragazzetto coi brufoli anche sugli occhi, un nero gigantesco è dietro a preparare i panini (poveretto, sarà un metro e novanta per cento chili ed è costretto a portare un grembiulino da massaia e un cappellino da deficiente), e c’è anche un tizio in camicia e cravatta (che dev’essere il capo. Una mezza sega) che dà gli ordini agli altri due attraverso un microfono-cuffia, nonostante possa parlare benissimo ai suoi colleghi, visto che ce li ha a un metro di distanza. Un buffone.·
Noi ordiniamo la nostra roba, il ragazzetto non capisce nulla ed è in evidente stato confusionale. Come se non bastasse arriva anche il "capo" a fare ancora più casino. A un certo punto il tipo giovane prova a parlare inglese, ma l’uomo in cravatta glielo impedisce. Scusate ma i Francesi ci fanno veramente incazzare… se li possa portar via la peste tutti quanti. A parte Laetitia Casta, che fa bella mostra di sé sul cruscotto del Rocco… è il nostro santino portafortuna!·
Dopo mangiato studiamo accuratamente la cartina e prendiamo la decisione definitiva: una corsa non stop fino a casa. Ci alterneremo tutti alla guida tranne Giulio, che si è beccato il febbrone che aleggia sulla nostra compagnia come la "nuvoletta dell’impiegato" di Fantozzi. È completamente in botta.·
Arriviamo quasi fino a Parigi (sulla strada riusciamo anche a scorgere in lontananza la cattedrale di Chartres, grande quanto un paramecio), poi l’autostrada si tuffa a Sud verso Digione-Lione.·
Alla prima stazione di sosta ci fermiamo, visto che ormai il sole sta tramontando. Lasciamo il furgone nel parcheggio occupando quattro posti (invece di parcheggiare a spina di pesce l’abbiamo messo giù in orizzontale. Ma checcifrega), con dentro Giulio morto a fare la guardia.·
Ceniamo a base di panini, e ci mettiamo a degustarli fuori alla luce del crepuscolo. Pj e Kuda invece preferiscono prendersi un piatto al self service. Questa è la procedura: ti prendi un piatto e paghi un prezzo fisso, poi ci metti dentro quello che vuoi scegliendo dal ricco buffet. I due non si vergognano minimamente di andare alla cassa con un piatto alto sei piani strapieno di cibo e pagarlo due soldi. Passi il Kuda, che è uno scrofo, ma Pj lo fa solo per puro spirito di scrocco, infatti mangerà solo la metà di quello che ha nel piatto (e ma cacchio, dopo il sesto uovo sodo ero proprio pieno, e poi avevo voglia di gelato ndPj).·
Tra tutto questo ben di Dio, il Giulio è costretto da un forte dolore alle gengive e alla gola a mangiarsi una miserrima macedonia.·
Dopo aver mangiato e bevuto giochiamo a calcio nel parcheggio, in mezzo ai tir.·
Avvicendandoci alla guida e al sonno, arriviamo a Digione verso l’una di notte. La pausa è comune, andiamo tutti a goderci questo gigantesco autogrill, anche perché abbiamo una fame devastante. Dopo aver constatato che tutti i negozi sono chiusi, compresi i ristoranti, torniamo indietro con le pive nel sacco, finché non vediamo un self-service che riaccende le nostre speranze. Il Baldo, in particolare, ha una fame tale che sta sbavando come un San Bernardo, per cui decide di farsi una bella bistecca di maiale con le patatine scroccando gli ultimi soldi di Pj (continuiamo a non credere ai nostri occhi… e pensare che l’aforisma del Pit è sempre stato "mai tagliare il salame: poi te lo fottono" e altre taccagnate simili).·
Giulio è praticamente un cadavere.·
Ritorniamo sul nostro bel furgone, pronti a ripartire. Il Kuda arriva con in mano una coppa bianca, degustandosela tranquillamente. Poi si riparte.·
Nuova sosta-autogrill nei pressi di Lione, dove facciamo benzina e laviamo il parabrezza del Rocco, dove sembra si sia combattuta la guerra totale dei moscerini, la madre di tutte le loro battaglie. Nel frattempo il Baldo va a farsi un giretto per svegliarsi e, mentre si sta fumando una sigaretta, conosce due tizi franco-portoghesi che gli chiedono l’accendino, con cui fa due chiacchiere senza capire nulla, visto che tra le quattro lingue complessivamente parlate dai tre interlocutori (portoghese, francese, italiano e inglese) non ce n’era una comune. Una delle poche cose colte dalla conversazione è che questi due stanno andando a Ginevra in vacanza.·
Nel frattempo Pj e Ceppi si fanno dare tutte le monetine del gruppo, e con un malloppone indicibile in tasca versano tanta benzina per raggiungere esattamente la cifra necessaria a lasciare in Francia tutto il gruzzolo. Giunti al pagamento, quando il benzinaio assonnato vede quell’ammasso di spiccioli insignificante, incazzato nero glieli restituisce! Tornando al furgone Ceppi propone di fare ancora benzina con quegli spicci. La proposta è allettante ma poi quello ci chiaverebbe tutti di mazzate. Saliamo in quota fino all’entata del tunnel dove il Kuda dà il cambio a un Pj ormai assonnato.·
Bruciamo gli ultimi chilometri che ci separano dal belpaese e, dopo aver superato il Frejus, ennesimo avvicendamento al volante (stavolta è il turno del Baldo che, per la cronaca, non ha mai guidato all’estero perché ha perso la patente nell’Adda un mese prima di partire, ed è stato costretto ad andare in giro col foglio sostitutivo, che non vale all’estero) ed ennesimo autogrill. Chiuso. Mannaggia, un caffè ci voleva proprio.·
Ormai sta albeggiando, e stiamo percorrendo queste strade così familiari… nel furgone c’è un’atmosfera da coma collettivo che rende tutto ancora più piacevole. A parte il povero Giulio, che sta per lasciarci la buccia.·
Ormai siamo quasi arrivati, ed entriamo a fare colazione in un autogrill alle porte della tangenziale Nord. Questo caffè ci dà le energie per affrontare l’ultima parte del viaggio. Qui dentro nessuno controlla gli scontrini quindi, affamati, ci abbuffiamo di cappuccini e brioche confondendoci tra i vecchiacci che tornavano da Lourdes: che malefici che siamo.·
Una volta fuori facciamo l’ultima foto, stavolta di fronte al Rocco (che è completamente ricoperto di una sottile patina di sangue purulento: i cadaveri dei miliardi di moscerini che stanotte sono passati a miglior vita a causa dell’impatto col possente Rocco). I nostri volti rispecchiano la confortevole nottata, siamo distrutti!·
Dopo esserci mangiati in un sol boccone i chilometri finali, giungiamo alfine alle nostre confortevoli dimore……e quindi uscimmo a riveder le stelle…
Note integrative:
Torniamo a casa a bordo del Roccone, uno alla volta, e l’ultimo è il Kuda che quindi se lo porta a casa (dove farà, stavolta sul serio, l’ultimissima foto al Rocco!). Il pomeriggio seguente sarà speso dormendo della grossa. Il giorno dopo ci troveremo di nuovo tutti a dare l’ultima lavata al Rocco (Lunedì lo dobbiamo consegnare, e qui ci sono certi bitorzoli di mosche e mosconi da far paura), e c’è anche l’Epeo! È felice come una pasqua, era da un po’ che non lo vedevamo così in forma, e senza rughe! Il mattino dopo il Rocco viene riconsegnato da Cesaro e dal Pit al proprietario dell’Autonoleggio Rocchi (ecco svelato l’arcano sul nome del furgone), che si dimostrerà essere il solito mitico noncurante: "abbiamo preso una botta qui…" riferendoci al colpo inflitto dall’Epeo al Rocco (a Cashel, nel lontano Connemara!). "Massì ‘na cazzata, ‘na cazzata…"
Qualche giorno dopo ci ritroveremo tutti a casa del Kuda a mangiare, insieme anche con Stefano e la Silvia, a rievocare le nostre imprese e guardare le foto… infine il Baldo verrà stampato in Diritto Pubblico, il Kuda passerà l’esame su McDonald’s (ditemi voi), Ceppi e Pj si taglieranno la barba,
Giulio scoprirà di aver contratto una malattia alla bocca che per più di una settimana lo costringerà a mangiare solo latte e pastina (con sommo beneficio del suo pingue girovita) e Merel ci scriverà per sapere se abbiamo trovato nel furgone la sua felpa. Il resto è storia…