Il Viaggio
14:45 Monaco (München)
Ora che abbiamo consolidato la nostra posizione in ostello posso ritornare alla documentazione degli eventi. L’arrivo a Monaco centrale è stato caratterizzato dalla ricerca di un ufficio per il turismo. Constatato con disappunto mio che lo stesso era pieno di italiani, con successo siamo riusciti ad ottenere informazioni sugli ostelli qui in città; un altro paio di maniche invece riuscire ad acquistare il biglietto per la metropolitana a noi più congeniale. Cmq l’ostello è stato raggiunto, e sfoderando il mio impressionante inglese italianizzato, ho racimolato 3 notti da passare in una camerata maschile da una quarantina di posti.
Il tempo (atmosferico) è pessimo. Fa caldo ma è coperto il cielo. Una merda. Se l’undici è così devo prendere in seria considerazione di andare da qualche altra parte. Il sole fa capolino fra le nuvole per pochi secondi, giusto per ricordare che lui c’è, ma che l’eclissi ce la possiamo anche mettere nel culo.
No, ti prego…
21:30 …
Termine di una giornata lunga e variabile, come il tempo. Mi sono sentito in linea con esso, chiuso e sofferente nel primo pomeriggio, a girare per una città che mi sembrava di aver lasciato la settimana scorsa, stanco, svogliato, senza una meta precisa, con a seguito Lore che scatta foto a cose che però non sa cosa sono e che fa commenti a sproposito; poi d’improvviso uno squarcio nel cielo, la luce filtrando si fa strada e spazza via le nuvole, e la città sembra più viva, non sento più quella fatica opprimente che non mi lasciava il minimo di iniziativa. Il parco olimpionico mi è così rimasto gradito, già ora, a + di 2 giorni dall’evento, pullula di gente fermentosa. E se l’11 sarà bello?
Che casino…
22:10 …
va menzionata la mia cena che è stata a base di:
- ¼ di panino al salame
- aspirina
- barretta di Enervit
- pasticca di Supradin
dopo un pasto così chimico ci si potrebbe preoccupare del risultato, ma ora il pensiero che sta ospitando la mia mente è parte di ciò che mi sta attorno. Non ero mai stato in una camerata comune. A Parigi ho condiviso la stanza con due francesi, ma non c’è nessun nesso con quello che posso ammirare ora.
L’anarchia più totale.
Più che un dormitorio sembra una lavanderia, di fianco alla mia cuccetta, sul pavimento, c’è una MONTAGNA di lenzuoli, federe, coperte, ecc., di cui ignoro la provenienza. Essendo una soffitta gli inquilini hanno pensato bene di convertire le varie travi e tubi che passano sul soffitto in più pratici attaccapanni e stendini. Il mio vicino ha per l’appunto in esposizione un paio di mutande nere ed un paio di calzini, neri anch’essi, ma per un altro motivo…è tutto molto bello. 10 minuti fa hanno ricordato che il coprifuoco è alle 22, peccato che non sia cambiato nulla da allora. Mi dispiacerebbe un pochino se per caso non spegnessero le luci di notte, nel qual caso sarei costretto a sfoderare i miei occhiali da sole comprati per l’occasione al mercato.
Spero che stanotte non venga qualche animale a leccarmi i piedi.
22:30 …
Olè! Hanno spento le luci!
MERDA!! Ho il letto piazzato sotto il neon dell’uscita di sicurezza!
Adesso capisco perché la mia cuccetta è la numero 17… aiuto.
8:50 …
dopo una colazione non ottima ma abbondante (non c’era limite di quantità) credo che si debba levar le tende…
per dovere di cronaca, tengo a precisare che effettivamente il posto n°17 l’avevo scelto io a priori. Trovaticisi davanti un letto a castello, Lore ebbe insistito per il posizionamento in loco superiore, per l’appunto il n°17. Il mio salvataggio è però stato solo parziale.
Stanotte ho dormito tranquillo, anche contando di aver sognato di bazzicare nella metropolitana di Monaco assieme ad Anto che mi parlava solo in tedesco.
Già non ci capivo un cazzo prima dei mie sogni…
11:40 München JH
Abbiamo ritardato al nostra uscita causa attacco di dissenteria + vomito del caro Lore, che ha rifiutato la mia offerta di cure mediche. Costretti a sgomberare all’arrivo della donna delle pulizie (ora anche impegnandomi non riesco a notare nessuna differenza rispetto a prima: l’ammasso di lenzuola è tale e quale, e c’è più immondizia di prima, il pavimento sporco uguale).
Cambiare del soldi alla stazione centrale mi è costato quasi 12.000 lire di commissione su 200.000 che ne ho date. Ladri.
Lore dorme, io ho lo stronzo in canna e l’ostello è al completo.
14:15 München JH
Tralasciando il fatto che siamo solo noi 2 due a dormire a quest’ora su una camerata di 38 persone, sembra però che ciò abbia giovato all’infermo. Nel mio appisolamento ho sognato che Lore credeva che i nostri antistanti vicini provenissero dalla Jugoslavia, così ridendo gli spiegavo invece che erano 4 burini romanacci, e iniziavo a fargli il verso.
Ovviamente i tizi davanti a noi sono veramente dei romani di merda.
21:00 JH.
A quanto pare i romani erano in realtà napoletani, mentre i veri romani sono arrivati oggi pomeriggio (+ uno di Milano). Stefano, 18 anni, barba lunga e maglietta di superman.
Incontrare italiani all’estero mi sta molto sul cazzo.
Il pomeriggio iniziato con giro al centro si è concluso al Nymphenburg palace + park sotto la pioggia (la prima che ci becchiamo). Il mio socio di viaggio, ora ristabilitosi quasi del tutto, fa pressione per passare la serata di fuori, forse stimolato dagli accenni di Stefano sulla vita notturna.
Vedremo…
23:50 JH
fuori piove, e si possono già considerare alcune differenze nel modo di affrontare le cose. Il mio peregrinare per strade aliene è caratterizzato da una semplice e pura immersione in ciò che mi sta attorno. Così visto dall’esterno può sembrare che io cammini per la città fregandomene di questo o di quell’altro. Il mio compagno di viaggio credo abbia una impostazione più classica, e nel vedermi così, pensa cose negative? Conoscere ragazze mi sta bene, e su questo d’accordo siamo. Non italiane. Ci si può parlare per il periodo che si trascorre insieme, ma basta. Lui dice che invece è meglio, così è più facile mantenere rapporti finito il viaggio. Poi qui "le ragazze sono molto più belle che in Italia". Sara che sono di gusti difficili, però non mi sento di condividere l’affermazione.
Il discorso è caduto anche sulle bellezze di Gamalero, con un notevole scambio di pareri…vi piacerebbe saperli, vero?
…No, tanto non farebbero testo. Infatti avrei voluto dire che in un modo o nell’altro le ragazze del paese sono tutte belle, ma ho rinunciato per non intaccare il rispetto che [Lore] potrebbe nutrire nei miei confronti.
Qui fa veramente caldo-umido. Lui [Lore] è un ragazzo a posto, si preoccupa se non trova la doccia o non mangia un pasto caldo, dice che fotografare la camerata per documentarne il lerciume è uno spreco di pellicola e alla fin fine sembra che quelli davanti a noi siano di Napoli.
Non l’avevo già scritto, vero?
13:40 München JH
Piove.
Non piove.
Tempo di merda.
Sono fermo da stamattina.
Sembra che l’atro non gradisca muoversi con l’umido.
Ho sonnecchiato fino ad ora.
Ho fatto talmente tanti mezzi sogni che non me ne torna in mente nessuno. Peccato, alcuni erano molto significativi.
Dovevo chiamare Elisa più di un’ora fa. Ho provato adesso ma non c’è nessuno.
Ho voglia di essere depresso, ma non ci riesco.
Ho intenzione di scrivere per far passare il tempo, e funziona. Scrivo una frase ogni 5 minuti.
Ho qualcosa da imparare su queste situazioni.
Ho un leggero buco nello stomaco.
"Ho", questo monosillabo sembra sfuggire dai miei pensieri se sottoposto ad analisi.
Cosa avrò sbagliato?
20:10 JH.
Adesso ho capito che cosa significa copertura media del 50%: non che su 10 giorni 5 sono di sole, ma che in ogni momento della giornata c’è il 50% di probabilità di vedere il sole! Bella fregatura. Così ogni pronostico per l’evento di domani è labile, oggi pomeriggio si moriva dal caldo. Appena usciti ci siamo beccati ancora un po’ di cielo bigio. Da segnalare che stamattina era in progetto gita ad Augsburg, poi annullata causa ronfata prolungata.
Sarà stato il brutto tempo, così Lore ha commentato l’Englischer garten con un "che cazzo di parco". Per lui tutte le cose che non farebbe mai sono una cazzata. Come il tipo che fotografava il Theatinerkirche nel riflesso della pozzanghera.
Prima o poi prometto di farmi un po’ di autocritica.
Sto entrando un po’ nella mentalità da lingua tedesca: ho capito che per pronunciare una parola basta levargli una lettera ogni quattro, od una ogni tre se la parola è abbastanza lunga. A capire quello che ti dicono è impossibile: di solito in una città straniera le prime cose che si imparano sono i nomi delle fermate che si fanno più spesso. Le avrò sentite quasi una ventina di volte. Mai pronunciate in modo uguale.
La scorsa notte il mucchio di skifezza di fianco al mio letto è stato convertito a giaciglio da uno del gruppo di Roma, che visto la mancanza di posti ha preferito il pavimento alle panchine.
Chi può biasimarlo?
21:10 precisazioni
sono qui, nell’ultimo letto, dell’ultimo piano, dell’ultimo edificio dell’ostello. Mi sono accorto di aver mischiato le pagine.
Chi si accontenta gode.
23:30 JH
Domani sveglia alle 5:50 per recupero partners gamaleresi.
Alle 9:00 c’è il check-out e la restituzione delle chiavi.
C’è la seria possibilità di fermarsi un’altra notte a Monaco.
La proposta è mia.
Deve far parte della mia natura contraddittoria.
18:40 München – Pensione Agnes
In un giorno così uno dovrebbe parlare solo dell’evento. Posso solo descrivere i fatti. Certe cose ognuno le vive a modo proprio.
La storia di svegliarsi alle 5:50 non ha funzionato. Un più realistico 6:25 con il treno che arrivava in stazione alle 6:35.
Inutile corsa, treno in ritardo. Ma alla fine eccoli sorgere da un marasma di persone che non ho idea di come siano riuscite a stare tutte su quel treno. La giornata era appena cominciata. Futile il tentativo di trovare un posto all’ostello (no bed tonight, no tomorrow), e si è così costretti ad una scissione. Loro alla ricerca di locazioni per il pernottamento, noi con il compito ingrato di sistemare il casino di tre giorni, fare colazione, fare il check-out, caricarsi gli zaini e partire tutto in meno di un ora. Giustamente siamo arrivati in ritardo su luogo di ritrovo. Non c’era nessuno, dei nostri.
Aspetta.
Un problema secondario divenne così di primaria importanza: pur avendo tre cellulari con cui tenersi in contatto, non siamo mai riusciti a farli funzionare.
Mai scoraggiarsi.
Per non stare continuamente e ripeterlo: da questo momento della giornata, per le due ore successive, cristi e bestemmie si sono sprecati.
La mia provvidenziale scheda [telefonica] internazionale ha migliorato leggermente la situazione. Sorvoliamo su tutte le chiamate (ed i tentativi di chiamata) fatte per riuscire a ricongiungersi in ‘sta metropoli. L’importante è che il posto per la notte alla fine c’era. Da qui in poi comincia un'altra storia.
Insieme si esce dalla metro, Parco Olimpico, in una fiumana multietnica mossa da un unico motivo, che condivido. Ora sono all’aperto, alzo gli occhi verso il cielo.
Per un attimo mi sembra di essere completamente solo.
Un attimo, e torno consapevole di chi mi sta attorno, ho la pelle d’oca, e sono felice.
E questo è il tutto. È tutto quello che mi sento di documentare sull’eclissi del 11 agosto ’99. il resto lo voglio lasciare nei mie ricordi. Nel rispetto dei sentimenti miei e nel rispetto delle persone che con me li hanno condivisi.
La giornata è continuata. Già che pioveva 5 minuti & 10 no si è bazziacati in cerca di cibo, in cerca del planetario (non trovandolo completamente), in cerca di tornare in pensione. Perché, se non lo avevate ancora capito, noi due viandanti abbiamo gentilmente fatto richiesta di pernottare sull’accogliente pavimento delle loro camere.
Si esce.
0:40 Pensionen
Si entra.
Già, così devo scrivere. Ma scrivo solo confortato dal fatto che c’è Elisa che lo sta facendo lo stesso, e allora è meglio che mi impegni un po’, se no magari mi convinco anche che non reggo un litro di birra. (eh, magari fosse stato solo 1 litro…ndr)
Prima che me ne dimentichi dinuovo devo dire chi sono quelli nuovi già che non l’ho detto a parte sopra Elisa. E c’è fra questi Gianrico il mio amico e anche Valentina anche lei amica e loro cugino Gabriele e basta.
Buonanotte e figli maschi.
1:00 Pensionen
Cioè.
La stanza ove quieto orora is of 1,5m per non circa 4m. Il Lorenzo non mi concede il diritto di anzianità dovuto nel quale io scelgo il rifugio atto a ronfare. Impassibile dinnanzi a tanta irrettitudine mi sento non coinvolto in un conflitto di interesse a mio dormire e basta.
Cambiando il discorso. Ora che mi suggeriscono dai letti antistanti che l’effettivo argomento da trattare in un cotale contesto è no(n mi ricordo più la frase) è che stasera dopo una frugale cene da pollo verde siamo campeggiati al di quel famoso locale, tale "HB".
Pisio e dormo.
Banda di scoppiati. Grazie al mio metabolismo (un po’ anormale forse) ho già ripreso una lucidità accettabile. Elisa e Lore sono due sassi, collassati in posizioni pietose (il biondo sembra che abbia i piedi piantati nel lavandino) e invece a me tocca ancora svuotare la vescica, prepararmi il giaciglio, spegnere le luci, svestirmi, il tutto con voglia zero. Quasi quasi mi addormento così seduto, così mi alleno per eventuali situazioni similari. A parte tutte ‘ste stronzate comunque stasera mi sono divertito. Perché avendo una compagnia anche minima le cose si vivono in modo diverso. Mi piacerebbe davvero riuscire a portare una compagnia di 6 o 7 persone in giro, solo con lo scopo di fare quello che si ha voglia di fare veramente. Eppure ci sono degli ostacoli che ancora non riesco a capire. Mi sembra strano che sia un desiderio che percepisco solo io. Eppure… la documentazione su quello di cui sto parlando è agli occhi di tutti. Devo forse io, in questo contesto, su questo diario, imbastire un monologo sulla effettiva influenza che la situazione che esiste nel mio paese ha nel contesto? L’unica cosa che mi viene in mente è che con probabilità la prossima volta che scriverò la compagnia si sarà riconvertita in un duo. Non posso dire che non mi dispiace, ma il viaggio ormai l’ho concepito in una determinata maniera. Sapevo a priori che avremmo passato poco tempo con loro con la stessa consapevolezza che avevo nei confronti dell’osservazione dell’eclissi. Loro faranno sempre parte di questo viaggio anche se le nostre strade si dividono.
Comunque Elisa russa.