PostLudio
Lunedì 30 Agosto
9:00 Zurigo
Siamo alla frutta.
Rientro imminente non previsto.
Motivo: pernottamento arduo.
L’ostello è da escludere, essendo in culo ai lupi.
Ce n’è uno non ufficiale qui vicino, ma è già pieno.
Ci sono molte pensioni: si và da quella più economica.
Bene, 65 Franchi a notte.
Il Franco Svizzero vale circa 1200 Lire.
Vaffanculo.
Le strade sono più zozze di quelle di Oslo alla domenica mattina. C’è una vomitata ad ogni angolo. Anche qui in stazione.
Così mi ha preso un giramento di cazzo notevole, che ha poi sublimato nel suicidio (ovvero: ho comprato il biglietto di ritorno!)
Ho bisogno di un po’ di tempo per riflettere.
12:00 in treno. Verso l’Italia.
Dato che avevo già ritirato i soldi, sono stati provvidenziali i distributori automatici di materiale ludico, in cui ho infilato quasi 60 Fr. per espansioni di Magic (non è ammessa alcuna ignoranza in merito a cosa sia M:tG) in tedesco! La gente colleziona le carte, io invece mi accontento delle bustine.
Considerato che il 20% della mia conoscenza dell’inglese la devo a M:tG, chi dice che non possa cominciare così anche con il tedesco?
A queste cose penserò dopo.
Ora è quasi tempo di tirare le somme.
Cosa significa tirare le somme?
Nel mio caso è farmi un esame di coscienza e cercare di capire cosa ho imparato in questo viaggio, ad esempio che l’Algida in Germania si chiamo Langnese, in Austria si chiama Eskimo, in Danimarca si chiama GB Glace, in Svezia si chiama Fresko, in Norvegia hanno il Diplom-is che non c’entra un cazzo ed in Svizzera i gelati non li vendono. (forse).
Cose di questo tipo se ne possono citare molte, ma preferirei cercare di comunicare qualcosa di più profondo, per far capire se quei migliaia di Km percorsi ci siamo stati o no.
Devo dire (e qui i puritani storceranno il naso) che dopo quasi 25 giorni che non mi lavo non puzzo nemmeno tanto (con questo non voglio dire che profumo…), pur rimanendo esclusivamente un problema di chi mi sta vicino, non certo mio…
…sin che non mi prude da nessuna parte, non vedo che differenza faccia, anzi in questa situazione si è molto più predisposti a rabatarsi in qualsiasi luogo, sia pulito che immerdato, incasinato o tranquillo (ma non esclusivo: così come sono ora non mi farebbero entrare nemmeno in un canile; spero che mia madre mi riconosca…)
basta! Che brutto scrivere così: non ho quasi nessuna nostalgia di casa ed invece sono su ‘sto treno che tra l’altro è il più stabile fino ad ora utilizzato!
Che ingiustizie…
15:00 Como. Italia (porco dio!)
bastardi. Quei bastardi della frontiera mia hanno fatto fare una figura di merda davanti a tutti. Ora, sono d’accordo sul fatto che stiano facendo il loro lavoro. Ma c’è modo e modo. Mi hanno in pratica perquisito completamente, mi hanno trattato proprio di merda, come se fossi uno spacciatore del cazzo. Ho collaborato il più possibile, consapevole di non avere niente de temere. Ma non è servito a niente, mi hanno fatto svuotare le tasche, aprire zaino, controllare barattoli e sacchetti. Pure sotto il sedile.
Poi, soddisfatti di non aver trovato nulla, se ne sono andati lasciandomi con tutta la mia roba sparsa in giro.
Però, dovremmo rendercene conto più spesso, non tutti i mali vengono per nuocere. E così l’ingiustizia subita ha generato una discussione con la ragazza che stava di fronte, discussione che poi si è trasformata in una chiacchierata molto piacevole sul + e sul - ; e in questi casi si è sempre costretti a dire se la tipa è carina o se ci sta o puttanate del genere.
A me importa che alla fine, pur non conoscendo il suo nome, sia stato bello lo stesso.
È il principio della fine.
16:45 Pavia.
si sente che siamo tornati in Italia. Che schifo. Siamo dunque il paese dell’intolleranza?
Noi ce la prendiamo con i meridionali, e i meridionali se la prendono con i marocchini, e da una parola in su ci si inizia ad urlare dietro.
Ora la ragazza dal Ticino e il poliziotto di frontiera con le mani fra i miei calzini sporchi mi sembrano già molto lontani.
Lo sapevo che la fine sarebbe stata lunga.
17:10 Voghera.
Complimenti per la stazione.
Una vera merda.
17:15 Pontecurone.
Mi ero scordato di dire che ho rotto i miei fantastici occhiali del mercato: poco male, ne ho trovato un altro paio sul treno.
Ma se quelli di prima avevano una merda di taglio di frequenza sul rosso, questi nuovi sono piazzati ancora peggio sulla gamma del giallo.
Sono incontentabile…
17:20 Tortona.
A Tortona c’è poca mona. Battutona!
(che squallore…)
17:31 S.Giugliano Piem.
A San Giugliano ti dan solo l’ano.
17:35 Spinetta Marengo
A Spinetta ce l’hanno stretta.
(sarà l’aria di casa che mi istupidisce…)
18:20 Alessandria
Nella conclusione, che provare?
Ho già rincontrato la mia gente.
Il termine di un viaggio?
19:00 Gamalero
Al di sopra di tutto, della frenesia crescente, della malinconia di luoghi ormai lontani, degli amici rivisti e della paura di quello che verrà dopo,
ora sono a casa.
(Si, ma chiuso fuori! Porca puttana, non può finire così! Ho fame di roba genuina! Voglio lavarmi!)