L’isola del Mare e del Sole

Sabato 21 Ottobre

Galleggiando mi dirigo verso la Sardegna.

Non deve stupire il fatto che a distanza di un anno si compia lo stesso viaggio, ma bensì la frustrante realtà che da allora questo diario non è più stato considerato.

Ho la strana consapevolezza che come al solito poco di quello che scriverò avrà un vero riscontro con i fatti che avverranno…

Per ora il viaggio-gita si è rivelato una fotocopia del precedente, con l’aggiunta di 2 camper (6 in tutto) di cui un paio miei (si sa, siamo una famiglia di vagabondi…) per un totale di molte persone, che sicuramente citerà qualcun altro, perciò mi rimetto a lui. Non mi sbilancio in valutazioni personali dato che sono scoppiato fisicamente ed il mio metro di giudizio ne risente. In questi casi anche il mio vocabolario si declassa a livelli di pura ignoranza linguistica e dunque invece di perdere altri 10 minuti perché non riesco a trovare un aggettivo, vado a dormire.

Domenica 22 Ottobre

Secondo giorno, ma non noto molte differenze sostanziali rispetto all’anno scorso.

Arrivo al porto di Olbia alle 5 del mattino, spostamento a Capriccioli per ammirare l’alba (non so se gli altri l’hanno vista, io però di sicuro me la sono sognata…) poi in bici verso Palau, poi qui (va beh, nel frattempo sono passati 50 Km sotto un sole incostante) pausa pranzo, i soliti problemi legati alla vita dei camperisti e la ghettizzazione che esso comporta, ed il pomeriggio. Un inedito; visita all’isola della Maddalena, in bici o a piedi oppure a letto (come abbiamo optato io e mio padre; purtroppo questa non sono riuscito a visitarmela per via onirica).

E magari giunti a questo punto uno potrebbe chiedermi perché non mi sono aggregato anch’io alla gita, se sembra che sia così scocciato dalla ripetitività del viaggio.

E al lui rispondo: "Ma, cazzi tuoi mai?"

E poi, effettivamente, se non so nemmeno perché esisto, tutto il resto che cosa mai potrà nascondere?

Siamo ripartiti tardi, abbiamo cannato strada, siamo passati e abbiamo campeggiato negli stessi luoghi (Capo-testa).

Meno male che c’è sempre qualcuno che prende sul serio la stesura di un diario di viaggio. Io al massimo posso descrivere quello che vedo guardando fuori dal finestrino.

Buio e luci.

Certo, è notte.

Lunedì 23 Ottobre

Da S. Maria Teresa di Gallura ci si sposta in camper fino a Castelsardo. Poi in sella con meta finale La Pelosa e le sue spiagge.

Sarà stata l’aria fresca del mattino, sarà stata la bassa media tenuta ieri, o sarà stata probabilmente la mancanza di cognizione, fatto sta che mi sono ritrovato a cercare di stare dietro (dopo 1 anno che non mettevo il culo sulla bicicletta) a gente che andava ai 30-35 Km/h, pedalando controvento per 70 Km senza nemmeno sapere che bivi prendere.

I risultati di questa prodezza li scoprirò domani, per ora ho solo un lieve giramento di coglioni; del resto la causa dei miei mali sono esclusivamente io.

Dopo una merenda molto abbondante e trascinata oltre le 6 di sera, si trasloca verso Alghero, per parcheggiare e dormire nel solito porto. A questo punto mi chiedo perché, pur andando sul sicuro facendo sempre le medesime cose, riusciamo lo stesso a incasinarci.

Forse perché siamo 27 persone che cercano di muoversi tutte allo stesso tempo?

Si arriva in parcheggio, vedi ‘sti 6 camper che si schierano uno fianco all’altro, subito una ventina di individui che scende facendo casino, qualcuno in ciabatte, qualcuno in accappatoio, qualcuno che va subito a pisciare dietro ad una barca.

Poi ci si incazza se cercano sempre di mandarci via.

Martedì 24 Ottobre

Partenza in bici da Alghero verso Bosa, poi su fino a Cuglieri per pausa pranzo. Di nuovo giù a Pittinuri per un bagno in mare. Per me giornata di riposo. Ci si prepara tutti per la cena in ristorante.

Chissà perché ho la "strana" sensazione di averle già vissute queste esperienze.

Qualche differenza comunque c’è: ad esempio non si va a mangiare il porceddu ma il pesce, non tutti sono andati (io e mio fratello ci siamo astenuti), e poi… basta. C’e anche stato il raggio di bicicletta rotto con sosta dal ciclista. (non ricordo se qualcuno l’aveva scritto, comunque è successo anche l’anno passato, lo stesso giorno.)

Lasciatemi fare una piccola considerazione che mi sorge dall’intimo: per ora questo diario fa veramente schifo, e non credo che migliorerà di molto. La colpa è totalmente da addossare al narratore, che purtroppo ha la brutta abitudine di scrivere solo frasi spontanee, senza impegnarsi per rendere il tutto conforme a qualcosa che ignora.

Che strano, per un attimo ho avuto la sensazione di desiderare il ritorno a casa.

Giovedì 26 Ottobre

Ma come? E il mercoledì che fine ha fatto?

E che cazzo, quando uno è preso male non c’ha un ka di voglia.

In breve: solita escursione in bici a cui non ho partecipato (ormai ho appeso la bicicletta al chiodo, a causa di una mezza tendinite al ginocchio come ricordo del secondo giorno). Poi cena tutti aggregati nel mezzo dell’accampamento dei camper modello far-west, come da copione ’99.

Oggi invece, dopo una nuova (?) gita in bici, una bella "gita" in camper di circa 250 Km nell’entroterra sardo.

Dopo il sesto o settimo posto di blocco dei carabinieri che incrociavamo, ho espresso in mio sospetto che forse avevano di nuovo "prelevato" qualche personaggio… dopo meno di 5 minuti alla radio comunicano il sequestro di un piemontese nella zona di Porto Torres.

Che dire… a me, non me ne frega una fava.

La giornata si conclude qui al porto de La Caletta, come da copione ’99.

Venerdì 27 Ottobre

Si rimane qui a La Caletta, mentre nel mattino i ciclisti partono per una nuova pedalata.

Ma ormai non ha più importanza.

Mi guardo nello specchio del camper e mi ritrovo a riflettere, la mia immagine, sulla mia figura. In pessimo stato, in condizioni peggiori che dopo i 25 giorni di inter-rail, posso comprendere facilmente che questa vacanza, mi duole scriverlo, non sono riuscito ad apprezzarla come sarebbe stato semplice fare.

Certo, anche se si è in Sardegna, ci si rompe i marroni a fare un cazzo per una settimana, soprattutto se gli altri si fanno 70 chilometri al giorno e tu devi inventarti qualcosa intanto che gli aspetti, per fartela passare.

E vi assicuro che se sei preso male, puoi anche stare nel posto più bello del pianeta, ma non hai voglia di muoverti di 1 metro. Poi essere in ‘sto stato in mezzo a persone che si divertono ti fa sentire a disagio, nonostante tu li conosca tutti da una vita.

Un resoconto allegro e spensierato, vero? Però oggi non è stato tutto grigio e buio; anzi c’era un sole cattivo, sul tipo di quelli che bazzicano per la riviera ligure ad agosto, e ci si è sentiti un po’ più tipi da spiaggia che camperisti.

Fra alluvioni e terremoti che infieriscono sulla mia campagna, lo stare qui senza riuscire a godermela mi fa vergognare di qualcosa a cui non so dare un nome.

Sabato 28 Ottobre

Lo stare qui in traghetto a scrivere ha l’unico significato banale che il viaggio, o vacanza, è al termine.

Potrei anche stare a dire che l’ultimo giorno è trascorso fotocopiando le azioni compiute l’ultimo giorno della Sardegna ’99… che è poi la linea che ho seguito cercando di scrivere qualcosa su ‘sto diario, non riuscendoci, e non avendo il buon senso di smettere già dopo il terzo giorno.

Ma ormai è cosa fatta, e pur essendo scritto a matita non mi sembra il caso di stare lì a cancellarlo. Prendiamolo dunque così com’è, una voce fuori dal coro, che testimonia comunque dei sentimenti reali.

Ci tengo a puntualizzare che con questo non voglio sostenere alcuna accusa contro chi magari scriverà che la Sardegna 2000 è stata tutta rose e fiori, bel posto, bella compagnia, bel clima, schiattate di invidia… (che, sostanzialmente, è tutto vero), ma soltanto dare una testimonianza "alternativa" di chi, a conti fatti, se ne sarebbe stato volentieri a casa.

Un ultima critica che mi sento di scrivere, non mia ma che mi trova pienamente d’accordo, riguarda l’entusiasmo dilagate che ha finito per impestare anche un po’ il buon senso. Ora, va bene che c’è un sole estivo, un mare pulitissimo ed un clima per noi impensabile (per essere fine ottobre), ma cazzo, se l’acqua è fredda, è fredda anche se sei in Sardegna! Se oggi, 28 ottobre, ci fossero state le stesse condizioni climatiche in Liguria, NESSUNO avrebbe fatto il bagno.

Poi, probabilmente mi sbaglio, ma chi può dirlo?

Chi legge, oppure chi è stato in Sardegna e vuole poter banfare con chi è rimasto a casa?

Domenica 29 Ottobre

Descrizione assolutamente inutile di noi che verso le 4 di mattina ci buttiamo giù dal traghetto in un poso chiamato Livorno.

Lascio la Sardegna con il raffreddore e una faccia da sconvolto. Stanotte ho dormito pochissimo, e se ho avuto difficoltà io che dormo bene dappertutto (pure sui frigoriferi), non oso immaginare gli altri.

Cerco di ripensare alla settimana trascorsa e l’unica immagine che focalizzo è Ennio, che dopo 8 giorni trascorsi sullo stesso camper non ha ancora capito che io e mio fratello non mangiamo carne.

Se qualcuno ha l’idea che il sottoscritto sia l’unico che ha sofferto la "vacanza", vorrei qui portare alla conoscenza di tutti i meno perspicaci che c’è stato un certo individuo che per la felicità degli altri si e sobbarcato la responsabilità di gestire una carovana di numero 6 camper, cercando di occultare al meglio la stanchezza e il nervosismo che questo compito generava. La sua bicicletta ha fatto tempo a mettere ragnatele.

Un ultimo pensiero va lui ed ad un’altra persona, perché senza di loro 25 nomi non sarebbero mai stati visti bivaccare tutti assieme su quell’isola del mare e del sole.

Nicola.