"Settimana dal 16 al 23 ottobre 1999
"Che cosa hanno in comune Maria Grazia Deledda e Giosuè Carducci ?"
" ????!!!"
(
Soluzione a pag........alla fine)
Umanisticamente parlando non saprei....
Geograficamente .....e impunemente.... sparlando si potrebbe azzardare che
I CICLOFUTURISTI del VELOCLUB
di Gamalero
sono stati visti
pedalare come fragili " CANNE AL VENTO " , sferzante della
Sardegna
Edizione 1999
iniziata risalendo "
I cipressi che a BOLGHERI alti e schietti Van da San Guido in duplice filar.... "dove, mentre me ne stavo a passeggiare mano nella mano con Maurizio durante un dolce fine settimana enostalgiculturalgastronomico .....
".......Quasi in corsa giganti giovinetti..."(Fulvio, Luigi, Carlino......né giganti e neppur giovinetti)
".....Mi balzarono incontro e mi guardâr.
Mi riconobbero, e .........................."
" CHE COSA CI FAI TU QUI ? "
=> " Avevamo subodorato ci fosse sotto qualcosa, quando stamani Paolo ci comunicò che non saresti venuta in Sardegna con noi.......!!!!"
=> " Ti abbiamo cercata ovunque, perfino nella toilette del suo camper....."
Resisi conto dello scherzo subìto e memori della birbonata dell’anno passato, quando invece avvenne l’inverso (mi caricarono ad Arquata, con la scusa di ritirare una ruota dal maestro : non mi è mai piaciuto essere una ruota di scorta !!) è chiaro a tutti che, davvero, quest’anno a pedalare in Sardegna ci sarò anch’io, rivelandomi "una piacevole sorpresa", come qualcuno mi riconoscerà alla fine. Grazie.
Scusate l’immodestia, ma a volte fa’ piacere.
E così , salutata la statua di Nonna Lucia, sogghignato maliziosamente per il nome della bottega artigianale "Mani d’amore" (` ) , comprato il pane toscano (a dispetto della nomina di "smorbichegettanoviailpanesecco" dei Valenzani durerà fino all’ultima cena), caricata la mia bici nuova (sacrificato il lusso del muletto da Sardegna in nome dell’amore...) , Maurizio si offre di scattarci la foto ricordo (come eravamo).
***Foto 1 . Gruppo al completo (tranne Pinetto) con lo sfondo dei camper e dei cipressi....
Da lì a pochi minuti dovremo separarci e, spero un po’ a malincuore, Maurizio mi affiderà a ben sedici (scritto in lettere fa’ meno effetto) uomini, con la raccomandazione che si prendano buona cura di me.
=> " Stai tranquillo Maurizio...."
Anzi, pretenderebbero addirittura la ricompensa per la sua presunta libertà.
L’omaggio al poeta prosegue a Castagneto Carducci, lungo le strade del vino (Ornellaia - Sassicaia),
dove peraltro Mauri ed io cenammo la sera precedente, sotto il temporale (La Ribotta - La Taverna del Carducci ), essendo la Taverna del Pittore a Bolgheri al completo e il Ristorante Antico Borgo, nostra meta iniziale e spunto per tutto ciò, chiusa per ferie (fino al giorno successivo !).
A Castagneto la
Toscana ci da’ il suo arrivederci un po’ in anticipo, regalandoci un magnifico tramonto sul mare piatto " Fulvo il sole tra i rossi vapori e le nubi calde al mare scendeva ", che ammireremo tutti dal Belvedere del piazzale Curiel, con il cuore gonfio di speranza( finalmente una notizia interessante : "arguisco " che sul traghetto non si ballerà !
Ma sbaglio o Ennio questa barzelletta dovrà ancora raccontarcela ??).
Dal canto suo , a Capriccioli, Cala di Volpe, la
Sardegna non vorrà essere da meno e ci incanterà incendiandosi in cielo, per poi , vanitosa, tingersi di rosa e specchiarsi nel mare più bello del mondo.Eccoci estasiati ad ammirare - con in sottofondo solo lo sciabordio dell’acqua - questo spettacolo.
D’accordo, si replicherà anche ogni giorno, ma oggi ......
...... oggi è solo per noi.
Unici spettatori del sorgere del sole, negatoci l’anno passato.
Colto al volo prima che si nascondesse dietro una nuvola, ma comunque rischiarasse la partenza della nostra prima pedalata in Sardegna.
***Foto 2 . Foto di gruppo: qualcuno ha già assunto la " bombetta ".
La prima tappa sarà senza dubbio la più accattivante : la
Costa Smeralda, rarefatta come un acquerello di Turner, con tutte le sfumature del rosa e dell’azzurro.Il colore rosa del marmo e del granito, l’azzurro del mare, ma quest’ultimo non necessita pubblicità.
Porto Cervo ( lussuoso residence caleidoscopico) pigro si sveglia, stupito di accogliere sul molo tredici biciclette e le osserva sfilare, in mezzo alle magnifiche barche ormeggiate ("La chimera" di trascorrere una giornata a bordo di una barchetta circumnavigando l’isola Maddalena, la rincorro ancora ).
Bellissimo sarà anche essere gli unici frequentatori della mitica spiaggia di LISCIA DI VACCA facendosi lusingare dalla tentazione di una foto, sul bordo della piscina, così tanto reclamizzata, dell’Hotel Petrizza, uno fra i più prestigiosi e cari dell’isola, non mancherà di citare il sempre informatissimo Stefano (qualsiasi cosa, di qualsiasi genere, su qualunque persona : chiediglielo e ti ragguaglierà con dovizia di particolari. Ha anche una memoria di ferro).
L’abbandoneremo all’improvviso perché i quattro camper creeranno non il primo, ma nemmen l’ultimo
INGORGO, nel tentativo di lasciare libero accesso ad altri "nomadi furgonati" .(Appena scesi da Castagneto Carducci, i Ricci , sull’ Aurelia, anziché seguire i Reppy verso l’imbocco della superstrada a Donoratico, si sono esibiti in una non semplice inversione, sotto lo sguardo più incredulo che spazientito di una coda infinita di auto, da entrambe le direzioni.
Obbligando naturalmente i due camper al suo seguito ad imitarli, per non smembrare il gruppo già prima dell’imbarco.
Per non parlare poi al porto: indicazioni specifiche sulla direzione dei
CAMPER , mai considerate...).Non oso pensare cosa possa essere accaduto prima di Bolgheri. Chissà ???
Lo scoprirò leggendo il Diario di Norberto. Forse.
Perché se avrà il coraggio di descrivere le imprese degli altri guidatori, dovrà anche ammettere le sue "divagazioni".
Appena sbarcati ad Olbia, "ha perduto la tramontana", conducendoci lungo il Golfo degli Aranci su per strade chiuse a Porto Rotondo, generando sconcerto e confusione fra gli assonnati equipaggi:
c’è addirittura chi, in preda ad amnesia, ha dimenticato con quale piede schiacciare il freno confondendolo con la frizione.... Scongiurato primo disastro.
Ma proseguendo ce ne sarà per tutti.
Noi per il momento ci limitiamo a pedalare, ancora increduli di trovarci immersi in questo paradiso, con gli occhi rivolti al mare del fantastico Golfo di Arzachena, percorso tutto a filo dell’acqua, quasi fossimo in riva ad un lago.
Sono angoli di puro incanto marino quelli fino a Cannigione.
Mentre sono da fiaba le casette rosa di Baia Sardinia.
Allestiremo il primo banchetto a Palau, di fronte al porto, dopo aver intravisto le Isole di
Caprera
Santo Stefano e
Maddalena dall’alto di Capo Orso,
che tanto entusiasma Norberto
(Però ci vuole proprio tanta fantasia per ravvisare un orso !!!)Dopo non sarà facile risalire in bici, non tanto per i 38 Km. che ci aspettano, quanto per tutto il cibo, la grappa e le barzellette.
UNA COSA PERO’ è CERTA.
L’atmosfera conviviale e gogliardica si è già stabilita fra di noi e il DECALOGO, fin dalle prime battute( a proposito di battute " Willy , lima il mirino..!!)
è ampiamente rispettato.
Decalogo per una "buona Sardegna" 1999 by Il rag.Filini
Equipaggi : Gli occupanti degli altri camper.....sono comunque amici.
la pasta viene condivisa fra tutti, e non solo.
Pasti : ove possibile, da consumarsi in allegra compagnia.
I giorni a venire dimostreranno che il VELOCLUB, più che sulla strada si ricompatta a TAVOLA.
Vino : le canoniche 6 bottiglie a testa (almeno).
Qualcuno ne ha portato 12, anche perché solo 6 non sarebbero bastate.
Politica : proibita ! (la vacanza è una cosa troppo seria).
E poi c’è una donna con noi.
Barzellette : gradite.
Chi non ha gradito le spassosissime freddure di Athos e Ennio ?
Ci conforta il sapere che almeno qualcuna delle nostre potranno inserirla nel loro bagaglio. Prossimo anno ricordarsi di portare un registratore.
E una "meridiana" che non resti indietro !!
Rutto : libero.
Paolo oggi a tavola ne ha l i b e r a m e n t e emesso uno spaventoso, inumano.
( Minaccio una classifica)
Scorreggia : anche (meglio se in luogo aereato).
Non trovato il termine sul dizionario.
Figa : nemmeno a parlarne, anzi se ne parla soltanto ! (come sempre).
Stiano tranquille le mogli/fidanzate non ne parlano neppure...e non credo sia solo per rispetto a me; piuttosto si ringrazino le salite.
Chilometri : almeno 30 con un litro di vino (in bici s’intende).
Oggi ne abbiamo già fatti 50 fino a Palau...ma lo bevono anche quelli che non pedalano, eccome !! Luigi, adesso sono tutti affari tuoi con la zia.
Impegno : adoperarsi affinchè la vacanza sia serena per sé e per gli altri.
Ci riporta al monito del Rag. Filini, che ha pronunciato un brindisi molto speciale, sul traghetto durante la simpatica (un po’ meno per i vicini, che avrebbero voluto dormire) riunione attorno al camper di Andrea:
" Un PENSIERO e una SPERANZA "
Un pensiero a GIGI , che per scelte di salute non è qui con noi (personalmente)
ed una speranza :
che questa vacanza sia serena per tutti!!!
E così è stato.
La prima giornata è stata intensa ed al tramonto, via via oscurandosi il cielo, ancora siamo a pedalare lungo quell’istmo di terra fra i due mari che conduce a Capo Testa (estrema punta nord est) alla insoddisfatta ricerca di un riparo per la notte.
Un luogo tranquillo, in riva al mare (per esigenze igieniche) e dove, una volta posizionati a quadrilatero (avete presente nel Far West, quando le carovane si piazzavano in cerchio per difendersi dagli attacchi degli indiani ? Noi a causa del vento, nemico numero uno del ciclista), imbandire eterogeneamente la tavola.
Si prosegue l’allegro banchetto del pomeriggio, illuminati dai bagliori dei fuochi di artificio (a Santa Teresa di Gallura è festa, ma noi ne siamo stati ufficialmente banditi) snocciolando :
frasi storiche (Paolo : "Stamane i Ciclofuturisti erano padroni di Porto Cervo")
olive (quelle di Giovanni però......saranno speciali)
programmi per il giorno successivo,............ diversificando gli itinerari in base al tempo che farà.
Nell’eventualità di una bella giornata
una bella gita lungo la costa via Castelsardo, con soste balneari: meta Stintino - Spiaggia della Pelosa.
In caso di brutto tempo
più all’interno, verso Tempio Pausania 560 mt.slm (che bello !! Una salita è proprio quello che ci vuole per i nostri muscoli, dopo 88 Km.) da dove godere una splendida vista panoramica, ma soprattutto una rincuorante discesa.
In entrambe le soluzioni, al termine, ci si sollazzerà nella fantastica e mitica spiaggia della Pelosa.
Unico punto fermo : essere a Porto Torres per martedi’ mattina, ad accogliere Pinetto.
Malauguratamente, la sera precedente, non era stato preso in considerazione il TEMPORALE, malignamente annunciato, nella notte, dal vento birichino e giocherellone (strapperà la tenda del camper Reppy, riparo della nostra mensa), per esplodere in una pioggia rabbiosa, arrivata a scompigliare i nostri progetti e quelli degli altri pochi turisti, per lo più surfisti, vaganti ed increduli e qualche biker impavido e cocciuto.
Poco male. Siamo lontani da tutto, perfino da noi stessi
o
forse, mai stati così vicini al nostro intimo, chissà !?!
Ognuno la vive in maniera diversa, con benefici personali, intimi.
I più "ispirati" andranno a declamare una poesia giornaliera addirittura sotto il pergolato ("un peccato non andarci" , sentenzia il sommo vate Luigi).
Alcuni, più mistici, si rivolgeranno, prostrandosi, addirittura alla Madonna dei Marinai, alla quale Andrea si mostra molto devoto.
Mai si mancherà di dare sfogo alla più sfrenata fantasia, nei luoghi di maggior ispirazione e non.
Tranne gli "Ermetici" Ricci (chiusi in loro stessi come.....)
e la poco generosa Anna Maria ( per lei "Dalla" è solo un grande cantante, come non manca di far notare Norberto).
"La nebbia agli irti colli piovviginando sale..."
e così faranno i nostri camper verso Termpio Pausania ( a proposito di Poeti, veri ....rivolgo un pensiero a Fabrizio De Andrè ), rischiando addirittura di ammaccare le bici.
Come ??????
Non si tratta di visioni da "deserto", ma di GRANDINE, che violenta affligge i nostri poveri telai, già provati da altre negative esperienze.
N d R : Il giorno prima, a Santa Teresa di Gallura, durante una manovra (ebbene sì, abbiamo ancora bloccato il traffico e questa volta, trattandosi di pieno centro paese, con tanto di festa patronale, sono intervenuti addirittura i vigili a ripristinare l’ordine urbano) la ruota della bici di Nicola si è trovata nella traiettoria di uno degli altri camper. Cose che capitano !!
Lievemente in apprensione, valutiamo la pedalata persa, scongiurando la mancata innaffiata (bernoccoli a parte: il casco è importante !) e approfittiamo di un raggio di sole per rubare alla natura alcune immagini oltremodo affascinanti.
A 6 Km da Tempio Pausania, il cielo si squarcia ed esplode, fulgido, il bagliore del sole ad illuminare i boschi di querce da sughero, rendendoli lucenti e brillanti al nostro sguardo ammirato.
Poi si ricoprirà.
Noi continueremo ad incitarlo, ma invano.
Con estremo sollievo di chi, nell’ambito del proprio "personal training" (vera e propria mancanza di allenamento) necessitava di un giorno di scarico (non delle vasche dei camper, però. Operazione questa da eseguire con estrema cautela e rispetto sia delle leggi** che dell’ecosistema).
N d R : ** A Cala Gonone, i Ricci hanno rischiato una multa per aver risciacquato i piatti sulla piazzola. I vigili, con altezzosa magnanimità, l’hanno abbuonata, sdegnandoci però con l’appellativo di "accampamento" di zingari......)
A questo punto la domanda sorge spontanea.
COSA FA’ IL CICLISTA se non può appoggiare il sedere sul sellino ?
(e neppure sulla tazza ? Ma questo è un altro discorso....!)
MANGIA & BEVE
Delicatissimi i fusilli alla carbonara, magistralmente preparati dallo chef Fulvio, generosamente innaffiati con cortese, i maschietti; io con il Cannonau offertomi dal camper "mettete dei fiori nei vostri cannonau" ( W il vino rosso).
VA’ A FUNGHI
Stefano ci mostra orgoglioso alcune "spesghette" sfondate dall’acquazzone; Gianni Baldi, sotto le querce (da ghiande), si è imbattuto in uno scheletro, non del tutto spolpato, di un fu porcino.
GIOCA A SCACCHI
Pastorinov contro Cervettikov...
Avete letto "La Variante di Lüneburg" ? di Paolo Mauresing ed. Adelphi?
Molto più appassionante.
LEGGE
O cerca di farlo, perché, a dire il vero, ci sarà tempo a casa. L’inverno è lungo. Qui non ci si annoia.
P.S. :Se vi piacciono gli scacchi leggete il libro di cui sopra.
E fatelo anche se non ne sapete nulla.
Non imparerete comunque, ma almeno avrete letto un libro intrigante.
SI DEDICA ALLA CULTURA PREISTORICO-GEOGRAFICA
Proprio alle nostre spalle, da circa 4.000 anni, secolo più secolo meno, è stato fortificato, con enormi blocchi di pietra, il NURAGHE MAJORE, ora perfetto a far da pulpito ad Athos (foto), splendido nel ruolo di cicerone sulla civiltà nuragica ed i guerrieri sardi. Più in basso, tutti noi, in cerchio, ascoltiamo incantati le note del suo piffero magico,
.... musica....
che proseguirà al parcheggio, con le immancabili barzellette, compresa quella su un argomento specificatamente richiesto : quella dell’ omino verde. Basta chiedere.
Non sarà risolvente, però tanto divertente.
RIDE
Nel decalogo, oltre ad altri punti , proporrei l’aggiunta della RISATA.
RIDERE almeno 1 ora al giorno. Minimo. Abbiamo riso veramente tanto.
Quella più squillante ? Quella di Gianni Cervetti.
E comunque accetta con spirito una sosta forzata dal sellino, anche in considerazione del fatto che gli sconsolati, a casa, oltre a subire il temporale, devono lavorare ( noi NO) e coprirsi anzitempo dal freddo siberiano, mentre qui si indossano bermuda, t-shirt e ciabattine da spiaggia.
Altro che quisquiglie.
INTRALCIA IL TRAFFICO CON I CAMPER
D’altronde è più facile manovrare la bici.
E ...anche a Tempio Pausania, siamo riusciti ad imboccare una via in salita, senza sbocco utile.
Spassosa la scena dei quattro camper, uno dietro l’altro, intenti ad impegnative manovre in retromarcia.
E SBAGLIA STRADA
Vorremmo andare verso Isola Rossa, passando per Aggius, ma i bivi forse non sono il nostro forte.
Ci perdiamo la Valle della Luna, tralasciando pure S.Pietro a Mare (Castelsardo), con la sua lunga lingua di sabbia, dove sfocia il fiume Coghinas.
Sono i posti del Pinetto e l’anno scorso ne ha promosso la sosta.
L’azienda turistica sarda, riconoscente, sta cercando di favorire il gemellaggio
Castelsardo - Valenza - Milano , il famoso triangolino.....
Guadagneremo la costa all’altezza di Punta Tramontana (Villa Romana), affacciandoci sul Golfo dell’Asinara. Finalmente la costa.
Ora dobbiamo decidere dove dirigerci.
STINTINO ?
Con la fantastica spiaggia della Pelosa , dove tuffarci nell’acqua azzurrissima per bagni memorabili, da raccontare agli amici .......e ricordare a casa...
Peccato che, piovendo, tutto ciò sia quasi inutile.
ALGHERO?
Affrontando un bel viaggetto, con il vantaggio di portarci avanti per il giorno dopo: è in previsione il tratto più suggestivo di tutta la Sardegna.
Qui la direzione si rivela veramente interattiva, dimostrando che la GUIDA, è sì riconosciuta di diritto agli organizzatori, ma si può interdecidere democraticamente la soluzione più logica, rinunciando alla Pelosa (tanto l’abbiamo già vista l’anno scorso....peccato chi ancora non c’è stato.....ci andrà per conto suo!!) .
Per dirla in breve, si accettano anche le opinioni degli altri, anche se trattasi di neofiti.
E, sotto il cielo quasi illuminato a giorno dai lampi, si parte per Alghero, sorprendente e ruvida città "catalana" (un po’ come la crema alla catalana ), dove impetuoso soffia il maestrale,
spingendo le onde contro il muraglione della fortezza , dal quale, passeggiando, si può ammirare affascinati la candida spuma.
" E sotto il Maestrale
Urla e biancheggia il mar"
Perché Lui, con nove parole, riesce a rendere tutto così bene?
"Ma per le vie del borgo....
..Va l’aspro odor de’ vini...
L’anime a rallegrar"
(Ma il vin brûlè non si era bevuto più avanti ??)
|
N d R Sto scrivendo questo confuso zibaldone proprio nei giorni di San Martino (11 novembre) e, freddo a parte, vorrei dedicare a tutti noi l’intera poesia del Carducci "San Martino" , perché la trovo così vera ed in fondo così appropriata a questa nostra Sardegna....... |
E le nostre anime (e non solo) si rallegrano davvero il martedì 19 ottobre, non tanto per l’arrivo di Pinetto , quanto per la magnifica giornata, il cielo terso ed il sole, apparso a riscaldare le nostre fatiche.
La riscossa.
Alle h.10 lasceremo Alghero, anche se a "malincuore". Sfumata anche la gita a Capo Caccia
( Grotte di y Nettuno ), non avremo tempo per i rimpianti :lo scenario è oltremodo superbo e sarà sufficiente voltare appena il capo (torcicollo permettendo) per ammirare, là in fondo, Capo Caccia, nelle sembianze di una gigantesca balena, pronta a scortarci per tutto il nostro ciclo-percorso, lungo la costa frastagliata.
La vista è appagata dal contrasto della colorazione che assume la natura, sopra e sotto di noi.
Le onde spumeggianti lambiscono alcuni vitigni protesi verso il mare, quasi a bagnare gli inusuali pampini, rossi e gialli, privi ormai del loro frutto dorato.
("
Dal ribollir de’ tini Va’ l’aspro odor de’ vini L’anime a rallegrar")Come Paolo fa’ notare
( sa cogliere quasi sempre il lato poetico intrinseco delle cose e delle persone),
le onde si vaporizzano contro la scogliera e, illuminate dai raggi del sole, che fa’ rifulgere la nebbiolina creata dalle particelle idromarine, favoriscono un insolito effetto ottico, evocativo.
Potrebbe accaderti di tutto : perfino di veder emergere la "Venere del Botticelli", sotto i tuoi pedali.
Ma più che l’emozione potè l’appetito :
dopo 48 Km ci fermiamo a Bosa Marina, dove non risolviamo il problema del raggio fuggente di Silvano, ma acquistiamo in comunione un ottimo pecorino sardo e consumiamo un frugale spuntino (stasera ci aspetta il porceddu) lungo il canale e gli spruzzi del mare contro le rocce : ottimo sfondo per una bella foto tipo bellezza al bagno (o piuttosto "Gabbianella" ? Mah!!?).
Al terzo fischio di Stefano (un po’ di disciplina non guasta) si riparte:
adesso le onde lambiscono la strada e si nebulizzano addosso a noi !!
Ci attendono salite più impervie fino a Tresnuraghes, tipico paese sardo, dove pare non ci sia nulla e quasi nessuno, tranne i pochi avventori al bar.
Poi si sale più dolcemente lungo i binari, si fa’ per dire, di quella che non sarà più di una littorina, verso Cuglieri, attraversando campi punteggiati di margheritine, come osserviamo con Igor.
Gianni Ricci vorrà farmi provare, per un attimo, l’ebrezza di non faticare in salita (altro che creatina).
Al centro di Cuglieri ci attendono i camper (non oso pensare alle manovre...) e da lì sarà tutta discesa fino a Santa Caterina di Pittinuri (si sfiorano a 70 Km all’ora), con emozione finale.
Il mare argenteo, quasi abbagliante, è proprio di fronte a te, pronto ad attenderti al termine di una strada lunga e diritta, che scende come fosse un affluente , al pari tuo, impaziente di immergervisi.
Ti sembra di volare.....ed eccoci lì a tuffarci nelle onde, tutti insieme, quasi impazziti dalla gioia (di lavarci, finalmente !! ) fra gridolini, bevute ed alghe, felici come bambini che giocano con i cavalloni per la prima volta.
Lavati via sudore e stanchezza, ci asciughiamo pigramente al sole delle 5/ 6 del pomeriggio ( e quando mai il 19 ottobre ? ), rinfrancati dall’idea di un bel porceddu al forno , cucinato apposta per noi su indicazione di Giovanni, l’amico sardo di Gianni, noto frequentatore della costa.
" Gira su ceppi accesi
Lo spiedo scoppiettando"
Ignari del viaggio interminabile verso Barumini, via Oristano (riusciamo a vedere la Torre del Pozzo, dove il mare è sempre calmo, anche quando c’è burrasca, ma siamo grati a Gianni di aver preferito Santa Caterina di Pittinuri, dove è di "casa" : molto più divertente), alle 19,45, gli stomaci già brontolanti, partiamo.Non ci azzardiamo ad immaginare i commenti degli altri camper : dopo 83,5 km gli autisti-pedalatori sono cotti ed arriveranno devastati.
Le curve sono riuscite a spegnere perfino Athos:
si autorigenererà soltanto grazie alla cortesia, rivolta al Pinetto, di raccontargli la barzelletta di Palau.
Barzelletta epica che resterà famosa per tutta l’avventura e oltre, diventandone l’
INTERCALARE :" OLA’ SE DOBLA !! "
Nonostante la sosta forzata per il premio "Bussoladomani" , vinto da Gianni Cervetti, che salta un bivio (Pocker !!) ,
iI Ristorante "Il Cavallino della Giara" ci accoglie con le ottime pappardelle ai funghi (Ennio, quasi quasi, si lascia tentare dall’idea di andare a cercarli, domani) , il porceddu (ovvio), la pecora ai cardi e la capra con sughiddu ( il "sughetto" , facile no ??) : sublime !!
Il disagio del viaggio ? Dimenticato !!
Unico neo: il "Filu e ferru" al metilene.
Pinetto l’alchimista, forte dei suoi appassionati studi alla ricerca della pietra filosofale (che come ben si sa avrebbe dovuto tramutare i metalli in oro, sai che risparmio per il suo business !??) e dell’elisir di lunga vita (forse il "Filu u ferru" ?), spiega :
"il metilico evapora a 60/65° C e va buttato, oltre i 70° C resta l’etilene e l’elisir è pronto".
Non ti allungherà la vita, ma forse te la renderà più piacevole o sopportabile.
Chiaro, no ?"
Athos, recuperando memoria dell’ubicazione del suo prezioso alambicco in rame (a casa di Andrea), conferma.
Chiuso l’argomento.
Meglio non pensare al processo di fermentazione, perfino gli alchimisti furono attratti dallo studio dei gas, ma considerati ciarlatani e purtroppo stasera qualcuno ha mangiato fagioli (!!!).
Il Filu u ferru sarà meglio berlo all’aria aperta, mentre si studierà la strategia per permettere a qualcuno di visitare le
DUNE DEL DESERTO sulla costa verde (i Tuareg sardi saranno di questo colore ?).Athos l’ha posta come condizione per venire in Sardegna.
Gli altri preferiranno seguire il programma originale e pedalare da Flumini (CA) a Villasimius:
FINALMENTE!
Avevamo previsto anche la visita al NURAGHE ( di BARUMINI, ovvio) più complesso dell’ isola, con le sue cinque torri perimetrali, simmetricamente dispostegli intorno , ma il Guardiano del Nuraghe, sorpreso in intimità con la sua fidanzata (il famoso "coatto" interrotto), ha inveito un po’ troppo furiosamente contro di noi e, per protesta, il mattino successivo, ci limitiamo a fotografarlo.
Rallegrati dalla giornata splendida (qui), facciamo scorta d’olio da un omino con la bici (comunque "olio DOC": garantisce Giovanni) e, data l’ultima occhiata al castello costruito sopra un Vulcano spento che solletica la curiosità di Igor (però non male neppure i murales del paesino appena dopo), imbocchiamo la "Carlo Felice " fino a Cagliari.
Che poi tanto "felice" non è, dato il traffico caotico.
Il vento, dal mare, spinge le nubi sulle montagne (ci prova anche con noi), rendendo più difficile quella che dovrebbe essere una passeggiata di una trentina di chilometri, vista mare, calette e fichi d’india
( Fulvio si è munito di guanti e coltellino per la scorpacciata), seconda solo al tragitto Alghero- Bosa, per bellezza , e non sarà neppure esaltata dalla luce solare.
Vuoi la fatica del sali-scendi controvento, vuoi il solito agonismo, che assale il gruppo ("sacrificati" alla guida dei propri camper Gianni Ricci e Paolo, causa ammutinamento da dune), non ci permetteremo soste panoramiche.
Pagherò a caro prezzo un’unica foto, restando staccata dal resto del gruppo , e rinuncerò a tutte le successive, compresa quella a Cala Regina.
Prima di Villasimius si potrebbe deviare, proseguendo fino a Capo Carbonara, ma preferiamo andare direttamente alla spiaggia.
A Capo Carbonara quasi ci si può anche arrivare a piedi, lungo 5 km. di sabbia bianca, cosparsa di conchigliette rilucenti al sole, in un’atmosfera di pieno benessere, sperando di scorgere i fenicotteri rosa dello stagno Notteri. Ahimè , quando sono passata io non c’erano.
Oppure stendere il telo sulla sabbia morbida e calda, immaginandola solo per un attimo gremita di striduli bagnanti, per poi assaporarne il rilassante silenzio.
I bagnanti, ormai pochissimi, se ne stanno allungati sulle ultime sdraio rimaste alla Playa di Simius, a rimirar prima dell’orizzonte l’ Isola dei Cavoli.
Domani non ci sarà nessuno a fare il bagno con noi, appena svegli. Proprio nessuno. Non ci saremo nemmeno noi.
Non appena arrivati i "disertori", con ancora la bellezza delle dune impresse negli occhi ( o delle attrici riprese da una troupe cinematografica,....... L’anno scorso le modelle fotografiche proprio nella spiaggia di Villasimius, quest’anno alle Dune.....complimenti "Che naso !!" O è il Coco o è Andrea) , fra lo stupore generale e il disappunto di Gianni Ricci (......punge !!)
SI PARTE.
Destinazione : Arbatax.
Sfumata quindi la costa Rei, intravvediamo al buio delle sette l’eventuale strada che avremmo potuto fare.
Arriveremo ad Arbatax ? Ci attendono 150 Km.
Oppure ci fermeremo a Punta Corallo? Si accettano scommesse.
Punta Corallo - Arbatax : 7 a 1. Fiato sospeso fino a Muravera, Villaputzu.
Sbancati i botteghini. Dopo alcune soste "aperitivo" .......
Ecco le ROCCE ROSSE di ARBATAX !!
Anche se tardi (sono le 10, p.m.), ceneremo tutti insieme, sbranando spaghettini/fusilli/trenette/mezze penne veramente appetitose, al punto da suscitare la stizzosa reazione di Nicola verso la monotonia delle quotidiane, seppur buone ( la prima sera le abbiamo assaggiate tutti) tagliatelle con ragù, proseguendo con la "Chitarrata", revival nostalgico-musicale interpretato magistralmente, come sempre, da "Norby e i suoi Boys", con dedica a Pina o Filippa, la colf del Valenzani.
"Seratone" riuscitissimo, al punto che si autoinviteranno sia i carabinieri che la polizia.
Che forze....., dell’ordine. Minacciosi, ma innocui .
Al contrario del temporale che, non limitandosi a minacciare, si scatenerà furiosamente all’alba, regalandoci lo scenario mattutino delle Rocce Rosse, stagliate nette sullo sfondo di un cielo plumbeo.
Per qualcuno la pioggia sarà stata una sorpresa, altri l’avranno ascoltata nel sonno, ma qualcun altro l’ ha senz’altro invocata, avendo forse a cena esagerato con il piccantissimo peperoncino di Norberto, e non volendo recare disturbo alcuno ai suoi compagni di camper, magari aprendo il frigorifero.
Che fare ? Come dissetare quella gola arsa dal "caliente pimienta" ?
Come i gattini , bevendo l’acqua piovana, trattandosi di persona tenera come loro.
Beh la sera prima nessuno avrebbe voluto intraprendere la salita del tratto Arbatax - Cala Gonone (altezza massima 1017 m. slm). Tranne :
Igor, il principe della salita,
Stefano, avendola promessa all’ Armando (altro grande assente a cui mandare un carissimo saluto ed arrivederci alla Sicilia).
Gianni Ricci...no?? Strano è stata inserita proprio per lui.
Stamane, invece, tutti dispiaciuti.
Falsi.
Ma è andata male, perché
"Dopo la pioggia viene il sereno e splende nel cielo l’arcobaleno" (by Pinetto)
e, seguendo i consigli di un benzinaio, appena fuori Tortolì, azzardiamo una strada secondaria: Talana- Urzulei - Passo Genna - Silana.
Impavidi ci avviamo verso il cuore della Barbagia, preoccupati non tanto per i banditi, quanto per l’altezza del passo, ancora più scoraggiante, osservato attraverso la pioggerellina fastidiosa.
Confortandoci l’un l’altro (parlo sempre per gli ultimi, naturalmente), a Urzulei, una delle discariche abusive più alte ( 511 mt. slm ) alcuni cagnolini vorrebbero incitarci, prediligendo naturalmente Gianni Baldi (è forse una coalizione contro di lui? Anche a Villasimius un cagnetto fece la pipì proprio sopra il suo accappatoio.)
I cani, naturalmente, sono il nemico numero due dei ciclisti.
Incredibilmente la salita sarebbe diventata più dolce, se non fosse stato per il vento, che ha reso il tutto titanico (da Titano e non da "Titanic", saremmo stati in un bel guaio) e, a tratti, quasi da panico, per me, curva e tesa sul manubrio, cercando di essere stabile il più possibile, per contrastare gli strattoni di quel vento malefico.
Unico a scaldarci il cuore, Gianni Ricci, mentre spingeva l’amico Gianni Baldi nei tratti più difficili.
E forse anche il the caldo, sorseggiato davanti al camino acceso del Bar Caffè Silana, dove ci siamo rifugiati, stremati dalla pioggia degli ultimi 4/5 Km.
Dopo 38 Km. di salita, guadagnata la cima e la mia autostima, ho ceduto al timore del raffreddore.
Salire sul camper con Andrea è stata la cosa più sensata degli ultimi tempi, me ne accorgo dalla quantità di vin brûlè che dovranno ingurgitare gli altri, per smaltire il freddo accumulato durante la discesa interminabile (per loro).
Non si sono potuti godere il giro panoramico nel cuore del Parco del Gennargentu, fino a Dorgali, cornice di una natura dipinta con colori a dir poco splendidi (i più spettacolari effetti cromatici offerti dall’autunno), con vista su Cala Gonone.
N d R : Cala Gonone, quindi il mare, è collegata a Dorgali grazie ad una galleria di circa 2/3 Km. e c’è
chi, per esempio un collega di Gianni Ricci nato e vissuto a Dorgali, ha visto il mare per la prima volta a 18 anni.La stessa Cala Gonone, con la bella Cala Luna, viene completamente snobbata, scegliendo come scenario per la stellata notturna, La Caletta, frazione di Posada.
Una bella spiaggia, purtroppo già parzialmente occupata da uno scontrosissimo tedesco, immune al fascino di Paolo Repetto : "Io folere federe mare !!!" , con una chiesetta bianca stile Don Diego de La Vega.
Il quadrato, privato di un lato (i Valenzani, Anna Maria e Cocco compresi, hanno deciso per l’abbuffata a base di pesce), offrirà poco riparo ai commensali rimasti , che dovranno scaldarsi con la pasta e fagioli cucinata dallo Chef in prima, il Carlino.
All’Aurora - Giosuè Carducci
" Tu sali, e baci, o dea co ‘l rosëo fiato le nubi....................
....................Ti sente e con gelido fremito destasi il bosco..............
.....................e grigio urla il gabbiano su ‘l violaceo mare........"
L’arrivederci più devastante che potesse riservarmi questa Sardegna:
l’alba, attesa in riva al mare, aspettando di distinguere sempre più chiaramente, i contorni della Torre aragonese di San Giovanni, dei pini marittimi.
L’alba rossa, che colora la sabbia, bagnata dall’onda del mare, preannuncia orgogliosa una splendida giornata.
Per la nostra ultima pedalata in Sardegna.
Che si concluderà con il panorama più esaltante che potessi mai immaginare: la vista mozzafiato da Capo Coda Cavallo.
L’ultima giornata ci ha regalato attimi veramente intensi, con riscaldamento iniziale fino a Santa Lucia per arrivare, con le campane in festa, a San Teodoro ( battevano semplicemente il mezzodì).
Attraversando le località turistiche più rinomate, adesso paesini deserti : Budoni, Ottiolu, Porto Ottiolu
( si sta procedendo al rimessaggio delle barche), rallegrati solo dall’esplosione fiorita delle bouganvillae e degli ibiscus.
Superato lo Stagno di San Teodoro (qui intravvediamo i fenicotteri che si abbeverano, ma sono bianchi) svoltiamo per Capo Coda Cavallo, ignari della sorpresa che ci è stata preparata.
Incuranti della gara dei velocisti, con lento incedere arranchiamo fino al culmine del promontorio
per ammirare il vero e unico spettacolo:
la veduta dell’Isola Tavolare e dell’Isola Molara incombenti sul mare azzurrissimo, la trasparenza delle acque marine dai meravigliosi colori. IL PARADISO TERRACQUEO.
Ampiamente appagati, ci precipitiamo verso la spiaggia delle farfalle, dove le nuvole incombenti non ci rovineranno la festa, né la pura felicità di nuotare finalmente nelle acque piatte e cristalline della "nostra Sardegna". ( Paolo ammiccando dirà : " Vedete, questa è la nostra Sardegna".
Adesso è anche un po’ la mia, e di tutti gli altri neofiti).
Hai di fronte la Tavolare, una vera montagna calcarea piantata nel Mar Tirreno e, un pò spostata, la Molara, più rotondeggiante e granitica. C’è la sabbia, il mare e ad un tratto ti sembra di scorgere perfino uno squalo....
No, si tratta semplicemente di Gianni Baldi, di ritorno dalla sua infruttuosa pesca subacquea.
Niente grigliata di pesce.
Ci accontenteremo di pasta, salame, formaggio, olive, "petti di pollo alla crema" , e tanto buon vino.
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Athos mi recita la preghiera del Santo ( o Sardo ??) Bevitore : " Riempi il bicchier che è vuoto. Vuota il bicchier che è pieno. Fa’ che non sia mai vuoto. Fa’ che non sia mai pieno." |
Assaporando il sole sulla pelle, ma soprattutto il compiacimento di essere ancora tutti insieme, si tirano le conclusioni di quest’avventura che tutti noi abbiamo contribuito a rendere "speciale", all’insegna dell’amicizia, del buon senso, della libertà e del rispetto di esigenze, desideri e aspettative, anche differenti dalle nostre.
In odore di forte "umanità". ( Il Camper è piccolo, si sa...)
Consapevoli del fatto che non è facile coordinare diciotto persone e che, inevitabilmente, i tempi per gli spostamenti più si è, più si allungano, già si pensa al prossimo anno.
Magari in Sicilia.
Chissà ??
Per intanto si stabilisce di partire alle 17 in punto e così è.
Il traghetto non aspetta e, se riusciremo ad imbarcarci su quello delle 19 per Livorno, si arriverà prima a casa.
Addirittura incomincio a sperare di poter arrivare in tempo per la messa in ricordo di mio Papà ( oggi 23 ottobre sarebbe stato il suo compleanno ) e, grazie alle coincidenze fortuite della vita ( ed all’interessamento di Paolo) ci riuscirò.
Ad Olbia infatti incontriamo Claudio (il socio di Pinetto) con i suoi preziosi compagni di viaggio, che resteranno al sicuro per tutta la notte sotto il peso di Luigi, altro che forziere.
Per cui, così come per l’andata, do’ a tutti il brucio e me torno a casa in auto, con Claudio.
Sarà per questo, che mi hanno inflitto la punizione di imbarcarmi nascosta dentro il bagno del camper ?
" Tra le rossastre nubi
Stormi d’uccelli neri
Com’esuli pensieri
Nel vespero migrar".
FINE
Note :
Giosuè Carducci nacque a Valdicastello, frazione di Pietrasanta, quindi in Versilia
(il prossimo anno, gli si potrebbe rendere omaggio la sera prima, fermandoci a ballare alla Capannina...), però si trasferì fanciullo a Bolgheri e a Castagneto Carducci ...."
un de’ più oscuri paesetti della Maremma" **....se volete sapere perché andatevelo a cercare.** A quanto pare la pensava come Gianni Ricci, che non ha approvato la scelta del ragioniere, preferendo la sosta a Porto Venere dell’anno precedente.
Se ritornerete a Bolgheri azzardatevi ad entrare nella bottega artigianale Mani d’Amore.
Troverete oggetti in ceramica, stoffe e ricami veramente originali e di un certo pregio.
t t t Per l’acquisto dei vini è più rifornita l’Enoteca di Castagneto Carducci.
P.S. Soluzione del quesito della prima pagina .
I CICLOFUTURISTI. Chiaro no ?
LA SARDEGNA E’ LONTANA...................
ma è anche nel cuore di ciascuno di noi.
Scriverne, anche molto, mi ha fatto rivivere sul serio ogni singolo istante....
e penso sarà bellissimo rileggerlo e rileggerlo ancora. Almeno per me.
PEDALATE e NON SOLO
.
QUESTA è STATA LA "MIA" SARDEGNA.
Anna Maria, la ragazza "scatenata" .
Per dovere di cronaca, non mi sono messa a ballare il flamenco sui tavolini da campeggio !!
E’ la mia bici che necessita l’intervento del "Maestro Braini" e un bel check-up al deragliatore.
AIO’