• V GIORNO

    La mia sveglia squilla alle 7.30, mezz’ora prima di quella dell’hotel, così mi lavo, mi vesto in fretta e controllo l’itinerario del giorno. Oggi, essendo a Xian, dedicherò tutta la giornata alla visita della città: farò un’escursione alla tomba del I imperatore cinese Qin Shi Huangdi, mi recherò al sorprendente esercito di terracotta. Dopo un pranzo orientale a un famoso ristorante di Xian, andrò a visitare la stupefacente cinta muraria di epoca dei Ming che, perfettamente conservata, circonda la città con tutto il perimetro di 35 Km.

    Finita, in albergo, la classica colazione americana, sono tornato in camera per prendere il mio zaino con materiale fotografico, i soldi e qualche guida.

    Per fortuna a Xian, non essendoci autobus di linea, ci sono degli autobus turistici che, con un numero ragionevole di passeggeri, ti vengono a prendere di fronte all’hotel per portarti in un luogo prescelto. Con estrema puntualità l’autobus arriva a prendermi, al suo interno ci sono già una ventina di persone, quindi siamo già pronti per partire verso Yanzhai, il paese dove è stato trovato l’esercito di terracotta che dista appena 30 Km da Xian. Attraverso la mia guida, nel corso del viaggio, vengo a conoscenza della storia dell’esercito: Nel marzo del 1974 un contadino della brigata di Xiyang del paese di Yanzhay, tentando di scavare un pozzo per attingervi acqua per l’iirigazione dei campi, trovò a 5m di profondità, a 1 km e mezzo di distanza dal Tumulo Imperiale di Qin Shi Huangdi, la testa di terracotta di un guerriero. Il contadino avvertì Pechino, che nel 1976 mandò degli archeologi, che dopo appropriate ricerche e scavi di pozzi d’ispezione, scoprirono quella che doveva essere la più importante scoperta del XX secolo. La fossa con le statue di terracotta fu subito coperta con un immenso hangar, per evitare che le abbondanti piogge e il clima caldo rovinino i reperti.

    Dopo un’ora di viaggio mettiamo piede nella piazza dove si trova il museo, costruito in stile cinese con molte sculture per decorazione. L’edificio è stato eretto nel 1978 sulle rovine dello scavo n°1. Il museo è visitato dai cinesi che stranieri, circa 25000 persone al giorno.

    La I fossa ha una superficie totale di 14260 mq, con circa 6000 pezzi di guerrieri e cavalli e una quarantina di carri da combattimento. Le prime tre file orizzontali, formato ciascuna da 68 soldati, costituiscono l’avanguardia della formazione, dietro le quali sono schierati 38 file longitudinali.

    Esse contengono fonti e carri alternati, che costituiscono il corpo principale della formazione. Insomma proprio un vero e proprio esercito con tutte le caratteristiche. Mi hanno molto colpito i visi dei soldati, con acconciature e colore dei capelli diversi e le parti della faccia ognuno diverso dall’altro. Ogni soldato ha un’arma in mano e una armatura diversa a seconda del grado di un soldato o la posizione nello schieramento. Ai piedi di questo immenso esercito è stata costruita una strada in cotto, tuttora visibile.

    Nella II fossa, più piccola della prima, sono schierati 334 arcieri, sia in piedi che in ginocchioni. All’angolo Nord-Ovest della formazione è visibile il generale dello schieramento insieme ad un comandante tutti e due recanti in mano una spada in bronzo. Al lato destro e al centro ci sono più di 264 carri da battaglia, schierati in file longitudinali, tra esse spicca il carro da comando che serviva al generale.

    Nella III fossa, chiamata anche del sacrificio, si trovano ossa di animali sacrificati per il Buddha. Con questo ho terminato il mio itinerario all’esercito di terracotta, che rimarrà impresso nella mente per tutta la mia vita.

    Comunque tuttora stanno scavando fosse per cercare di scoprire nuovi schieramenti, visto che è stato provato che questo esercito arriva fino alla tomba dell’Imperatore. Dopo 3 ore di visita, passate senza neanche accorgersene, riprendo l’autobus per tornare a Xian.

    In questa città si mangia abbastanza bene solo nei grandi alberghi durante i grandi "banchetti", dove i servono ricette degli antichi imperatori. Minestra di midollo di zampa di cammello, frittata e spinaci a foggia di monete antiche e per bere birra del posto o vino di riso (bianco, torbido o servito tiepido), questo è ciò che ho mangiato al Ristorante Imperiale Tang. Dopo questo strano, ma buono pranzo mi avvio in albergo per riposare un po’.

    Alle 15.30 mi preparo per girare la città in bici. Vicino al mio hotel, per fortuna, si trova un deposito per il noleggio di biciclette, molto diffusi in tutta la Cina.

    Chiedendo al noleggiatore una bici, esso mi risponde con dei gesti che mi fanno capire che lui ha bisogno di un documento e un piccolo deposito in denaro. La città è dotata di grandi piste ciclabili, molti ciclisti viaggiano affiancati chiacchierando e scambiandosi opinioni, obbligando le macchine a viaggiare alla loro velocità.

    Xian di origine antichissime (rovine neolitiche di Banpo, 8000-6000 a.C.), fu capitale della Cina per ben 11 dinastie imperiali. Essa durante questo periodo fu molto ingrandita fino ad arrivare a 1.500.000 di abitanti. Intorno alla città si estendevano ben 108 quartieri abitativi: ogni quartiere era cinto da un muro, le cui porte venivano chiuse ogni sera. In questi quartieri si concentrarono residenti e mercanti stranieri, afgani, persiani, turchi, arabi, siriani e indiani ognuno autorizzato a predicare la propria fede e cultura. In ogni quartiere c’erano depositi di merci, visto che Xian era il punto di partenza della Via della Seta. Nel 1564 i Ming costruirono le attuali mura. Oggi la città conta circa 3 milioni di persone nei suoi 7 quartieri e 6.500.000 di persone comprendendovi gli abitanti dei 6 distretti rurali.

    Facendo qualche Km dal mio albergo mi ritrovo proprio davanti alla porta Ovest, dove si racconta che Marco Polo passò con il suo carico di preziose e misteriose sete.

    Le mura dei Ming sono state in gran parte restaurate e riportate all’antico splendore del XIV secolo, aggiungendo perfino dei lampioncini rossi per rendere più bella la visione delle mura di notte.

    All’esterno presentano 6.000 merli che non si vedono dall’interno, 4 torri di difesa agli angoli e una torre di guardia vicino ad ognuno degli ingressi fortificati posti ai 4 punti cardinali. Il fossato esterno è stato ricoperto. All’interno delle mura sono stati costruiti ristoranti e negozi, molto carini d’aspetto.

    Finito il mio giro in bici, sono tornato in albergo con le gambe distrutte dalla fatica. Dopo aver cenato nel ristorante dell’albergo mi sono sdraiato sul letto pensando già al giorno dopo.