12 Ottobre 2002

Parigi - Aeroporto Charles De Gaulle
Che emozione, quasi quasi mi fermerei qui, anche per non dover prendere un altro aereo...per nove ore! Il volo per Parigi e' stato piuttosto tranquillo, a Roma c'era bel tempo, maestrale e cielo limpido (sembra un bollettino meteo) e in netto contrasto con la grigissima giornata dell'altro ieri (matrimonio!) in cui abbiamo dovuto produrci in una danza evocativa del sereno...
E' dunque iniziata circa tre ore fà la nostra avventura cubana e per il momento procede tutto secondo i programmi. Francesco ha trovato una farmacia ed è tutto contento di poter arricchire il suo assortimento di medicinali vari...

 

13 Ottobre

Havana - Aeroporto Jose Marti
ore 4:30 (10:20?)

Ho passato la dogana, aspetto che Francesco la passi a sua volta e due pensieri funesti mi tormentano:
1. lui non passerà mai e andrò in giro da sola per 15 gg per Cuba
2. mi requisiranno il quaderno quanto prima.
Ogni persona passa almeno 5/10 minuti alla dogana e viene interrogata circa le ragioni del viaggio, il lavoro svolto in patria, ecc...
Intanto Francesco è arrivato: l'interrogativo successivo è il seguente: troveremo mai i bagagli???
NB: vogliono 1 $ per il carrello portabagagli!

ore 8:30
Con i bagagli è andata bene, ogni volta agli aeroporti tiro un sospiro di sollievo quando vedo comparire le mie valige.
Un tassista ci ha portato in albergo per 18 $, ma credo che il tutto sia molto abusivo. In ogni caso ci ha raccontato un pò di cose e dato un pò di consigli, tipo quello di evitare di guidare a Cuba di notte. Abbiamo anche capito perchè...non esistono indicazioni stradali e la gente passeggia allegramente sulle autostrade!
Ora siamo a colazione, sulla terrazza al sesto piano del nostro albergo. Si vede tutta la città, la terrazza è bellissima. Improvvisamente siamo ripiombati nell'estate e non fa nemmeno un caldo soffocante, spira una brezza piacevole. Posso al momento dire che si respira un'aria di profonda decadenza, alla quale non sarà facilissimo abituarsi. Ieri sera una tipa ci si è avvicinata mentre prendevamo le valige dal taxi. Pensavamo volesse accattonare e la cosa mi aveva infastidito. In realtà voleva soltanto una rivista e Francesco gliela ha data. La sua espressione di gratitudine mi ha impressionato...

ore 9:00
Tornati nella stanza dopo colazione...come l'impressione che ci ha dato la prima vista di Havana dall'alto, così anche la nostra stanza ha un'aria di decadenza: sembra di essere in un romanzo di Marquez. C'è un odore (puzza?) di muffa molto molto forte e la stanza è spoglia e ...non so che altro dire, se non che mi ricorda molto le belle descrizioni nei libri sudamericani. Chicca ha finito la doccia, ora tocca a me e poi...a piedi per l'Havana Vecchia!

ore 15:00
Non si può evitare di scrivere, qui c'è bisogno di non dimenticare nessuna sensazione. Ora piove, c'è un caldo torrido. Abbiamo ceduto ad un "cicerone" cubano, che per 10 $ ci ha portato in giro tutta la mattina e ci ha mostrato un paladar in cui ceneremo questa sera. Ci ha raccontato molte cose su Cuba, la Rivoluzione e Fidel. C'è tanta stanchezza, tra la gente, per come vanno le cose da decenni.
Abbiamo comprato per 5 $ un libro del 1939 sulla storia di Cuba.

ore 21:00
Siamo nel paladar che abbiamo prenotato nel pomeriggio. Stiamo mangiamdo ARAGOSTA. L'abbiamo mangiata anche a pranzo, solo che un nugulo di mosche inferocite ci ha importunato tutto il tempo. Speriamo vada meglio questa sera! Nel pomeriggio abbiamo avuto un breve tracollo, con sonnellino di 3 ore, non penso di aver mai dormito 'si profondamente...

 

14 Ottobre

Havana
ore 8:00

Riflettendo riguardo la giornata di ieri ho concluso che abbiamo dormito:
- dalle 16:00 alle 19:00 (dalle 22:00 all' 1:00 in Italia)
- dalle 23:00 alle 5:00 (dalle 5:00 alle 11:00 in Italia)
avendo dovuto interrompere il sonno per esigenze di nutrizione. Quindi abbiamo totalmente ignorato il fuso orario e dormito negli orari italiani! L'aragosta era stupenda e anche il ristorante in cui ci ha portato il notro cicerone.

Abbiamo anche preso il COCOTAXI (ovetto), una sorta di motorino a 3 ruote che qui è un taxi statale. E abbiamo comprato sigari di contrabbando, che non abbiamo ancora idea di come far passare alla dogana senza essere arrestati e trattenuti a Cuba a tempo indeterminato! Ora siamo sulla spendida terrazza dell'albergo per la colazione. E' molto difficile abituarsi al mix degli odori di questa città e altrettanto difficile identificarli tutti. Oggi però dalla terrazza abbiamo visto distintamente la raffineria e realizzato che l'odore forte di "nafta" potrebbe essere causato da questi impianti di raffinazione che incombono sulla città.
Per strada si vedono parecchie persone, oggi per i cubani è un giorno lavorativo.

ore 13:45

Elenco delle cose comprate oggi al mercato dell'artigianato:
- collanina e braccialetto di corallo nero
- maracas
- bicchieri-tazze-bottiglia di terracotta
- 2 matite etniche
- 2 collanine, 1 piatto grande decorato, 1 piatto piccolo
- 2 quadri dipinti a mano
- 1 cappello dei militari della Rivoluzione
Ora siamo nel ristorante in cui abbiamo pranzato ieri, in attesa di farci nuovamente massacrare dalle stesse mosche inferocite che ci hanno deliziato ieri. Questa mattina abbiamo visitato il Museo del Trionfo della Revolucion (oltre al mercato!)

ore 18:45
AAAaarghh!
Abbiamo un piccolo problema con i soldi. Preferisco non parlarne fin quando la cosa (in un modo o in un altro) non si risolverà.
Mi innamoro lentamente di questo posto. Dell'atmosfera, delle contraddizioni, dei cocktails (tipo il Daiquiri che abbiamo bevuto poco fà e che mi sta annebiando la vista, da cui il tremore della scrittura...)
Speriamo bene per i soldi, ci sono ancora tante e tante cose da vedere aqui !

 

15 Ottobre

Havana
Ore 8:50

Siamo in banca, presto sapremo se le nostre carte di credito qui sono considerate dei semplici pezzi di plastica. Da notare che si tratta della seconda banca in cui entriamo, avendo la prima i terminali fuori uso! Ieri sera abbiamo mangiato l'aragosta più grande del mondo...buonissima! (a 15 $) Abbiamo anche bevuto un Mojto alla Bodeguita del Medio. Il locale sembra essere identico a quando era frequentato da Hemingway.
C'era un vassoio su cui lo scrittore ha lasciato un "verso" (My Mojto en la Bodeguita, My Daiquiri en La Floridita). Mi è rimasto in mente e da stamattina me lo ripeto...

Siamo molto contenti di lasciare l'albergo, che in realtà è molto bello nel suo stile coloniale, ma le cui stanze sono un tantino opprimenti, con quel fetore di muffa e l'umidità che impregna todo!

Autopista

ore 11:45

Sull'autopista...il contachilometri segna Km 131.700 (!!!)

Guamà
ore 13:30

Siamo a Guamà, all'allevamento di coccodrilli. Stiamo per mangiare, ma non abbiamo avuto il coraggio di ordinare la bistecca di coccodrillo; casomai dopo chiedo al cameriere se è possibile assaggiarne un poquito. L'autopista consiste in una distesa di asfalto di svariate corsie, mai manutenuta dall'epoca della sua costruzione. Lo svincolo dall'Avana era costellato di crateri e credo sia un miracolo che la macchina non si sia disintegrata. La cosa più spettacolare dell'autopista è la sua popolazione, tanto di esseri umani quanto di automezzi. Ci sono biciclette, macchine d'epoca, camion, carretti e quant'altro. Il motore più diffuso è il cavallo, e meno male vista la qualità della benzina e della combustione (da ingegnere ambientale noto subito questo genere di cose, deformazione professionale!). Per arrivare qui abbiamo attraversato un borgo, o meglio un sobborgo. Si comincia ad intravedere la condizione in cui vivono le persone al di fuori delle grandi città. Stamattina siamo riusciti a prenotare le 5 notti a Guardalavaca alla cifra (modica) di 158 $ a notte, todo incluido. Il prezzo è stato un ottimo affare visto che ieri mattina era di 184 $, nel pomeriggio era lievitato a 190 $ e stamattina era un numero non meglio precisato, nell'intorno di 200 $. Alla fine abbiamo chiuso per 158 $ per notte...un affarone. NB: somiglia un pò alla quotazione in borsa della FIAT.

Trinidad
ore 21:00

Siamo a Trinidad. Abbiamo fatto solo una piccola passeggiata in paese perchè pioveva, ma è stato sufficiente per capire che è un posto bellissimo. Sembra di camminare nel set di un film western, il tempo si è fermato a 200 anni fa. Sulla strada tra Guamà e Trinidad abbiamo dato passaggi a due o tre persone, l'unico modo per arrivare sani e salvi a destinazione, vista la totale assenza di indicazioni sulla strada, e vista anche la condizione generale delle strade. L'abboccamento a Trinidad è stato fantastico: avevamo l'indirizzo che ci aveva fornito il nostro cicerone habanero, ma all'ingresso del paese un tizio ci ha fermato (era in bicicletta) spegandoci che la tipa della casa in cui saremmo dovuti andare aveva telefonato a qualcuno di imprecisato della "su familia" in quanto non c'erano più posti liberi nella "su casa" e raccomandandoci pertanto per un'altra "abitacione" presso un'altra casa. Il tutto appare alquanto contorto in italiano e in spagnolo posso garantire che è apparso addirittura losco. Sta di fatto che abbiamo parlato prima con la tizia che (presumibilmente) non aveva più camere disponibili (a causa della molta "juvia") e in seguito ci siamo recati nella casa da lui indicataci. Non sono ancora ben sicura di cosa sia successo, probabilmente non era vero nulla di quanto ci ha detto, ma la verità è che sono stati tutti gentilissimi, la casa è deliziosa, tutta in stile coloniale (come tutte le case di Trinidad) e con un delizioso cane (perro) di nome Jake, che non smette mai di fare coccole, e con due orecchie enormi! Abbiamo una stanza abbastanza grande, in cui non c'è il bagno, ma il bagno è vicino e siamo solo noi con la padrona di casa. Abbiamo anche cenato qui e per 7 $ ciascuno abbiamo mangiato (benissimo) le seguenti cose:
- un piatto con pesce (delizioso), banane fritte, patate
- riso con qualcosa di arancione in mezzo
- varie verdure (che come sempre non tocchiamo per paura di qualche malanno intestinale)
- un piatto pieno di frutta (arancia, papaya, banane)
- caffè (ottimo)
La signora e il figlio sono carinissimi, fin troppo. Non cenano con noi, ma una coppia di ragazzi che abbiamo conosciuto nel pomeriggio ci ha detto che è normale che sia così, in quanto a loro non è permesso mangiare le cose che mangiamo noi. Tutto questo non fa che aumentare il mio senso di disagio, la rabbia per le contraddizioni che ogni giorno abbiamo modo di osservare e vivere. Viaggiare nella campagna ha esasperato questo disagio, in quanto ci ha fatto vedere un pò più da vicino le condizioni di vita della gente. D'accordo, forse a loro non manca il cibo, ma sono certa che manca tutto il resto: una casa dignitosa, la possibilità di andare al lavoro con un mezzo di trasporto decoroso (tutti chiedono passaggi ovunque), le scarpe, l'asciugacapelli, a volte l'elettricità. Non ci sono negozi e non si trova nulla, ma per un turista è possibile comprare davvero tutto. Io trovo tutto ciò terribile e mi commuovo per lo spirito amichevole e un pò rassegnato di questa gente.

 

16 Ottobre

Trinidad
ore 8:30

Mucha, mucha, mucha juvia, che non accenna a smettere nè a disintensificare, un vero torrente d'acqua ch scende dal cielo. Penso che sarà una lunga, lunga giornata.
ore 9:00
Abbiamo appena saputo dalla signora che siamo nel bel mezzo di una bellissima perturbacion ciclonica, con mucha juvia e poco vento, che si sta allegramente spostando verso la zona sud-est, e quindi esattamente dove stiamo andando noi e segue pedissequamente il nostro itinerario (muj bien!). Del resto questa è la stagione delle piogge, possiamo solo augurarci che passi in fretta, così da farci godere qualche giorno di mare. La colazione in compenso è stata buonissima. La cucina creola è molto simile alla nostra ed è molto ricca.

Hanno delle banane piccoline molto buone e abbiamo scoperto che hanno la nostra stessa machinetta del caffè!
Comunque ci sono parecchie cose da vedere qui a Trinidad. Anche con la pioggia possiamo visitare un pò di musei. Sempre che torni la corrente!


ore 14:40

Siamo bloccati nel patio di un locale in cui abbiamo bevuto un cocktail dal nome strano e di difficile pronuncia (kamchanka, boh?)...chanchanchara. Si fa con il miele, il rum e il succo della canna da zucchero. Abbiamo visto spremere la canna da zucchero, in uno strano marchingegno di legno con due lame. E' incredibile la quantità di succo che si riesce ad ottenere dalla canna. Se ripeteranno l'operazione più tardi proverò a fotografarli. Tanto siamo bloccati qui sotto da una pioggia torrenziale... C'è un tizio che suona due tamburi in modo sensazionale, l'ho già fotografato. Sempre di più si ha l'impressione di essere a Macondo, o in qualsiasi scenario da libro di Marquez. Non mi dispiace poi tanto di essere bloccata qui.
Da turisti si ha sempre fretta, sempre con la smania di vedere più cose possibili, senza mai soffermarsi a respirare l'atmosfera del luogo. Questa immobilità un pò forzata a Trinidad è quasi un invito alla riflessione. Il tizio che suona qui è davvero un fenomeno. Un grande animatore che è riuscito a farci dimenticare la pioggia. Per pranzo abbiamo mangiato un ottimo pescado per 8 $.

ore 20:35
(Credo di aver quasi del tutto soddisfatto il mio desiderio di aragosta, con la cena di stasera. Ho raggiunto quello stato vicino alla nausea che nella vita ho sempre bramato raggiungere nei confronti di questo inavvicinabile crostaceo. Provando a fare due conti mi sembra di ricordare di aver mangiato aragosta 4 volte in 4 giorni, il che mi sembra una buona media, considerando anche la quantità delle singole porzioni. Chiudo la parentesi). Abbiamo chiesto alla signora che ci ospita l'indirizzo di una casa particular a Camanguey. Lei ce lo ha prontamente fornito. Dice inoltre di non dare retta ai "bicicleteros" che troveremo all'ingresso della città, in quanto inventeranno ogni sorta di storia per condurci in un altro posto (!!!??)

ore 20:45

Domani mattina partiremo per Camanguey.
Personalmente parto da Trinidad con la morte nel cuore. Ho trascorso qui due giorni bellissimi, nonostante la perturbazione ciclonica che non ci ha dato trega. Nel pomeriggio siamo stati a fare un giro in macchina con due ragazzi di Verona (Paola e Alessadro) che abbiamo conosciuto al nostro arrivo in città. Abbiamo percorso una quindicina di Km ad est di Trinidad, alla volta di uno splendido belvedere indicato sulla guida (bellissimo!) e di un'ex residenza signorile di qualche signorotto che possedeva delle piantagioni di canna da zucchero. Da una torre alta 44 metri era possibile controllare gli schiavi che lavoravano nei campi. Devo confessare di non aver avuto il coraggio di salire fino alla cima, la scala era davvero inquietante. Prima di salire abbiamo incontrato una ragazza del villaggio adiacente la residenza (oggi un ristorante) che ha tentato di venderci 5 collanine per 1 $. Abbiamo detto che avremmo fatto l'acquisto una volta scesi dalla torre, ma ad aspettarci al varco c'era anche un'altra ragazza con altre collanine, che ha rifiutato il dollaro in cambio della maglietta di Francesco, che è stato costretto a spogliarsi per le insistenze delle ragazze e di tutti noi che assistevamo alla scena. Morale della favola: siamo andati via con 10 collanine, un dollaro e una maglietta in meno, e Francesco (nudo) e scioccato per non aver potuto fare di più per rendere un pò più felici quelle ragazze. Abbiamo deciso di andare sempre in giro con qualcosa da regalare (siamo partiti da Roma con una ventina di saponette all'uopo). Se possibile mi piacerebbe andare domani stesso nel villaggio. Il ricordo della ragazza con indosso la maglietta di Francesco ci accompagnerà per molto molto tempo (ed è documentato da una foto).
NB: trattavasi di magliettaccia gialla della Levis che Francesco non indossava più da decenni.
Poi siamo stati alla Playa Ancon, la spiaggia più nota di Trinidad. Niente di entusiasmante, ma è stato bello finalmente vedere l'oceano. Ho scattato una foto ai ragazzi di Verona con la loro macchina fotografica, e mi sono ripromessa di procurarmi al più presto una macchina fotografica un pò più decente rispetto alla nostra dotazione attuale (devo chiedere a papà di dare un'occhiata alla sua per vedere se è ancora utilizzabile). Oggi ho capito che ci vorrebbe molto più tempo da trascorrere in quest'isola. Forse non avremo più la possibilità di fare il bagno nella piscina naturale con le cascate che si trova a qualche Km da qui, o di fare l'escursione a cavallo sulla Sierra. Le meraviglie sono tante e il tempo così poco... Stasera il tempo sembrava essere un pò cambiato, e abbiamo potuto vedere degli squarci di sereno. Speriamo bene per domani, soprattutto in vista del viaggio che ci aspetta.

 

17 Ottobre

Trinidad
ore 8:30

Ci siamo svegliati con il sole e con il gallo Dicono che la perturbazione tendesse a spostarsi verso il sud, il che significherebbe che la rincorreremmo con la macchina.
Speriamo di no!
Oggi è una giornata di viaggio e come prevedevo mi sento triste per dover lasciare Trinidad. E' troppo bello questo paese. Ieri sera c'era gente in giro a differenza della prima sera qui. Eravamo con i ragazzi di Verona e con un'altra coppia di fiorentini. Abbiamo parlato di Cuba e dei Cubani. Tutti noi che siamo qui abbiamo bisogno di condividere le nostre impressioni, perchè tutti rimaniamo colpiti da quanto ci ha accolto in questa singolare e bellissima isola.

Camanguey
ore 18:00

Siamo arrivati a Camanguey all'ora di pranzo, e chiaramente ci ha subito catturato un bicicletero. Chiaramente ci ha raccontato una storia riguardo il fatto che la padrona della casa dove saremmo dovuti andare non aveva più stanze libere, E' stato invadente ma tuttavia gentile, e ci ha accompagnato dal presunto figlio della padrona della casa di cui eravamo alla ricerca, il quale ci ha indicato un altro posto. Morale della favola: ci siamo installati in questa casa per 20 $ più due di parcheggio, e stasera ceneremo qui per 5 $ a testa.
Camanguey ci ha fatto sulle prime una pessima impressione. Il solito caos, disordine e sporcizia.Case in stile coloniale si alternano a baracche senza speranza. E' stato difficile addirittura trovare un posto in cui pranzare. Alla fine siamo entrati in un "Grand Hotel" e abbiamo mangiato pollo fritto in compagnia di un italiano di mezza età che ci ha raccontato un pò di cose sulla sua vita.
Da quanto abbiamo appreso alterna la sua vita tra Cuba e la Brianza. Ha una donna qui, e devo dire che a Camanguey abbiamo visto un jineterismo spinto all'eccesso, ai limiti della prostituzione.
E' pieno di ragazze dai modi provocanti e volgari che si accompagnano ad occidentali attempati. Nel pomeriggio siamo stati abbordati da un tizio con un "bicitaxi" che ci ha portato in giro per la città in risciò facendosi un azzo impressionante per 12 $(ne aveva chiesti 10 ma gliene abbiamo dati volentieri 2 in più).
E' stato un ottimo cicerone e una bravissima persona. Ci ha portato in un mercato particular di cubani veramente pittoresco, di generi alimentari, frutta e verdura. Al termine della gita ci ha lasciato vicino ad una grande chiesa, che all'apparenza sembreva chiusa.
Dalla finestra abbiamo chiesto ad una signora che si trovava all'interno se era possibile visitare la chiesa (eravamo in orario di apertura). Ci ha aperto un portone e ha chiamato una tipa che ci ha fatto da guida raccontandoci tutta la storia di tutte le parti della chiesa (in italiano) per 0 $.

ore 21:30
Sono davvero frustrata per il modo in cui siamo stati abbindolati oggi. Alla fine abbiamo trovato la casa della signora da cui saremmo dovuti andare; ci stava aspettando ed era preoccupata per il nostro ritardo. Non ho potuto fare altro che spiegarle la situazione, in italiano, quindi non so fino a che punto possa avermi capita. Le ho poi consegnato i biglietti da visita che la signora di Trinidad mi aveva pregato di portarle, e scusandomi ancora l'ho salutata.
Abbiamo deciso, per Santiago, di accordaci in precedenza con la signora della casa particular in cui intenderemo alloggiare, per un appuntamento da qualche parte, in modo da non cadere in trappola un'altra volta. La casa qui non è proprio male, e come sempre i proprietari sono gentili e compiacenti. Quello che mi amareggia è il fatto di essere stati nuovamente presi in giro. I bicicleteros sono dei veri e propri procacciatori.
Entrambe le volte ci hanno aspettato all'ingresso del paese e a nulla è valso trattarli male e cercare di allontanarli. Hanno un istinto disp erato che li porta ad attendere i turisti un pò sprovveduti come noi. Mi chiedo dov'è il socialismo se sono disposti a tutto, anche a farsi le scarpe a vicenda per qualche dollaro di ricompensa. Sono davvero triste stasera, ma forse un pò è la nostalgia di Trinidad
Domani sera saremo in un villaggio "alla inclusive" a playa Esmeralda, per cui non credo che ci sarà molto da raccontare o da scrivere, eccetto la descrizione delle lunghe ore trascorse sotto il sole dei tropici!

 

18 Ottobre

Camanguey
ore 8:20

Dopo due giorni in cui siamo andati a letto tardi, questa notte abbiamo dormito per abbondanti 8/9 ore. Speriamo di arrivare al pomeriggio meno stanchi di ieri.
Mi sono svegliata ancora con il ricordo di quanto accaduto ieri.
Avevo e ho una voglia insana di prendere a schiaffi i due ragazzi che ci hanno adescato ieri, soprattutto perchè mi è dispiaciuto moltissimo vedere l'espressione della signora che ci aspettava per la camera.

Il lato positivo è che in questa casa c'è un bel terrazzino in cui ieri sera abbiamo cenato e fatto cruciverba e in cui stamattina abbiamo fatto colazione. La colazione oggi è consistita in:
- caffè
- succo di arancia
- guayaba (buona!)
- banane
- pane e burro
- FRITTATA!
La frittata è stata una mia responsabilità: il padrone di casa mi ha chiesto se avessimo preferito huevos fritas o tortillas, e io ho risposto TORTILLAS!
Abbiamo dovuto onorare la cucina di questi premurosi ospiti e ci siamo beccati la frittatina alle ore 8:00.
Qui è pieno di anatre e galline, quindi abbiamo potuto godere di una colazione molto bucolica. Sento che stanno facendo le pulizie in casa.
L'aspetto della nostra stanza e del bagno è desolante, tutto sembra sporco. La realtà è che nulla è sporco, ma tutto incredibilmente vecchio e fatiscente.
Ripenso alla scelta fra quaranta tipi differenti di lavello per la nostra nuova casa, e rivedo il lavabo della cucina qui: non c'era praticamente più lo smalto, e aveva un bruttissimo aspetto. Riguardo il clima oggi sembra una bella giornata.
Mi auguro di trovare il sole sulla costa orientale, verso la quale siamo diretti.
Visto che ci metteranno un simpatico braccialetto fosforescente intorno al polso e che diventeremo fauna da villaggio turistico, speriamo almeno di poter assumere un bel colorito tropicale.


Guardalavaca
ore 19:00

Siamo in paradiso! La nostra stanza qui è grande più o meno quanto la casa di via Artom. La spiaggia è bellissima, il mare oltre ad essere stupendo ha una temperatura di circa 28 gradi.
La sabbia è bianchissima e anche all'ora di pranzo non è bollente (la confronto con quella di Francavilla).
La cosa più bella qui è che arrivi in questo ghetto per turisti senza neanche accorgetene. Le abitazioni sono basse e perfettamente inserite nel paesaggio.
Fa piacere vedere che ogni tanto le cose vengano fatte con un minimo di criterio, senza eccessive violenze sull'ambiente e il paesaggio.
Qui ci sono 5 ristoranti e numerosi bar. Ti siedi, prendi quello che ti pare e ti alzi e te ne vai (il miracolo del "todo incluido").
Da qui si possono godere appieno le notti tropicali, che sono semplicememnte divine.
Dico tropicali perchè qui di cubano c'è veramente poco. Siamo in un universo parallelo a prendere una tintarella, tutto qui! (però già un pò mi mancano le strade cubane e le Case della Trova...non diciamolo a Francesco!).

Continua >>>