21 Ottobre
Guardalavaca
ore 21:00

Come avevo previsto non c'è stato molto da scrivere in questi giorni trascorsi a Guardalavaca.
Re-impugno la penna la penna oggi per dare sfogo alla mia tristezza, cagionata da una persistente dissenteria che mi ha rovinato la giornata.
A parte la mancata giornata di mare, devo rilevare la totale rinuncia a pranzo e la limitazione della cena al solo riso in bianco e pesce alla piastra (il pargo: ma che pesce è?).
Ricordo che il buffet è largo circa 200 mq, il che può spiegare solo in parte la mia frustrazione: per capirla appieno bisognerebbe averlo visto.

Devo dire che questo posto, nonostante le sue meraviglie, intorpidisce un pò il cervello.
Dopo giorni trascorsi in giro per le città, a tutte le ore con il sole a picco, senza le grandi comodità di cui usufruiamo qui, adesso ci troviamo a lamentarci della fatica per arrivare al MARE o della qualità del caffè espresso!
Bisognerebbe, per quanto possibile, ridurre all'osso la permanenza in questi villaggi altrimenti si corre il rischio di trascorrervi 15 giorni in piscina (perchè l'acqua del mare è mossa) a mangiare scaloppine al vino (a Cuba!).
La citazione trae spunto da un caso documentato di coppia in viaggio di nozze a Varadero; l'aneddoto ci è stato raccontato dalla coppia conosciuta a Trinidad.
Stamattina abbiamo avuto la prima vera disavventura "autostradale".
Siamo partiti molto presto diretti a Santiago. Pensavamo, in questo modo, di evitare il soggiorno a Santiago dopo la partenza da qui, in modo da risparmiarci gli ultimi due giorni di macchina.
Abbiamo infatti deciso di riavvicinarci a L'Havana fermandoci ancora due notti a Trinidad e l'ultima notte a Santa Clara (in modo da poter visitare il mausoleo del Che).
Morale della favola, mi limito ad elencare la sequenza completa degli eventi che hanno avuto luogo tra le 7.00 e le 11.00 di esta magnana (manana):
- primo tentativo di fare colazione, fallito perchè la sala non era ancora aperta
- partenza per Santiago
- caricamento in macchina di un militare + un contadino, fuori dall'albergo fino ad Holguin
- imbocco della strada (sbagliata), o presunta "scorciatoia" per Santiago
- caricamento in macchina, su invito di un funzionario addetto al presidio delle strade, di:

  • una signora evidentemente asmatica
  • una sua accompagnatrice
  •   e accompagnamento di entrambe all'ospedale
    - ingresso in un paese fantasma (non rilevabile su alcuna mappa) di nome Saint German e arrivo all'ospedale
    - richiesta e ottenimento di indicazioni per Santiago
    - raggiungimento di una strada sterrata in mezzo a campi di canna (trattavasi effettivamente della strada per Santiago, ma il nostro cuore e il forte desiderio che la Matiz in nostra dotazione ci riporti a L'Havana, ci ha fatto optare per il rientro a Guardalavaca)
    - rientro a Guardalavaca, non senza caricare due tipette in divisa del ministero dell'interno.
    (Sulla strada tra Camaguey e Guardalavaca, l'altro giorno, avevamo dato un passaggio ad una scolaretta che tornava a casa per il fine settimana). In finale si può concludere che stamattina abbiamo svolto un vero e proprio servizio pubblico.
    Poi è iniziata la storia della mia dissenteria, di cui ho già fatto cenno. Speriamo bene per domani, almeno potrò mangiare un PERRO CALIENTE (ovvero hot dog).
    Sarebbe carino se anche noi in Italia lo chiamassimo CANE BOLLENTE!

    22 Ottobre
    Guardalavaca
    ore 14:00

    Abbiamo appena finito di pranzare, l'ultimo pranzo qui al Melia. Da domani inizia l'ultimo breve periodo del nostro vgabondaggio. E' ormai deciso che domani sera saremo nuovamente a Trinidad, e venerdi a Santa Clara. Oggi ho un pò nostalgia di Roma. Forse sono solo un pò deboluccia e alquanto spaventata per la mega gastro-entero-colite di cui sono vittima, e che tra le altre cose mi è costata 32 $ di consulto medico (prezzo sborsato per sentirmi dire di prendere una quantità esagerata di Imodium).

    In questi ultimi giorni il villaggio è stato bellissimo, essendo partita la comitiva di 200 bergamaschi/bresciani che ci hanno "allettato" al nostro arrivo. Un pò rumorosi e tracotanti, fanno onore alla fama degli italiani all'estero Mi sono resa conto che c'è tutta una categoria di turisti i quali si comportano all'estero come se pensassero di trovarsi a casa propria: vogliono il caffè espresso corretto, pretendono che si parli italiano solo perchè reputano che il prezzo pagato per il soggiorno comprenda anche questo diritto. Soggiornano in un villaggio stupendo la cui caratteristica principale, oltre all'abbondanza di confort, è la discrezione, e pretendono l'animazione con gli "sketches" (evidenzio che qui l'animazione prevede una serie di speattacoli serali bellissimi, con ballerini bravissimi, che provano tutta la mattina per prepararsi all'esibizione serale). Senza contare che vengono a Cuba, un'isola ricca di storia e di cultura, e con una situazione socio-politica che non smette di stupirci ogni giorno, e ignorando completamente tutti questi aspetti, agiscono come se fossro in Brianza. L'italiano medio è davvero provinciale. Il mio pranzo oggi non è stato molto dissimile dalla cena di ieri sera: riso in bianco e pargo alla griglia. Mi sono concessa due pezzetti di pizza bianca, e tutto per tenermi libera per la cena di stasera in uno dei ristoranti qui dentro. A Trinidad abbiamo pensato di fare un'escursione. Ci hanno detto che è possibile raggiungere a cavallo una cascata molto bella, con una piscina naturale in cui è possibile fare anche il bagno.

     

    23 Ottobre
    Guardalavaca
    ore 13:45

    Abbandonata la "gabbia dorata" di Guardalavaca, siamo a metà strada per Trinidad. Ci siamo fermati in un posto a caso, distrutti dalla fame (almeno io!) e siamo finiti precisamente in un posto chiamato "Motel Florida", dove abbiamo mangiato riso con fagioli e fettina di maiale (cerdo) per 14 $.
    Decisamente caro! Non è banale a Cuba trovare un ristorante, per cui bisogna sapersi accontentare!

    Trinidad
    ore 17:30

    Siamo a Trinidad! O meglio, alle porte di Trinidad. Speriamo di riuscire, almeno stavolta, a dormire nel posto da noi deciso. No more bicicleteros! Ora ci siamo fermati al mirador in cui siamo stati con Paola e Alessandro. Stiamo chiacchierando con due tedeschi e un francese.

    Molto elettrizzante! Questo posto è davvero bellissimo.
    NB: i tedeschi si sono alla fine rivelato belgi!

    ore 21:00

    Siamo al sicuro, nella "nostra" casa particular a Trinidad, dove abbiamo trovato il nostro perrito Jake ad aspettarci. Francesco non smette mai di giocarci e di fargli le coccole.
    Abbiamo mangiato pescado, e abbiamo scoperto trattarsi di "pargo" anche qui.
    Che pesce sia ancora non lo so, ma è certo che avrò una crisi di astinenza da pargo quando tornerò a Roma, visto quanto ne sto mangiando qui.
    Oggi abbiamo percorso più di 500 Km e la stanchezza si fa sentire. Ci abbiamo impiegato poco più di 8 ore.
    Qui il tempo ha un altro valore e un altro significato, rispetto a quello cui siamo abituati. Le strade non sono delle migliori, ma ciò che più rallenta la marcia è il popolo che vive sulle strade.
    Nella maggior parte dei casi ci si trova a dover superare un camion gigante e vecchissimo, pieno di cubani, che a sua volta sta superando un carretto trainato da cavalli, mentre nella corsia opposta ti viene contro un risciò!
    E sono storie vere, nulla di inventato a scopo comico!
    Ripensando al pranzo al Motel Florida, credo che ancora stiano festeggiando per essere riusciti a scucirci 15 $ per una fettina di maiale.
    Neanche a dirlo, qui i listini prezzi non esistono. In un posto in cui si paga in moneta locale, e poco frequentato dai turisti, il prezzo è qualcosa che si inventa lì per lì. Il mio reportage fotografico è seriamente compromesso, dal momento in cui oggi è morta la batteria della macchinetta fotografica.
    Non abbiamo neanche provato a cercarne una in qualche negozio. In questi frangenti rimpiango di non essere andata in vacanza a Londra!
    Per quanto riguarda la giornata di domani, ci siamo accordati con un amico della padrona di casa per una gita a cavallo verso una cascata ai piedi della quale è possibile fare il bagno.
    La gita comprende anche la visita ad un vecchio ingenios (zuccherificio) e ad una piantagione di canna da zucchero, il tutto per 15 $ più il prezzo del biglietto per entrare nella riserva.
    Chiaramente la nostra guida ci ha tenuto a precisare, non appena ci siamo accordati, che agli altri turisti che verranno con noi ha chiesto 4 $ l'ora, dandoci ad intendere che abbiamo realizzato un grande risparmio.
    Qui tutti, da quando siamo arrivati, ci hanno tenuto a precisare che eravamo oggetto di un trattamento di favore, a cominciare dal tizio che voleva venderci sigari all'Avana, a seguire con il paladar in cui abbiamo mangiato aragosta qui a Trinidad.
    Il bello è che lo fanno APPENA ti conoscono: non si rendono conto che così non sono credibili? Comunque, riguardo domani, devo dire che tanto io quanto Francesco siamo abbastanza terrorizzati dall'idea di salire su un cavallo!
    Speriamo solo che sia un vero brocco...
    A proposito del valore del tempo, oggi a Guardalavaca ci siamo fermati a fare il pieno presso un distributore (viaggiamo sempre con il serbatoio pieno, non è esattamente facile trovare stazioni di servizio, e se ci sono non è detto che abbiamo benzina!). C'era un'enorme autocisterna, anche se chiamarla così è un eufemismo visto quanto era vecchia e malridotta, che veniva riempita da un tizio in piedi sulla sua sommità, con la pompa della benzina. A parte le condizioni di sicurezza inesistenti, o meglio il grave pericolo cui era esposto chiunque si trovasse nel raggio di 500 metri e più, io credo che per riempirla tutta ci siano volute almeno due ore!

     

    24 Ottobre
    Trinidad
    ore 8:30

    In realtà anche io ho un pò paura, non come Francesco ma anche io non ho molta dimestichezza con i cavalli. Tutto è salirci...(!)

    ore 20:00
    Giornata decisamente impegnativa! Innanzitutto è già bello poter essere qui a raccontare la giornata, intendo dire che è bello poterlo fare senza essere seduti su una sedia a rotelle!

    Il paseo a caballo è stato molto ma molto impegnativo.
    I 45 minuti di presunta percorrenza fino alla cascata sono disinvoltamente diventati 1 ora e mezza tra:

    - fango

    - guado di torrenti

    - strade acciottolate con pendenze assurde e strapiombi al bordo.

    La passeggiatina si è trasformata in quanto di più estenuante mi sia capitato in 28 anni. Dico solo che quando sono scesa dal simpatico cavallino non riuscivo neanche a reggermi in piedi ed ero psicologicamente a terra al pensiero che ancora dovevo affrontare il ritorno.
    La cascata era bellissima e abbiamo fatto il bagno in questa sorta di piscina naturale, sotto una grotta piena di pipistrelli!!!
    Il cavallo di Francesco ad un certo punto ha deciso di mettersi a galoppare (questo all'inizio della passeggiata).
    Le nostre guide (palafrenieri?) l'hanno prontamente arrestato, ma non prima che il maritino avesse accumulato una quantità di odio tale nei miei confronti da non smettere più di imprecare e inveire contro di me per tutto il tempo.
    Il mio sedere, come il resto delle mie membra, è seriamente compromesso a tempo indeterminato ma ora e qui posso dire che ne è valsa la pena.
    Se il terrore non ci avesse attanagliato per tutto il tempo avremmo potuto godere di un paesaggio mozzafiato e luoghi inaccessbili in altro modo che non fosse quel dolce quadrupede crinierato e zoccolato.
    Al rientro a Trinidad (a cavallo per le strade del paese mi sentivo davvero in un film western) abbiamo deciso di andare a buttarci alla playa. Siamo stati dalle 14:30 alle 16:00 buttati sulla spiaggia per consolidare il colore e poi siamo tornati a Trinidad, dove siamo andati a prendere una canchanchara (buonissima).
    Sul far della sera ci è capitata la cosa più impressionante dall'inizio del viaggio: siamo entrati in un photoservice per cercare la batteria per la macchina fotografica, una pila strana da trovare anche in Italia.
    Chiaramente non compariva nell'esposizione delle varie pile, allora tanto per toglierci lo scrupolo abbiamo chiesto alla ragazza del negozio informazioni, citando il nome dell'articolo, qualcosa del tipo C136-2. Lei senza battere ciglio ha aperto uno sportello e ci ha fornito l'articolo!
    Cuba è strana: entri in un negozio, chiedi chessò, un pacchetto di caramelle e non ce l'hanno (e comunque non è che siano poi così tanti negozi...), poi invece chiedi una cosa strana e la ottieni al primo colpo!
    Insomma, tutto è bene quel che finisce bene: la passeggiata è stata fatta e siamo salvi. Ci siamo mangiati i boccadillos amorevolmente preparati dalla padrona di casa, abbiamo comprato la pila e ora ci andiamo anche a sentire un pò di musica in piazza. Domani si parte per Santa Clara.

     

    25 Ottobre
    Trinidad
    ore 10:45

    Siamo alla casa della Trova, a Trinidad. Alle 10:45 del mattino suonano la canzone del "Comandante Che Guevara".
    Mi viene da piangere al pensiero di dover partire. Ci stanno suonando "Chan chan" (o come si scrive) che è la nostra sigla di Cuba, così come "Hey Jude" lo era per il nostro viaggio in Irlanda. Anna è partita nuovamente per il secondo turno di ballo, proprio sulla nostra canzone preferita. Devo dire che se la cava bene.

    ore 20:25
    Santa Clara

    Ci siamo installati in una casa particular a Santa Clara.
    Questa volta abbiamo raggiunto con successo l'indirizzo fornitoci dalla nostra ospite di Trinidad, solo che la sua amica non aveva la stanza libera e ci ha mandati da un'altra signora.
    Qui sono tutti super gentili, abbiamo avuto un'accoglienza eccellente. Stasera ceneremo a casa del figlio di questa signora, speriamo di riuscire a fare due chiacchiere, sarebbe bello se per una volta i padroni di casa cenassero con noi.
    Appena arrivati in città abbiamo incontrato una coppia di ragazzi di Milano che avevamo conosciuto ieri alla cascata ed insieme siamo andati a visitare il mausoleo del Che.
    Il mausoleo e il museo si trovano un pò distanti dal centro, e al ritorno mancava la corrente nelle strade; è stato molto inquitante perchè non si vedeva nulla e c'erano come la solito macchine con fari spenti e carretti che sfrecciavano con noncuranza.
    I ragazzi di Milano ci hanno raccontato di aver incontrato Felix a Trinidad, un ragazzo con il quale avevamo appuntamento per il pranzo presso la sua casa, e che pensavamo ci avesse dato buca.
    E' venuto fuori che non ci eravamo capiti sull'orario ed è stato un vero peccato perchè avevamo preparato un pacchetto di cose da lasciargli (un asciugamano per il mare, delle saponette, due magliette).
    Alla fine l'asciugamano l'ho lasciato alla signora di Trinidad, che tra l'altro ci ha fatto trovare la nostro rientro un regalito come requerdo de Trinidad (come se fosse facile dimenticare Trinidad): due splendide tovagliette di lino ricamate a mano.

    ore 22:45
    Abbiamo passato una serata deliziosa con i padroni di casa. Ci hanno preparato una cena fantastica, con una presentazione bellissima di ciascuna portata.
    La cosa più bella a Cuba sono le tavole imbandite, tutte le portate sono servite fin dall'inizio. Stasera c'era:
    - minestra di fagioli neri
    - pollo all'arancia
    - riso
    - verdure crude, burro, pane
    - banane fritte
    - succo di guayaba
    - caffè
    La casa è molto bella, tutta nuova, l'hanno costruita i padroni di casa che sono entrambi laureati in economia, ma che come molte persone a Cuba hanno scelto di non vivere dello stipendio misero dello stato e di lavorare con i turisti.
    Ci hanno spiegato (loro parlavano rigorosamente in spagnolo e noi in italiano misto a spagnolo inventato) che loro devono corrispondere allo stato 100 $ al mese indipendentemente dal fatto che abbiano avuto o meno turisti, più una tassa a fine anno progressiva con il fatturato.
    Abbiamo parlato di politica, di costumi, di letteratura (il padrone di casa, come noi, è un amante de "L'amore ai tempi del colera" di Marquez). Sono veramente felice per la serata e felice di questo viaggio, entusiasta dei cubani che sono un popolo meraviglioso.
    Domani non visiteremo Santa Clara, che non offre molto per i turisti a parte il musoleo di Che Guevara. Al contrario, partiremo in mattinata alla volta di un paesino qui vicino, che si chiama Remedios, e che la guida segnala come un piccolo gioiello, tipo Trinidad, ma ancora più piccola e particolare.
    E' la prima volta che al termine di un viaggio il desiderio di tornare a casa è meno forte della nostalgia che già sento di avere per tutte le cose vissute qui durante questo (breve) periodo.
    C'è la possibilità di tornare, è vero, ma Cuba è così lontana...

     

    26 Ottobre

    Remedios
    ore 11:45

    Siamo giunti in questo paesino circa un'ora fa. Abbiamo già visitato la chiesa e un'esposizione di arte moderna.
    Direi che le attività da svolgere in questo paese finiscono qui. Ora siamo seduti nel giardino di un albergo a bere juco de pina, ossia ananas.
    Abbiamo anche chiesto se è possibile cambiare gli euro in dollari e hanno detto: si, come no?!, in banca, solo che oggi està serrada. Anche dall'albergo è possibile telefonare alla modica cifra di 8.50$ al minuto: economico!
    La strada per arrivare qui non era malvagia, solo che siamo stati in attesa fermi 15 minuti, il tempo impiegato da un escavatore per riempire un camion!

    Aereoporto L'Havana
    ore 19:55

    133921 km contachilometri fine viaggio
    131700 km contachilometri inizio viaggio
    2221 km totali percorsi
    Il nostro volo è in ritardo di svariate ore, il calcolo preciso del ritardo è reso arduo dalla doppia entrata in vigore dell'ora solare nei due continenti, quello di partenza e quello di arrivo.
    Durante tutto il viaggio, ad ogni mercatino, Francesco ha provato a comprare una bandiera di Cuba, ma l'articolo risultava introvabile. Ci sono stati dati appuntamenti impossibili ad orari assurdi da taluni cubani che promettevano di procurarcela, c'è stata chiesta una cifra assurda (tipo 50$) da un tizio che voleva trafugarla nella fabbrica in cui lavorava, motivando il costo con il fatto che la bandera è un "simbolo nacional" e alla fine ci abbiamo rinunciato.
    Dopo il check in alla dogana, costato più di due ore fra pagamento di tasse d'uscita (20$) e interrogatorio da parte dei funzionari preposti (da dove vieni? dove sei stata? primera volta in Cuba? perchè sei venuta? dove hai dormito?) e altri controlli vari, cosa vediamo all'ingresso della zona duty free???
    il più vasto assortimento di bandiere cubane mai viste al mondo, tutte le misure e tutti i prezzi!
    E' incredibile, è una nazione davvero incredibile e bellissima, con la sua gente cordiale e i suoi cieli tridimensionali.
    Vorrei poter dire che tornerò ma non lo so, adesso ho bisogno di un pò di tempo per sedimentare questa bella esperienza e per smaltire la nostalgia.

    27 Ottobre

    casa
    ore 01:00
    EPILOGO

    Siamo a casa, dopo circa 30 ore in giro per il mondo e nonostante il tentato sabotaggio al nostro rientro da parte dell'Air France.
    Il viaggio è finito.
    Ho bevuto l'acqua di casa e mi è subito tornata in mente la Ciego Montero.
    Ho qui accanto a me il depliant del Melia.
    Chiudo qui altrimenti piango.