3 aprile - mercoledì
Al rientro dalle vacanze pasquali non mettiamo nemmeno piede nelle aule. Ci ritroviamo alle 7,45 davanti alla scuola e partiamo per Pracatinat. Ieri c’era un sole stupendo, oggi è nuvoloso e fa freddo. Ci uniamo, sul pullman, alla classe quinta di Bosco Marengo, le cui insegnanti sono alla settima esperienza a Pracatinat. (m/a Paola)
Il viaggio si prevede lungo e per non annoiarci, insieme agli alunni di Bosco, iniziamo a cantare l’inno nazionale. (Giovanni)
Finalmente si parte. Il viaggio in pullman è molto noioso. (Luca C.)
Non so descrivere cosa provo in questo momento: ansia, felicità, frenesia, tante emozioni tutte insieme. Parto euforico, fantasticando su come passerò questi giorni. (Kevin)
Arrivati a Fenestrelle, troviamo un pulmino molto stretto e corto per arrivare meglio fino a Pracatinat. (Francesca L.)
E’ arrivato, secondo me, il momento più critico: la sistemazione nelle camere. Desidero che tutti stiano bene e possano, oltre a lavorare, divertirsi. Sono tutti intorno a me in attesa, c’è davvero uno strano silenzio. La destinazione avviene e tutti (o quasi) sembrano tranquillizzarsi. (m/a Clara)
In camera sistemo le mie vesti: i pantaloni da una parte e le maglie dall’altra. Sono insieme a Naomi ed Irene, proprio come desideravo. Insieme decidiamo i letti.
La camera si affaccia su un balcone molto grande, ma le maestre ci hanno proibito di andarci. Peccato! (Giulia)
Le camere hanno un letto a castello e un letto singolo. Io dormo sopra, Anna sotto di me, Cristina nel letto singolo. Io ed Anna non andiamo tanto d’accordo, ma poi facciamo pace. (Lucrezia)
Dopo la sistemazione nelle camere, ci rechiamo in mensa: grande ed invitante e il cibo è ottimo. (Giovanni)
All’una e trenta noi insegnanti incontriamo le educatrici (Milena e Mariangela) per parlare delle nostre aspettative rispetto a questo soggiorno , concordiamo il percorso e fissiamo le attività. Io lascio la saletta di questa riunione per incontrare la responsabile del Parco Orsiera Rocciavrè, che chiarirà l’organizzazione del centro. (m/Paola)
E’ arrivata una nuova maestra che si chiama Milena e ci insegnerà a scalare le montagne. (Anna)
Nel pomeriggio tra mille fiocchi di neve andiamo nel bosco (per i primi giochi di percezione – n. dell’insegnante) dove troviamo una fornace che serviva per fondere il ferro. Questo veniva portato al Forte delle Valli non distante da qui.
(Giovanni)
Nel bosco vedo abeti, che sono gli alberi di Natale, i pini con gli aghetti a ciuffetti, i larici con gli aghi che stanno per spuntare. Ci sono molti alberi e pochi cespugli, molti sentieri con pigne e rametti. Questo è un bel posto e mi diverto con i miei compagni. (Matteo C.)
"L’albero ritrovato"
di
Matteo G.
Sto esplorando il bosco, è la prima volta che vedo un bosco e sono impressionato. Io ed Alessio notiamo che sul tronco di un albero ci sono degli strani segni.
Mariangela ci spiega che sono di un cervo che si è affilato le corna. (Kevin)
Alle 22,30 bisogna essere in camera, a letto e non far rumore. Io e miei compagni ci siamo messi nel letto sperando di prendere sonno, ma niente da fare, non veniva neanche un po’ di sonno. Poi finalmente zzz…zz…z…z… (Matteo V.)
Dopo la discoteca non è facile addormentarsi. Quando già tutti dormono, la caldaia comincia a far rumore ed in più ci sono i tuoni.
Non solo: Naomi incomincia a russare e Giulia a parlare nel sonno. Finalmente mi addormento con il libro sulla faccia. (Irene)
Io, Alessio e Costel siamo in camera insieme, ci raccontiamo i nostri segreti e abbiamo giurato di non dirli a nessuno. (Kevin)
Credevo di sentire la mancanza dei miei genitori, invece mi sto divertendo e sto aspettando di addormentarmi. (Andrea B .)
Ho fatto purtroppo un brutto sogno e parlo nel sonno. Lucrezia e Cristina si spaventano, ma poi si accorgono che sono io !! (Anna)
La giornata è stata intensa e forse sta per concludersi…forse…Alcuni sono già piombati nel sonno , altri non ancora : qualcuno ha bisogno di compagnia, qualcuno vomita, qualcuno perde il sangue dal naso, qualcuno tenta di vomitare ed ha i lucciconi agli occhi, qualcuno fa finta di aver un grande bruciore agli occhi per mascherare la nostalgia di casa, qualcuno tenta di rimanere vestito sotto le coperte !
Comunque buonanotte a tutti.
(m/a Clara)
(Giovanni)
4 aprile – giovedì
Non è stato necessario aspettare il suono della sveglia, sono le sette e siamo quasi tutti svegli. Ma la montagna dov’è? ( m/a Clara)
Nella notte si udivano tuoni e si intravedevano lampi.
Pensavo portassero pioggia ed invece… NEVICA NEVICA NEVICA. (m/a Paola)
Il pensiero che questa abbondante nevicata possa essere un problema o quantomeno una complicazione per le attività nel bosco, non rovina la mia contemplazione del paesaggio. La neve cade fitta, fitta ed è proprio bello guardarla cadere. (m/a Clara)
Quanta fatica svegliarmi!! (Amelia)
Una tranquilla mattina di neve….no, via in alta montagna con scarponcini e berretto! (Anna)
Purtroppo Mariangela non c’è, la sostituisce Daniele. Ci dà un foglio e ci divide in gruppi per fare il gioco del " Se io fossi…" Io sono finito a fare la formica ( non potevo fare il capriolo o un altro animale!?) (Alessio)
Meraviglia delle meraviglie: è già il secondo giorno di Pracatinat e sta nevicando. Oggi si fa finta di essere un animale e, pensando di essere l’animale assegnato al gruppo, rispondere a delle domande. (Matteo G.)
Nel gioco in cui dobbiamo immedesimarci in un animale, io sono un falco. (Emanuela)
Siamo nel bosco ed io faccio lo scoiattolo ed i miei compagni per coda mi hanno messo un rametto con foglie, per orecchie foglie di pino ed una pigna in mano come nocciolina. (Andrea B.)
C’è tanta neve, io gioco a tirare le palle di neve. Scivolo, accovacciata, giù dal sentiero, spingendomi con le mani. Mi sembra di essere in Albania, mi ricordo quando slittavo con i miei amici. (Cristiana)
Nel gioco del "Se fossi…" sono insieme a tre maschi. Loro non sono contenti di stare con me, io non sono contenta di stare con loro. Si sa, maschi e femmine si odiano. (Giulia)
Dopo pranzo e dopo aver visitato il piccolo museo del Parco, si progettano "trappole" per animali; ogni gruppo ne inventa una originale e diversa dalle altre. Come esca si usano gli avanzi del nostro pranzo: pasta, polenta, verdura, carne, pane. (m\a Paola)
Alle 14 siamo andati al museo dove ho fatto molte foto. Alla fine della visita abbiamo fatto acquisti: poster, cartoline, magliette, cappellini, ecc… ecc… Un po’ di confusione ed eccitazione e poi via a progettare e preparare le "trappoline". (Lorenzo)
A me è piaciuto il museo dove ci sono animali imbalsamati che vivono in alta e bassa montagna o nei prati. Un tipo di uccello che vive in alta montagna è l’aquila o il falco o il gufo reale. Ci sono cervi, cinghiali, ghiri, faine, tassi, ecc…ecc… (Alessia)
Al museo ci sono un sacco di animali bellissimi come il gufo reale, che mi piace talmente tanto che lo vorrei portare a casa. (Costel)
Al pomeriggio Milena ci porta a costruire le "trappoline". Con uno spago leghiamo gli avanzi del mangiare ad un bastone e questo ad un albero. Soltanto che l’albero è in alto su di una rupe. Così, tornando indietro alla base, siamo in discesa e con la neve. E allora… BUM, PATAPUM, cado. Ed ecco "il volo di Cristina dalla rupe" . Per fortuna non mi faccio niente, mi spavento soltanto un po’. (Cristina)
( Matteo V.)
Al ritorno dal bosco, dove abbiamo sistemato le "trappole", io e le mie compagne di stanza ci cambiamo e per non annoiarci giochiamo a carte. Poi alle 18 la maestra Clara ci chiama tutti in saletta per scrivere il diario. Finito il lavoro, andiamo a cena. (Greta)
(Disegno di Francesco)
Dal bosco arriviamo in camera tutti bagnati perché è nevicato e, quindi, noi ragazzi abbiamo giocato con la neve. Ci cambiamo e le femmine vengono in camera nostra.
Ci divertiamo molto. (Marco S.)
Dopo cena vado subito a telefonare ai miei genitori. Non stanno zitti un attimo, mi fanno duemila domande, sono più agitati di me e non mi fanno parlare; ma io sono contento lo stesso. (Kevin)
Dopo cena nel corridoio abbiamo giocato ai "difetti" e poi a dormire. (Emanuela)
Una partita a calcio con pacchetto di fazzoletti di carta mette fine a questa giornata. (m\a Clara)
5 aprile - venerdì
Come da copione, dopo la neve il sole. E’ una fortuna perché , dopo la ricerca delle tracce lasciate dal passaggio degli animali per mangiare il cibo nelle "trappole", ci attende nel pomeriggio la camminata più lunga del soggiorno. (m\a Clara)
(Giovanni)
Sfortunatamente è già arrivato venerdì, domani si parte per il ritorno a casa. (Luca C.)
Giovanni, guardando dalla finestra, vede uno scoiattolo che sale sull’albero. Io e gli altri andiamo a vedere, è proprio vero! (Andrea B.)
Andiamo a vedere se le trappole, che abbiamo messo ieri, hanno attirato gli animali. E’ così, fortunatamente possiamo vedere orme di cinghiali e caprioli.
E’ una ricerca lunghissima, ma siamo tutti ansiosi di trovare delle tracce. (Naomi)
Io ed il mio gruppo andiamo a vedere con cautela se gli animali durante la notte hanno mangiato il cibo.
La scoperta è che oltre ad aver mangiato il cibo, ci hanno anche distrutto la trappola. (Luca B.)
Notiamo che il cibo messo ieri è sparito e sono caduti i rami che io ed mio gruppo avevamo messo. Invece le pigne, che avevamo sistemato intorno, non sono spostate; quindi pensiamo che sia venuto a mangiare uno scoiattolo. (Michela)
La nostra trappola è scattata e noi del gruppo pensiamo sia stato un cinghiale. Non siamo sicuri però, perché i rametti erano tutti spostati non rotti. Il cibo è sparito tutto. (Andrea T.)
Dopo essere andati nel bosco per vedere se avevano funzionato le trappole, ricopiamo le orme degli animali; la più bella è quella del cervo. Mi piace cercare le orme. (Andrea C. )
Pranziamo ed eccoci di nuovo in piedi, pronti ad avventurarci nel bosco. Una volta percorso un sentiero, completamente coperto di neve, siamo arrivati a "Prato Catinat". Questa larga radura ha preso il nome da un comandante francese che fece abbattere molti alberi per fare accampare i suoi soldati. Qui giochiamo all’ECOSISTEMA. (Matteo G.)
Sono qui nel letto, ma continuerei a disegnare gli animali. Anche se tornerò a scuola, le tracce che Pracatinat ha lasciato nel mio piccolo cuore non si cancelleranno e, mentre costruivo la capanna avevo la sensazione di dover vivere per sempre in quella casetta. Mi sento triste perché devo tornare a casa. (Costel)


6 aprile - sabato
C’è eccitazione questa mattina! Non per il ritorno a casa, bensì per l’attesa prova di sopravvivenza: i ragazzi dovranno costruirsi un riparo, un contenitore per l’acqua, accendere il fuoco (fatto improbabile data la neve caduta in precedenza). (m\a Paola)
E’ l’ultimo giorno e faccio colazione con il tè come in Romania. Poi andiamo nel bosco per il gioco della sopravvivenza, ma la nostra capanna è un disastro, perché non l’abbiamo finita. (Amelia)
Io sono in gruppo con Francesca, Emanuela, Alessia, Amelia, Cristiana. Mi diverto, ma la capanna non riusciamo a finirla ed è anche brutta. (Greta)
Il mio gruppo lavora male, perché non collaboriamo. (Luca C.)
Mi è piaciuto stare qui, è stata un’esperienza fantastica. Si sono imparate tante cose e tra queste stare insieme. Vorrei abitarci! (Lucrezia)
Questi giorni sono passati davvero in fretta. Le tracce dentro di me sono molte e tutte emozionanti. Non ero mai stata così tanto fuori casa senza i miei genitori, ma questa esperienza non mi ha spaventata affatto; anzi mi ha reso felice perché ho avuto più tempo per stare con i miei amici e le mie insegnanti. (Francesca)
Oggi è l’ultimo giorno che trascorro qui. E’ stata una bellissima esperienza, comunque sono contenta di tornare a casa per rivedere Fufi e i miei genitori. Qui la maestra Paola si è addolcita e spero che Luisa, Clara e Paola si siano divertite. Chissà se anche Milena si è divertita con noi! (Irene)
Di Pracatinat mi mancherà tutto: le montagne, i giochi, le educatrici, i boschi, gli animali, non so che cosa dire di più; è bello fare le gite! E quando torneremo a scuola voglio parlare di Pracatinat. (Alessandro)
Invece io di Pracatinat mi porto a casa un bernoccolo con stampato sopra un bel livido verde. Ho sbattuto la testa contro il letto, mentre dormivo. (Francesca)
Mi sono divertito molto e questa esperienza non la dimenticherò mai, però non vedo l’ora di tornare a casa e vedere mamma e papà. (Andrea M.)
Sabato: ultimo giorno, ma per me è il più divertente per il gioco della sopravvivenza. Verso le 14,30 partiamo per tornare a casa. Il viaggio è un po’ pesante, ma va tutto bene. Io questa esperienza la rifarei perché mi sono divertito tantissimo. (Francesco)
E’ stata un’esperienza indimenticabile, da ripetere!!! (m\a Luisa)
Torniamo a casa felici (o quasi) (Matteo G.)
Noi insegnanti, durante il viaggio di ritorno, vorremmo tentare di comunicarci un primo bilancio sull’esperienza. Ma gli "accadimenti" non sono ancora finiti. Chi è annoiato e chiede, chiede, chiede; chi è eccitato e si muove, si muove, si muove; chi soffre il pullman e lo fa fermare una volta , due volte; chi crede di soffrire il pullman e tenta di farlo fermare, chi ha caldo e chi ha freddo; chi, per fortuna nostra, dorme "tre ore tonde", ma per sfortuna sua si sveglia completamente rintronato. Beh! Siamo arrivati sani e salvi e questo ha la sua bella importanza! (m\a Clara)