L'esperienza parigina dello scorso anno mi aveva lasciato con molti dubbi su temi importanti come l'amicizia, l'interazione fra diverse culture e la fede religiosa.

Gli eventi vissuti in questo 2003 hanno però permesso di concretizzare certe mie amicizie incerte, raggiungendo un soddisfacente equilibrio di rispetto reciproco. Con la mia odissea irlandese ho definitivamente superato la timidezza che mi impediva il confronto diretto con altre culture europee, permettendomi così di conoscere tante nuove persone che condividono con me il piacere del vagabondaggio. Come ultima e non meno importante cosa, il mio morboso interesse per i misteri che i fedeli si creano sulla fede si è quasi completamente assopito.

Perciò...

...che cavolo sono venuto a fare ad Amburgo, nel contesto dell'incontro internazionale di Taizé? Questa non è una città turistica, della mia cumpa siamo solo in tre, 5 giorni di cui 2 solo di viaggio...

Evidentemente non ci possono essere sempre e solo certezze nella mia vita, se no a che servirebbe questo diario se non a cercarne la risposta?

29 Dicembre 2003

Cominciamo subito con l'omissione degli eventi accaduti durante il viaggio di andata, in cui 51 persone sono state stipate a mo' di deportati su un pulman per quasi 20 ore (fortunatamente senza alcun decesso!)  mentre nel giorno della partenza finalmente cominciava a nevicare decentemente... ma sì, tanto si va a nord, vicino alla Danimarca, che li di neve ne verrà giù a carrettate.

Giustamente ad Amburgo neve manco a cercarla negli angoli, solo un po' di pioggia a tenerci compagnia mentre attendiamo di essere accolti all'accoglienza istituita per noi italiani tutti.

Sulla descrizione degli eventi odierni sarò però molto stringato, in quanto essere la fotocopia della antecedente prima giornata parigina. Ovviamente questo penalizza coloro che non hanno mai letto il mio diario sul capodanno 2002, e in più costoro non potranno nemmeno comprendere la soddisfazione del sottoscritto nell'aver fortuitamente rincontrato Elisa3 ... Cavolo, perché non credo nel destino? Forse dovrei essere un po' meno razionale e valorizzare certe coincidenze? Comunque è solo casistica, ve lo assicura uno che ha rubato un 24 all'esame di statistica matematica.

Questo rimane l'unico episodio interessante della giornata, o molto probabilmente così interessante da sminuire gli altri, ma comunque il risultato è che ho poco da scrivere. Non rimane altro che far parlare le foto e augurarmi che i prossimi 3 giorni non siano così banali da uccidere prematuramente codesto diario.

11:00 > Ecco i nostri avventurieri al primo contatto col suolo crucco. In un caserma/scuola della Polizei (in cui si sono sprecati i riferimenti all'ispettore Derrik) convertita ad accoglienza per italiani, ci si può finalmente sgranchire le gambe dopo 20 ore di flagello autostradale.

11:10 > Ecco il Manne, che con il connubio occhiali da sole/cappellino della Minardi F1 attirerà la pioggia sugli sventurati in attesa di essere accolti

11:20 > Sempre in coda, anche se quest'anno è andata molto più liscia che l'anno scorso, anche perché qui di italiani ce ne sono 3500, contro i 10.000 di Parigi... forse Amburgo è troppo lontana? Dicesi anche turismo a scocco...

12:45 > All'interno della scuola, con il solito spiegone catastrofistico per non farti uscire mai di casa... stessa cosa per l'assegnazione dei posti di pernottamento, basta aspettare un po' e poi vengono fuori le soluzioni interessanti.

13:25 > Unica foto con tutti i compagni di viaggio. A parte noi 3 di Gamalero più la ventina da Castellazzo, i rimanenti posti del pulman sono stati saturati dai ragazzi di Grignasco (NO) e quelli di Santhià (VC)

Verso il luogo di pernottamento >>>