Inter Rail 2003
Irlanda – Scozia
Diario
Agosto, Mercoledì 13
Modane, Francia, ore 15.25
"Il caldo uccide". Così titolano i giornali del 13 agosto 2003, giorno di inizio del mio inter-rail in solitario.
Un’estate anomala, come lo era stata nel ’99 per gli scandinavi. E così non rimane che abbandonare gli amici a bollire nel paesello e cercare refrigerio verso le terre d’Irlanda e Scozia.
Sempre che ci riesca ad arrivare, considerato che non ho ancora pianificato nulla e sto già avendo difficoltà a raggiungere Parigi… che stia invecchiando anch’io? Non ho nemmeno più tanta motivazione nel redigere il diario di viaggio, ma le cause di questo ve le rivelerò man mano…
Chambery, FR, h. 18.25
Fuori il caldo è insopportabile, così mi vedo costretto ad attendere in stazione il treno che fra 6 ore mi porterà a Parigi.
Questo ufficio informazioni è l’unico locale climatizzato, ma alle 19 chiude ed allora ci sarà da ridere…
Considerato che psico-fisicamente il mio inter-rail è cominciato 5 giorni fa (collaborare attivamente alla festa patronale del paese equivale a dormire 12 ore in 4 giorni) mi è balenata la malsana idea di prenotare una cuccetta sul treno, ma nell’udire la richiesta di 17,50 € ho riacquisito la ragione.
Tornando al discorso di poche ore fa, vi lascio con questa dichiarazione dal sapore filosofico: il diario non è il diario.
Chambery, h. 22.30
Il supplizio è quasi finito, alle h 0.02 mi aspetta il treno che all’alba delle 6.20 mi porterà nella capitale. Sono rientrato in stazione perché stando a prendere il fresco fuori, in 10 minuti sono passate almeno tre persone a chiedermi se avevo del tabacco da rollare. Che ci sia una carenza dovuta alla siccità?
Comunque il caldo di oggi mi ha fatto cambiare i progetti sulla giornata di domani, meglio fare tappe forzate ed arrivare subito a nord (longitudine inversamente proporzionale alla quantità di calore)(o almeno spero). Solo oggi ho fuso almeno 10 € in bevande di cui il 50% ho già espulso sotto forma di sudore delle chiappe…
E già che ci sono vi dico che ‘sto diario non diario probabilmente non verrà scritto mentre sono in movimento…
Parigi. h. 9.00
Dopo l’arrivo ad Austerliz sono andato a Gare de Lion per cercare info su come raggiungere Londra. Il prospetto sono 3 ore di treno per un costo di circa 60 €… fate vobis. Ma tanto non c’è posto libero fino a sabato, così adesso me ne sto a Gare du Nord inseguendo vie alternative.
Si va verso Calais.
Amiens. h. 11.20
In ‘sta città ho trovato la nebbia, purtroppo causata da un incendio. La mattina è stata fresca ma ora si comincia a scaldare. Ho anche scoperto che il treno che sto per prendere è partito da Paris-Nord. Che ci volete fare: l’età…
Boulogne Ville, h. 13.15
Il cielo è limpido ma l’aria è fresca, forse a causa della vicinanza col mare.
‘Sti francesi sui treni tengono l’aria condizionata talmente fredda che ho dovuto tirare fuori la felpa.
(Si, va bene… ma quando cavolo inizia sto diario?)
Calais, h. 15.20
Ok, imbarco fra mezz’ora. 12 € di biglietto. ‘Fanculo al tunnel della manica e al TGV.
La Manica, h.16.45
All’imbarco i soliti pulotti di frontiera mi hanno fatto delle storie per le condizioni pietose della mia carta di identità. All’inglesotto gli ho detto che finché è leggibile non deve rompere i coglioni e che in Italia bene che va così com’è. Ma lo stronzo proprio non ne voleva sapere di farmi entrare nel suo paese, così ho sfoderato la mia tessera universitaria (scaduta da almeno 2 anni) ed ora sono sul traghetto che attraversa la manica. Non credevo che il politecnico di Torino avesse un’influenza politica così ad ampio raggio!
Londra, h. 21.50 ora locale
Fra dieci minuti partenza per Newcastle con arrivo alle 2 di mattina. Tutte queste tappe forzate mi hanno attaccato addosso una letargia che si manifesta tutte le volte che appoggio il culo su un sedile e mi causa allucinazioni del tipo: mi gratto la testa ma in realtà non ho mai alzato il braccio, oppure scambio delle battute con i miei amici per poi ricordarmi che sono partito da solo. Sono talmente fiacco che mi si rilassa pure la mascella , dando uno spettacolo pietoso agli altri passeggeri (ma non sbavo ancora).
Per il resto ho perso il cappellino del "Veloclub ciclofuturisti di Gamalero"sul traghetto, ma ora non sono più sul continente e qui si parla una lingua a me quasi nota.
Il viaggio sta per cominciare.
Leeds, h. 4.30
All’arrivo a Newcastle ho trovato ad attendermi il freddo, molta gioventù ubriaca ed il primo treno utile per Edimburgo alle 6.30. cosi sono salito letteralmente sul primo treno che partiva verso una qualsiasi direzione, ed infatti sono tornato verso sud, ma almeno sono stato 2 ore a caldo (diciamo tiepido)
Aberdeen, h. 21.00
Si, finalmente un letto! Ed un letto con i controcazzi! Ma partiamo dall’inizio…
All’alba delle nove giungo ad Edimburgo, che alla fin fine è la capitale della Scozia, così ufficialmente comincia il mio viaggio! Però cazzo, proprio a ferragosto dovevo cominciarlo? Inutile dire che non c’è un buco libero, e la mattina me la passo a girare per ostelli assieme a Goion, un ragazzo della Corea dell’est (?)(non ho voluto approfondire in merito…) con il solo risultato di procurarmi delle ciocche ai piedi. Verso l’una troviamo un B&B di periferia con un unico letto libero, così posso sfoggiare il mio altruismo e cedere il posto all’asiatico (che come alternativa proponeva di spassarsela in giro fino al mattino seguente per poi prendere il treno per Glasgow).
Tornato alla cara stazione, mi dirigo verso nord, sperando in una minor affluenza di turisti.
Infine è andata bene, ad Aberdeen ho trovato l’ultimo posto in un B&B per 25 £, ora devo sfruttarlo al massimo perciò chiudo col racconto, omettendo tutte le considerazioni che ho ricavato oggi sull’aggregazione di compagni di viaggio e su quanto è carina la figlia della padrona di casa. Priorità al riposo!
Inverness, h. 15.00
Eccomi nella capitale delle Highlands, meta estrema raggiunta in meno di 4 giorni dalla mia partenza. È il mio modo di viaggiare che è cambiato, ora ma ne sto in un signor ostello (perdipiù prenotato dalla stazione!) a valutare con calma le possibili prossime destinazioni, comportandomi da vero ciabattaro del viaggio (ed infatti oggi ho calzato le infradito). Se fosse il ’99 a quest’ora starei già cercando di raggiungere le isole Shetland senza la minima info, ed invece…
Comunque non dispero, il viaggio è appena iniziato, forse devo solo carburare, però adesso stacco che devo andare in centro a fare shopping.
(scherzo).
Come sopra, h. 19.00
Rientro anticipato, qui i negozi chiudono alle 17.30. Non posso permettermi di tirare tardi stando in qualche pub a ubriacarmi, almeno fino a che sto da solo. Ma non ho nemmeno il desiderio di trovare compagnia… che stia inseguendo l’ideale del lupo solitario? Non so… non riesco più a rispondere alle domande che mi faccio… una cosa che ho sempre fatto, anche se probabilmente molte risposte erano sbagliate! Forse il sistema non funziona più perché ora non sono solo come un tempo…
Ora ci siete anche voi.
h. 22.15, solito posto
Ok Nick, taglia con le stronzate e comincia a raccontare qualcosa di utile su ‘sto inter-rail!
Va bene, giustamente è meglio dare anche una descrizione del supporto fisico/materiale della spedizione (che sarei io + il bagaglio). La preparazione è cominciata mesi fa con l’interruzione del taglio di peluria facciale, quel tanto che basta da farmi passare da terrorista anziché da turista. Sembrerà assurdo ma questo è un espediente per la mia sicurezza personale: dà più problemi con le forze dell’ordine ma tiene lontano i malintenzionati. Passiamo al bagaglio, che può essere considerato parte integrante dell’abbigliamento: i vestiti li ho addosso, più qualche ricambio tattico nello zainetto scolastico (schiena) e quello da "pranzo al sacco" (tracolla) completamente occupato da sacco a pelo (finora inutile) e goldone impermeabile (idem). Nello zaino rimane spazio per le scartoffie, gli attrezzi da bagno e i vari componenti elettronici. E arriviamo così al vero fulcro dell’inter-rail-man: il marsupio. Fregatemi tutto, ma finché ho il marsupio posso rinascere infinite volte dalle mie ceneri! (più che infinite, diciamo fino a che non finiscono i soldi della VISA a consumo). Unica pecca , il peso aggiunto del diario digitale (per ora utilizzato solo a documentare i luoghi di transito).
Mo’ è tardi, sono in camera con altre 4 persone, sarà meglio oscurare la luce.
Ok, è una scusa per andare a dormire, anche se sento qualcuno che continua a ribaltarsi nel letto, sarò mica io che gli do fastidio?
(PS: ovviamente la ricerca di compattezza ha influenzato anche il diario fisico)
Kyleakin, Isola di Skye, h. 14.00
Il tragitto da Inverness fino a Kyle of Lochalsh è stato spettacolare dal punto di vista paesaggistico, talmente rilassante che a metà strada mi è venuto un coccolone nonostante fossi abbastanza riposato. Adesso, su quest’isola, mi sembra già di vivere una Scozia più rurale, dove ovviamente mancano le linee ferroviarie. Ma non sarà certo questo a fermarmi.
Come sopra, h. 21.00
Fuori piove, ed io ho già cambiato idea. La pioggia è una bella cosa, soprattutto se sono mesi che non la vedi, ma ti complica la vita se devi muoverti a piedi. Così ho deciso che domani vado direttamente a Glasgow, dove avrò i miei bei problemi per pernottare, visto il precedente di Edimburgo. Le ultime tre notti passate in un letto mi hanno un po’ imborghesito, ma sono riuscito a trattenermi dalla tentazione di prenotare in anticipo… che sarebbe la cosa più normale in questi casi, no? Ma evidentemente io ho qualche conflitto con la "normalità"…
Sarà per questo motivo che non riesco a creare un diario che sia utile a chi lo legge? Una volta scrivevo solo per me, poi ho cominciato a rendere pubblici alcuni mie scritti; così ora mi chiedo se quello che ho deciso di far leggere ad altri non sia che la parte di scarto dei miei lavori, di cui non me ne frega nulla di che fine faccia o chi la legga…
Ecco, questo che c’entra col viaggio in Scozia?
Glasgow, h. 21.00
Ho rischiato, ma ‘stavolta è andata bene. L’ostello è lontano dal centro, e lo trovo ovviamente pieno, ma riesco ad impietosire i gestori e far convertire una camerata femminile in dormitorio misto… tanto ora l’importante è avere una base di appoggio per domani.
Per chi vuole un diario più descrittivo, posso dire che i quartieri popolari che ho attraversato per arrivare fin qui sono un vero schifo.
Come ieri, h. 10.30
Oggi provo a tornare ad Edimburgo, stavolta con la certezza di avere un tetto sotto cui pernottare (sempre che riesca a tornare a Glasgow!).
Ieri notte ho vissuto il momento più sconvolgente della vacanza: all’una di mattina è suonato l’allarme antincendio! Nick ovviamente si è girato dall’altra parte facendo finta di niente, ma quando tutti quelli della camerata si sono dati alla fuga è stato costretto suo malgrado ad abbandonare il giaciglio, per ritrovarsi seminudo nel mezzo della gelida notte glasgowiana! Per fortuna i fireman sono stati celeri a scoprire il bluff, se no rischiavo l’assideramento.
E poi come avrei fatto a scrive ancora con le dita tumefatte?
Stranraer, h. 14.30
Ultimo passo verso l’Irlanda!
Dieci minuti all’imbarco, e poi addio Scozia (per ora).
La giornata di ieri mi ha visto sprovvisto di diario (rimasto col bagaglio di Glasgow) mentre me la spassavo al Fringe di Edimburg. Seguirà prima o poi breve descrizione dello stesso.
Belfast, h. 18.00
E cosa volete che sia successo all’arrivo in Irlanda se non un altro "check-up" di frontiera (manco avessi cambiato stato!). ‘Sta volta si sono proprio fatti i cazzi miei… va beh, gli ho raccontato un po’ della mia vacanza, e alla domanda di quando ho intenzione di tornare in Italia ho risposto: "prima che scada il biglietto"… See you later pulotti…
PS: il Fringe è il festival di Edimburgo che dura tutto agosto, il cui si susseguono spettacoli teatrali e non lungo il Royal Mile (la via principale) e a quanto pare attira delle vagonate di turisti. Naturalmente il tutto è molto più articolato, ma come mio solito non ho approfondito. (Però ho i piedi disfatti grazie alle scarpe comprate appena prima di partire. Non fatelo anche voi.)
Drogheda h. 21.00
Fottuti treni irlandesi! La locomotiva ha voltato l’occhio e ci hanno scaricato nell’attesa di un treno "speciale". Nella speranza che almeno questo arrivi a Dublino (dovevo arrivarci un’ora fa, e non sono nemmeno a metà strada).
Dublino h. 23.00
Si! I-R-L-A-N-D-A! anche se molti dicono che Dublino non sia la vera Irlanda. Comunque adesso non è questa la cosa importante! Cazzo non mi sono perso d’animo e dopo numerosi fallimenti ho trovato un ostello di periferia che ha ancora dei posti liberi! Così per 18 € (w l’euro) mi sono fatto rifilare una camerata da 8 che puzza di piedi! Naturalmente quello nel letto sotto al mio stava già dormendo, perciò ho dovuto fare i salti mortali per piazzare le lenzuola (operazione lasciata a metà). Ora ma ne sto nel corridoio a scrivere, e già che mi sento un po’ coglione provo ad andare a dormire.
Però sono in Irlanda, cazzo.
Come ieri, h. 11.00
Stamattina ho conosciuto una ragazza di Verona che sta viaggiando da sola… a quanto pare la cosa non è così insolita! Effettivamente non è che sia così sconvolgente, basta solo avere voglia di sbelinarsi ed almeno una vaga idea di cosa ci sia oltre l’uscio di casa.
Ho già rimediato un altro ostello, ancora 17 € ma almeno sono nel centro di Temple Bar, perciò dedicherò la giornata al passeggiamento continuo…
Come sopra, h. 18.00
Di ritorno del peregrinare nelle strade dublinesi (belle, ma ‘ste grandi città manno già rotto er cà…) mi sono ritrovato in camera una canadese ed una francese, purtroppo molto cordiali e veramente fighe…
Merda, non ho intenzione di socializzare in ‘sto viaggio! Però almeno questa è un’ulteriore conferma che di ragazze che viaggiano da sole ce ne sono eccome…
PS: pare che il mio inglese sia buono… non avrei mai detto, visto che non l’ho mai utilizzato…
Come sopra, h.23.00
Alla fine ho dovuto cedere alla tentazione della socialità ed ho passato la serata a bere Guinness per i pub di Dublino. Ora che la parte alcolica del viaggio è realizzata, posso dedicarmi alla scoperta di quell’Irlanda rustica che probabilmente non potrò mai raggiungere solo col treno… ma l’importante è esserci, per ora mi basta questo.
PS: quasi 3 pinte di guinness a stomaco vuoto e non sono nemmeno brillo, sintomo che la birra qui è proprio buona (certo, la producono appena fuori città!)
Come ieri l’altro, h. 10.30
Oramai è tempo di abbandonare Doppiobelino per recarmi a Galway e ricominciare così il calvario degli ostelli.
Ieri girando ho incrociato un sacco di metallari, visto che il 20 c’è stato qui il concerto dei Metallica + Linkin Park (interessante…). E già, bei tempi quelli in cui anch’io ero un metallozzo… (bei tempi perché avevo 16 anni!).
Cavolo, ho finito le mine da 0,7mm… questo potrebbe essere motivo di sconforto e causare un ulteriore "calo di stile" al diario, che non c’è limite a peggio. Basterebbe che vi raccontassi alcuni dei sogni che sto facendo in ‘ste notti… ma così rischio il ricovero forzato! È tutta colpa della lontananza da casa.
La "lontananza da casa" implica la centralità a livello planetario di Gamalero? In ogni luogo, basta guardarsi un attimo attorno per capire che non c’è oggettivamente un posto "migliore" o "peggiore" di un altro, ma semplicemente "casa mia" e "casa degli altri".
Galway, h. 14.00
Nick, vergogna! Ti sei fatto rifilare una camera per 19 €, te la sei beccata senza dire niente! Che cazzone…
Nella stanza da 4 ho conosciuto un italiano di Verona che potrebbe essere il padre della tipa di Dublino… indagherò. Per ora voglio solo tuffarmi nella bruma uggiosa di Galway!
Come sopra, h. 9.30
Stamattina cerco di sbelinarmi un attimo e vedere qualcosa di concreto di sta mizzega di campagna irlandese. Dopo una notte proprio del cazzo passata in ostello, con un americano che continuava a girare nudo per la stanza senza trovare l’uscita, con fuori una pioggia costante ma che non è abbastanza pioggia da convincermi a tirare fuori il goldone, con un odore di pacco (metaforico) che mi perseguita da ieri, con l’ennesima ragazza (di Firenze) che se ne viaggia tranquillamente da sola… beh, adesso ho proprio voglia di sbelinarmi.
Come sopra, h.23.20
E la giornata volge al termine… giornata altalenante.
Cominciamo allora dalla parte peggiore… cioè stasera. Stasera mi sono beccato un di quei pacchi internazionali che a confronto quello di Parigi è stato una ventata di buonumore. Il poche parole avevo programmato un appuntamento qui in Galway con la francesina che frequentavo a Dublino. Che già ieri mi era venuto il sospetto che sarebbe stato arduo (bella scelta il fine settimana…) ma io ci ho creduto fino alla fine.
È sempre frustrante constatare sulla propria pelle quanto sia saggio il detto "Tira più un pelo di figa che un paio di buoi"… pazienza. A conti fatti è ironico… dico sempre agli amici del paese che loro "non sono mai usciti di casa", ma probabilmente agli occhi di Trisha e Cleo sono io che quello che non ha mai messo il naso fuori dall’uscio… ma tutto ciò non toglie che Cleo si proprio una bella ragazza.
La parte positiva della giornata è stato lo sbelinamento verso il Connemara, pagato 22 € e che può essere il corrispettivo dell’episodio "White Lady" della Norvegia ’99, vedete un po’ voi.
Ok, forse sono un po’ depresso, ma direi che ci sta bene in questo contesto di vacanza, che tengo a sottolineare (ora più che mai) non è ancora finita.
Ancora Galway, h. 10.00
Stamattina ho imparato un proverbio irlandese: "Ni hi anàilleacht a chuiveann an corcan ag finchaidh", che suona più o meno come "La bellezza non fa bollire fa pentola" o "Con la bellezza non ci scaldi la minestra", che poteva essere vero il millennio scorso e che comunque capita proprio a sproposito. Tantopiù che stanotte ho dormito in una camerata 100% francese… (appena rivedo Alex lo ammazzo di botte. Così, tanto per).
Il colmo dei colmi è che ieri notte mi è tornato quell’ancestrale desiderio di fuggire… ma stavolta verso casa!
Perché cresciamo così velocemente in età e così lentamente in saggezza?
Come sopra, h. 20.00
La parte a sud di Galway (The Burden) è stata sicuramente meno affascinante del Connemara di ieri, ma le scogliere a picco sull’oceano (Cliffs of Moehr) hanno salvato la giornata. La presenza spropositata di turisti non ha però permesso la vera contemplazione di quei luoghi, tanto che mi sono ridotto anch’io a fare le solite 4 foto del cazzo da far vedere agli amici rimasti a casa.
Sono certo che tutto quello che ho vissuto fino ad ora lo apprezzerò veramente solo una volta tornato a Gamalero, per poi cominciare a provarne malinconia… perciò è un po’ strano adesso vivere la cosa così razionalmente, no? Forse che col passare del tempo si ha un’erosione dei ricordi che elimina gli spigoli e fa sembrare il tutto una sola grande avventura?
Nota culinaria: stasera mi sono detto: "E proviamo ‘sto cacchio di fish & chips!". Così mi sono indirizzato sui totani (per risparmiare): si, certo, "onion rings"… suona strano, però… saranno quelli. Quando poi mi vedo servire degli anelli che sembrano dei cerchioni di bicicletta impananti, mi sovviene alla memoria anglofona che "onion" vuol dire cipolla… (meno male che continuano a complimentarsi per il mio inglese)
Sempre ancora Galway, h.7.30
Yeah! On the railway again!
L’eccessivamente lunga parentesi Galway si è conclusa ieri sera con la sortita del gruppo italo-ispanico creatosi in camerata (un ragazzo di Bergamo e due di Valencia) con il personaggio di spicco Pedro, un vero cucadores come solo nell’immaginario collettivo può esistere. 30 secondi, no, diciamo 15 metri dopo che eravamo usciti dall’ostello aveva già beccato 2 tedesche (o chica alemanna, per dirla alla Pedro)
Azz, sta partendo il treno…
Dublino, h. 13.00
In attesa di ripartire per Cork, per l’ultima parte dell’Irlanda che voglio visitare.
Ripassando da Dublino mi sono preso il tempo per chiudere i conti con la bagascia francese, così da potermi godere liberamente gli ultimi giorni del mio peregrinare in solitario… sapete com’è, in questi casi è meglio lasciarsi dietro i pesi inutili per viaggiare leggeri.
Cavolo però se era bona…
Cork, h. 19.30
Il percorso dalla stazione all’ostello mi aveva un po’ scoraggiato, illudendomi di esse finito in un’altra città del cazzo qualsiasi; ma oggi girando per il "centro storico" mi sono reso conto che in realtà Cork è semplicemente un’altra città del cazzo.
Ma come sono volgare… sarà che ne ho le balle piene di centri urbani riverniciati a modo per i turisti? Basta, domani provo ad andare nella zona del Ring of Kerry, se no ‘fanculo e me ne torno a casa.
I due tedeschi che ho in camera mi dicono che stasera non hanno voglia di bighellonare per pub… magari per una volta riesco a dormire per più di 6 ore…
Come sopra, h. 10.00
Fuori piove, stavolta come si deve. Ieri sera nella common room c’è stata la proiezione di "Some mother’s son" un film ambientato sull’IRA ambientato a Belfast, ovviamente drammatico. Ieri poi ha cominciato seriamente a farmi male un piede tanto da non riuscire più a camminare, così sono dovuto tornare all’ostello camminando come un handicappato, con il risultato finale che oggi devo per forza indossare le infradito.
Eh già, stamattina comincia male…
Mallow, h. 11.30
Con un’impresa che ha quasi dell’eroico ho raggiunto la stazione nonostante la tempesta ed ora sono sulla via per il Ring of Kerry. Qui in sala d’attesa c’è una tv dove trasmettono "Fantasy island"… vi ricordate il nanazzo Tatù? Enjoy the show…
Killarney h. 16.45
L’ostello è decente e vale i 13,50 € sborsati, ma nel letto sotto il mio c’è un uomo che russa peggio di una motosega… e non sono nemmeno le 5 di pomeriggio!
Come sopra, h. 19.15
Con un colpo di mano (?) sono riuscito a farmi cambiare di camera, così stasera niente motosega!
L’esperienza odierna con le infradito non ha generato insormontabili problemi, ma però ora ho aggiunto anche i calzettoni spessi (ormai deformati fra l’alluce ed il pollice).
Nick, non sia proprio che cazzo scrivere, eh?
PS: e che cavolo! Mi sono accorto che qualcuno mi ha rifilato una moneta da 10 franchi al posto di un euro! Piove sul bagnato…
Nessun luogo, h. nessuna ora
Quando circondato da molta gente mi sento solo, è perché non voglio che loro si avvicinino a me. Ma solo in un momento come questo realizzo cosa sia veramente cambiato nel mio modo di scrivere. Un diario deve essere principalmente un mezzo per liberare le proprie sensazioni, esaltare le esperienze ed esorcizzare i momenti di sconforto. Deve essere prima di tutto utile a chi lo scrive, non a chi lo legge.
Ora mi accorgo di aver sbagliato nel vivere nella consapevolezza che il diario di viaggio non era più una mia cosa, ma di tutti quelli che lo avrebbero letto…
Ne una guida turistica, ne un diario di vita, a malapena pensieri filtrati che non lasciano trasparire assolutamente le esperienze che sto vivendo..
Ma se non è utile a me e nemmeno utile ai lettori, perché continuo a scriverlo?
Sempre Killarney, h.19.15
La risposta è: per occupare i tempi morti.
Finito il momento di vuoto pneumatico interiore, oggi ho dedicato la giornata al consueto ultraturistico giro in bus nel Ring of Kerry, che mi ha mostrato gli incantevoli paesaggi di questa zona, di cui l’Irlanda intera ne è talmente ricca che mi stanno quasi venendo a noia.
Davanti a me ora ci sono 2 crucchi che si sono cucinati una "pizza" surgelata al tegamino (ovviamente bruciandola)… no comment. Appunto sul discorso cibo: qui in Irlanda dopo le 18 non ti danno più da mangiare… sono rimasto fregato. Non mi dilungo sul raccontarvi cosa sto mangiando in questo viaggio, non ci voglio pensare…
Durante il tour di oggi ho conosciuto un’americana del Maryland, la quale si è complimentata per il mio inglese. Allora, a questo punto i casi sono due: o io sono talmente portato per le lingue straniere da non avere bisogno di esercitarmi per usarle, oppure l’inglese è una lingua così delle balle che basta infilare tre parole in croce per generare grandi discorsi.
Comunque l’intrattenimento con la tipa è finito nel momento in cui mi ha chiesto "Perché non vieni negli USA qualche volta?"
Gelo assoluto…
Ok scherzo, però deve avere intuito che il suo popolo mi sta un po’ sui maroni!
Ad un certo punto ho anche rincontrato le due chiche alemanne di Galway… se la vedi dal punto di vista turistico l’Irlanda è proprio un buco di culo… o forse avrei dovuto dire "piccola"?
Come sopra, h. 10.30
Stamattina volevo fare l’eroe, alzandomi alle 7 per essere a Kilkenny per le 15:30. Ma forse nel momento del risveglio ho pensato che fosse molto più eroico fregarmene di tutto e girarmi dall’altra parte…
Così adesso me ne sto qui in stazione ad aspettare il prossimo treno, che parte fra 4 ore.
Come sopra, h. 14.00
L’attesa mi ha permesso una breve passeggiata nel parco naturale di Killarney, un vero spettacolo escursionistico che meriterebbe un viaggio solo per visitarlo come si deve. Mi sono anche rifatto di ieri sera, gustandomi ‘sto famoso irish stew (una specie di stufato con manzo e verdure lesse) sicuramente molto più buono che le fish & chips di ieri. Ho pure bevuto la Murphy’s (in questa zona è l’antagonista della Guinness), che pretendere di più da ‘sto posto?
…un po’ meno crucchi?
Limerik Junction, h. 16.30
Ho perso la coincidenza…
Più che averla persa, sono stato a guardarla mentre partiva. È che non ero sicuro che fosse il treno giusto.
Così cambio di programma, invece che a Waterford me ne vedo dall’altra parte, a Limerik.
Questa stazione è una giunzione per tutte le linee ferroviarie che passano dal centro dell’Irlanda, per questo motivo…
Ok, immagino che non gliene freghi niente a nessuno.
Limerik, h 19.00
Limerik?! Ma che cazzo ci sto a fare a Limerik? Dopo 1 ora di pulmino (unico mezzo disponibile) sono arrivato in ‘sto posto delle balle dove ci sono solo 2 ostelli (di cui 1 chiuso!) e 2 B&B! e osano definirsi città turistica? Ostello chiaramente pieno, così mi tocca sborsare 30 € per un letto troppo morbido… ma non è ancora finita, i fantasmi del passato (recente) sono in agguato…
Come sopra, h.0.15
Ok, quello che non vi ho detto è che durante la ricerca del pernottamento ho incontrato una ragazza con lo stesso problema, per cui abbiamo unito le forze (e le mappe) e trovato insieme il B&B… e deciso di passare la serata in qualche pub… va bene… il fatto è che la nazionalità della medesima è fr… frrrrr…
Ma si, tantopiù che nel dirmi che domani deve incontrarsi con un suo conoscente a Galway, non ho potuto fare a meno di citarle l’episodio con la sua connazionale…
Il peggio è stato quando nel pub ha cominciato a conversare nella sua lingua del casso con una famiglia del tavolo a fianco… mi è salito l’istinto omicida… soprattutto quando il capofamiglia mi chiede in lingua d’oltralpe: "Ah, e non sai parlare francese?" …Vaffanculo, tu lo sai parlare l’italiano?
Mandata a casa la famiglia, la discussione ha spaziato dalla comunità europea fino all’articolo 18… certo, è stato un confronto politico, come solo da ubriachi si può fare.
Ne ho quasi le balle piene anche di parlare inglese.
Waterford, h 13.00
Lasciata Carolina alla sua colazione all’inglese (ho ancora il gusto di salsiccia in bocca…) mi sono allontanato il più velocemente possibile da Limerik, con la speranza di trovare a sudest ancora qualche luogo interessante dove passare l’ultimo fine settimana.
‘Ste uova col bacon non riesco a digerirle… ma almeno posso permettermi di saltare il pranzo.
Kilkenny, h. 16.00
Ho raggiunto Kilkenny, sembra carina ma io sto già annusando l’odore di casa… Salvo eventuali colpi di scena, credo proprio che l’interesse per questa nazione sia destinato ad estinguersi in poche ore, anche se così rischio di rientrare in Italia dopo nemmeno 20 giorni di vagabondaggio…
Come sopra, h. 21.00
Che faccio? Non so decidermi per domani… a dire il vero non so nemmeno che fare ora! Giù la common room è piena di gente, ma stasera non ho proprio voglia di relazionare tramite quella lingua busona… sarà mica colpa dell’odore di peperonata che proviene dalla kitchen? Nostalgia di casa… (i peperoni non riesco a digerirli)
PS: in questi giorni noi italiani siamo un po’ la barzelletta d’Irlanda… oggi L’Irish Daily Star ha dedicato l’intera prima pagina a quei tre piciu che si sono persi due volte di seguito… titolo: "These 3 guys are a lost cause". Per un po’ è meglio fare finta di essere afgano.
Dublino, h. 14.00
Rieccomi qui, ancora in questa città, nello stesso ostello, nella stessa camera, nello stesso letto. Ma oramai non è altro che un punto di passaggio verso l’abbandono dell’isola. Ora mi si sta ripresentando l’inconveniente di essere in una camerata da 11 con un solo cesso… lo so che non è una bella giustificazione per stare qui a scrivere il diario, ma tanto ormai ho gettato la spugna. Mi sovviene alla memoria il ricordo… ok, il cesso è libero.
Rosslare Europort, h. 13.30
Arrivato in stazione non mi è stato dato il tempo per i commiati e addii alla nazione, ma ho dovuto fiondarmi subito sul traghetto per il Galles. Così ricorderò le mie ultime ore in Irlanda passate su un treno umido e freddo, con vicino una bambina che continuava a ridere e le sue lardose zie a ruttare.
Fishguard, Walles, h. 17.00
L’eroismo di partire di domenica potevo anche risparmiarmelo… bel modo di finire le vacanze, bloccato nel Galles! Ora me ne sto in un ostello deserto in attesa di sviluppi della situazione, dato che i problemi non sono certo finiti (primo di tutti: come cazzo pago già che non ho più soldi?)
Come sopra, h. 20.00
Allora, cerchiamo di capire cosa è successo dal mio arrivo sul suolo inglese.
Al porto solito controllo prolungato, ormai c’ho il callo. Scopro che essendo domenica non ci sono più treni per Londra, non ci sono autobus e se voglio recarmi alla stazione più vicina devo prendere il taxi per 40 Km. La sala d’attesa del porto chiude, giustamente mi sbattono fuori. Devo pure raggiungere Fishguard a piedi. All’ufficio turistico vengo a sapere che il treno per Londra parte all’una di mattina. Mi consigliano di aspettare, ma quando chiedo cosa c’è di interessante da fare nel paese per farsi passare 9 ore, mi rispondono niente. Mi piazzo nell’unico ostello del posto, non male per 11 £. Mi accorgo di non avere delle sterline, così decido di prelevare. Al terzo bancomat che mi da picche comincio a credere che la VISA a consumo sia scarica. Sospetto che qualcuno mi stia ciucciando i soldi dal conto… ma poi scopro che quello stonzo sono io. Scopro anche che i servizi bancari non sono utilizzabili di domenica, quindi niente ricarica.
Steve è molto simpatico e disponibile, ma proprio non ne vuole sapere di farsi pagare in euro… ma però mi ha assicurato che posso rimanere fino a che non risolvo il problema, il che rende incerto il mio arrivo a Londra! È da stamattina che non mangio, più stasera digiuno causa mancanza fondi, ma (almeno per questo) forse è meglio così dato che la mia "dieta" mi sta provocando un’intossicazione alimentare coi controcazzi.
PS: in questo vortice di malasorte passa in secondo piano l’episodio con la tipa dell’infopoint (e tra l’altro anche questa mi ha fatto i complimenti per la mia dialettica…a ‘sto punto escludo che mi stiano tutti prendendo per il culo!)
Settembre
Haverfordwest, h 8.50
Ce l’ho fatta! Non so ancora come, ma forse riesco ad essere a Londra nel primo pomeriggio!
Però senza colazione…
Swansea, h. 10.30
C’ho fame… ieri sera ho dato fondo alle mie ultime scorte alimentari di emergenza, cioè un biscotto al farro e amaranto…
Londra, h. 23.45
Cosa ho combinato a Londra per tutto il giorno? Niente di valido da essere menzionato… anche perché sono sempre rimasto nella zona di picadilly circus, dove c’è il mio bel ostello da 20 £… ma si, tanto ormai ho calato le braghe…
Pensare che avevo deciso di fermarmi a Londra solo per visitare almeno una volta il Namco Wonderpark e il SEGA World annesso, ma che ovviamente non esistono più! Caaaaa…!!! Adesso al loro posto c’è una sfigatissima sala giochi che occupa due piani del Troncadero… m’è venuto un magone…
Alla fin fine ho recuperato una card per Initial-D e creato un personaggio nel conquest di Soul Calibur 2, ma la delusione resta.
Sorvoliamo sulla parentesi dell’Odeon e sulle tipe seminude che mi sono ritrovato in camera (cessi…), la serata non può che concludersi con la visione in common room di pulp-finction, episodio "the golden watch".
Bene, vado a dormire.
Boulogne Ville, h. 17.30
Si sente che sono rientrato nel continente: alla frontiera non c’era nessuno (proprio non c’era) ed ho ricominciato a sudare dal caldo… solo che adesso puzzo!
Addio isole oltre la manica, vi ho lasciato molti ricordi, moltissimi soldi ed un paio di calzini dall’odore vomitevole nell’ostello di Fishguard… ma non sono triste perché non è una grave perdita.
Soprattutto quando tornerò a Torino vivrò col ricordo che l’aria di Londra fa molto più schifo!
Ora dritti a casa, già che per sbaglio stavo per finire a Lille! Lille… di nuovo i fantasmi del passato recente… Che poi a pensarci non è che ho mai dato molta importanza ai nostri dialoghi… era di Lille o dell’ILE de Paris? Si chiamava Cleo o Cloe? Portava la sesta o la settima? Io volevo solo sfruttare questa occasione per vedere l’Irlanda… Ho sbagliato in questo?
Torino, h. 12.20
Di nuovo Italia, di nuovo un altro viaggio che giunge la suo termine.
Però cacchio, sono stato 20 giorni facendo una vita di merda senza mai prendermi niente, mentre rientrato sul continente mi è subito venuto il mal di gola…
Non c’è più nulla da dire, il viaggio in se non ha più niente da dare… solo condurmi a casa..