Capitolo 1°
Verso Israele
"E mentre tu avanzi con passo regolare e sicuro,conosci la gioia di vivere.
Per monti e per valli,ammirando ad ogni svolta un paesaggio nuovo,tu sentirai di essere un uomo libero.Il paesaggio è là,perché tu lo ammiri,libero di andare,di fermarti,di montare la tua tenda là dove meglio ti aggrada".
Baden Powell of Gilwell
(fondatore del movimento scout)
Quando si inizia un viaggio così lungo e particolare,come questo che io e un mio amico stiamo per intraprendere,bisogna sempre tenere presente il senso e lo spirito con cui lo si è "concepito"…
E poiché questo viaggio è nato,almeno nelle nostre menti e nei nostri cuori,un anno fa qui a Napoli quando l’amico Eilon venne a casa nostra quale studente universitario straniero,penso che abbiamo avuto tutto il tempo per scoprire e coltivare il senso e lo spirito di questo viaggio.A me non piace fare una cosa senza un perché e quindi sono sempre alla ricerca in me e fuori di me del valore più umano di questa avventura che è alle porte!Naturalmente come tutte le esperienze anche questa non esprimerà il suo valore ora che la vivrò,ma esploderà in tutto il suo profondo insegnamento a distanza di anni,quando sarò distratto da altri impegni.
Ogni cosa ha un valore e sono sicuro che il mio viaggio in Israele sarà ricco di ricordi e di esperienze…Mentre Napoli è inondata da un rinfrescante temporale estivo,io mi accingo a "studiare" il materiale che ho raccolto sull’argomento <Israele>, perché sono convinto che partire con un minimo di coscienza e di consapevolezza di ciò che si andrà a vedere,è importante.
Essere se stessi e fare qualcosa solo quando se ne ha voglia.Agire con riflessione e responsabilità per rendere questo viaggio non come una nevrotica corsa al premio,ma come una profonda esperienza di vita che renderà più ricca e lungimirante la nostra vita.
Dopo il viaggio da Napoli a Brindisi con il treno e dopo aver organizzato alla perfezione il viaggio fino a Patrasso,eccoci qui sul ponte della Agia Methodia pronti a compiere la prima tappa del nostro viaggio verso Israele.Abbiamo comprato i biglietti "andata e ritorno" e ci siamo riforniti di cibo per il viaggio in mare e abbiamo svolto tutte le mansioni burocratiche tipiche del pre imbarco (o come direbbero i frequentatori di linee aeree:il "check in").Partenza ore 20:30.Rivedrò Atene e da lì inizierà tutta la "parte nuova" di questa bella avventura estiva…
Siamo in viaggio nel mare di Grecia verso Patrasso.Dopo una notte di "semisonno" trascorsa sul ponte della motonave nei nostri sacchi a pelo e con il cielo stellato come soffitto,siamo pronti a concludere questa prima tappa di mare.E’ stato bello prendere sonno guardando le stelle e sentendo un po’ di Mikis Theodorakis e la sua famosissima Zorbas in cuffia.
Un gruppo di ragazzi ha sbraitato per molte ore un vasto repertorio di canzoni di Vasco Rossi (forse per non dimenticare di essere italiani:non ho mai capito perché l’italiano in viaggio deve sempre portare dietro il suo bagaglio di italianità fatto di pasta asciutta,Vasco e la foto della mamma!!! L’italiano non sa estraniarsi dalla sua cultura e cercare di calarsi nelle cose che ci sono in un paese:non potrò mai dimenticare una famiglia di italiani conosciuti nel mio primo viaggio in Grecia,che non ha mai mangiato nulla della cucina greca ma solo spaghetti e pizza.Il viaggio è anche "provare" cose nuove!!!) Poi il silenzio (o quasi) è sceso sul ponte…Dormire all’aperto "in coperta" significa svegliarsi ogni tanto per vedere se è fatto giorno o no…!Significa sentire il venticello del mare che accarezza un pezzo di faccia che esce dal sacco;significa sentire l’acqua che viene solcata dalla nave lungo il suo avanzare e i flutti che si infrangono sui lati della carena.Significa sentire lungo la schiena il vibrare dei motori che dalla sala macchine arriva fino a noi in coperta:grazie al girare di quelle eliche ci avviciniamo sempre più alla mèta.
E verso le 6 del mattino,con il cielo nuvoloso e un vento freschetto ci siamo visti davanti il porto di Hègoumenitsa (un piccolo paese portuale situato nella regione dell’Epiro nel nord della Grecia,ad Est di Corfù. Brevissimo è il passo verso l’Albania.) La voce di donna all’altoparlante ha ulteriormente interrotto il sopore che ancora ci catturava e ci teneva legati ai sacchi come vermi che strisciano infreddoliti.Colazione,toilette,musica,un po’ di lettura e sole,sole,sole…
Ripartendo so già che passeremo tra Cefalonia e la mitica isola di Itaca che mi riporta alla mente personaggi eroici che scelsero di non "viver come bruti…" Ulisse impiegò venti anni per tornare a casa (diciamo che le divinità non sempre lo aiutarono) e noi oggi con un modico biglietto su un pezzo di metallo galleggiante ci compriamo la nostra personale Odissea. La nave taglia questo mare blu scuro che è ricco di storia,di mitologia e di cultura.La nostra cultura.
Arrivati ad Atene,vaghiamo nervosi e stanchi alla ricerca di un posto per dormire.Lo troviamo:l’Hotel Hellas ("Hellas" significa Grecia:evviva l’originalità!) Sembra un albergo da film dell’orrore con lunghi corridoi bui e stanze fatiscenti.Nel bagno della stanza c’è un lavandino preso in prestito dal villaggio dei Puffi,la doccia senza acqua calda per una educazione (anche se siamo ad Atene) di tipo "spartano";il pavimento tappezzato con ritagli di moquet e aprendo le imposte della finestra si "gode" della vista su Omonoia Square (si legge "omonia"):la sorella ateniese di piazza Garibaldi a Napoli. Ecco,ho trovato! L’albergo mi ricorda un po’ la casa sulla collina del film "Psycho" del grande Hitchcock.Solo che non sta su di una collina e non uscirà mai nessun psicopatico vestito come la propria madre che ci rincorre con un coltellaccio da cucina.So bene che la fantasia fa brutti scherzi,ma ogni volta che devo uscire dalla stanza avanzo con passo celere verso l’uscita al pian terreno.I pavimenti e le scale scricchiolano ad ogni mio passo come succede nei migliori film dell’horror e tutto ciò contribuisce ad aumentare i miei ricordi su Psycho.
Doccia,vestiti puliti che prendono il posto di quelli ormai stropicciati e al sapore di salsedine del primo tratto Brindisi-Patrasso…E via!Verso "La Plaka":il suggestivo quartiere di Atene in cui c’è un bellissimo e caotico mercato delle pulci.Si trova di tutto:persino pezzi di plancia di navi in disuso lucidati a nuovo,bombe svuotate di guerre passate,elmetti,proiettili e le consuete magliette "Hellas" per non dimenticare che stai in Grecia…Andiamo alla ricerca come dannati di un posto economico per mangiare un buon souvlaki. Cos’è il souvlaki? Per i greci è come per noi la pizza:un meraviglioso e saporito abbinamento tra salsine al cetriolo o alla cipolla a base di yoghurt e carne prevalentemente ovina che viene cotta continuamente su una "giostra" chiamata ghiros (non bisogna aver studiato greco per capire che ghiros indica perfettamente il girare della carne su di un punteruolo.E dietro la carne c’è una fonte di calore che rosola per benino il tutto.In realtà i pezzi di carne vengono infilati lungo il punteruolo uno strato alla volta come in un girarrosto verticale.E man mano che il cliente chiede,l’addetto (che potremmo chiamare "ghirologo") taglia con un coltello in senso verticale lungo lo strato di carne che gira,ottenendo un mucchietto di succulenti pezzetti di carne che verranno inseriti nella pita che assumerà alla fine,grazie al movimento esperto del signore che vende souvlaki da anni,una forma – direbbero a Napoli - "a cupptiell" ).Il tutto racchiuso,dicevamo,in una pita (ovvero la versione greco-mediorientale della piadina romagnola;solo più grande e più morbida)…Per dare un tocco di americanismo e di "fast food" qualcuno propone (ahimè!) anche l’introduzione nel coacervo sopra descritto delle "mitiche" e immancabili patatine fritte.Per fortuna che non fanno l’offerta souvlaki+coca-cola altrimenti mi imbarco e ritorno in Italia.Tu pensa:"Mc Donaldopulos"-"Venite da Mc Donaldopulos: un Big Souvlaki+Coca Colakis a sole 300 dracme!!!"
Ci svegliamo presto e dopo un caffè "fai da te" (l’unico contatto che ci siamo concessi con la madre patria è una moka fedelissima che ci portiamo dietro) ci prepariamo per la ricerca delle ambasciate.
Ci hanno detto che ci servirebbero alcuni visti prima di arrivare in medioriente e così andiamo in una zona di Atene di nome Psihiko (nulla a che vedere con lo Psycho di Hitchcock di cui ho già parlato!) dove sono concentrate molte ambasciate e consolati di vari paesi soprattutto dell’area mediterranea.Sabato niente ambasciate!!! Tutte chiuse.Rimaniamo ad Atene fino a Lunedì per i visti di Giordania,Israele e forse anche Egitto.Lunedì si parte.
Abbiamo diviso la giornata in due parti:una per la ricerca del biglietto per Haifa ed una parte prettamente turistica.E giù con foto,monumenti da ammirare,strade da girare…E inevitabilmente girando,girando dove si poteva andare a finire se non di nuovo a La Plaka? Atene è una città estesa e quindi pensare di vederla tutta è un’utopia:quindi con i mezzi a nostra disposizione (i piedi e gli autobus) rimaniamo in zone abbastanza familiari.Prima di giungere a La Plaka,quasi per caso,ci siamo ritrovati dinnanzi agli uffici della HML (Hellenic Mediterranean Lines) e lì abbiamo potuto trovare e comprare finalmente i biglietti a buon prezzo per Haifa:36.000 dracme + 11.000 per le tasse di imbarco.Pireo-Haifa: andata e ritorno per un totale di 47.000 dracme.Ho cambiato tutti gli altri soldi in dracme perché mi serviranno per il ritorno e cioè:3.200 dracme per il bus Atene-Patrasso;tot dracme per il bus Pireo-Atene.
Abbiamo visitato posti particolari di Atene:oltre a La Plaka ci siamo addentrati nel quartiere sottostante la collina dell’Acropoli (sull’Acropoli già ero stato nel viaggio in Grecia che feci nel 1991 ed è un esempio di bellezza architettonica "sopraelevata" e di interesse archeologico.Tutto ciò che abbiamo visto sui libri di storia dell’arte a scuola per quanto riguarda lo stile ellenico,viene riproposto in un meraviglioso "riassunto" proprio nell’Acropoli ateniese.) E cosa dire delle chiese greco-ortodosse:la loro ricchezza e i colori in esse contenuti attirerebbero anche l’ateo e "l’ecclesiofobo" più convinto.L’iconografia sacra greco-ortodossa sarà una "compagna di viaggio" piacevole dalla Grecia fino in Terra Santa: non esagero se dico che insieme ai rappresentanti botanici tipici della macchia mediterranea (l’ulivo e la vite),l’iconografia è la terza grazia del bellissimo mondo mediterraneo.
Le taverne antiche,le case e i gradini colorati di bianco per combattere il sole non sono solo una caratteristica della cultura greca e dei paesini portuali disseminati sulle numerosissime isole della Grecia,ma richiamano alla mente i tanti esempi che abbiamo in Italia meridionale di "case al sole":pensiamo alla Sicilia e ai "continentali" trulli pugliesi.Il tutto accompagnato da un sottofondo di grilli in concerto perenne e con la coreografia di gatti grassi accoccolati sotto il sole greco dopo uno spuntino a base di pesce ad opera di qualche ellenica gattara.
Le belle donne,fortunatamente,non mancano e la bellezza delle loro intime forme rese pubbliche a causa delle esigenze climatiche,completa il paesaggio turistico già di per sé stimolante!
Dopo un mega giro siamo giunti ad un caffè dove abbiamo ricostruito un angolo d’Italia.Peccato che il caffè faceva schifo! O meglio:bisogna solo farci l’abitudine come a tutte le cose.Dicevamo prima che il vero viaggiatore prova tutto con spirito d’avventura e voglia di imparare:ma se c’è una cosa per cui l’italiano farebbe guerra,beh questo è il caffè! Il caffè greco non è male:si tratta di un altro esempio di "attesa mediterranea".Per gustare un buon caffè bisogna attendere che la polvere di caffè macinato usato,vada a depositarsi sul fondo.In effetti il caffè macinato viene mescolato con l’acqua calda e poi tutto è attesa:si aspetta affinchè l’acqua "catturi" l’aroma e la caffeina e si aspetta che la polvere scenda.Nel frattempo? Fate un po’ che cavolo volete! Scrivete cartoline,aggiustate lo zaino,scattate foto,comunicate con le "indigene",spiluccatevi il naso…Ma qui non si va di fretta.Dopo di chè:buon caffè! Pensate che superata la Grecia ritroverete il caro,buon caffè espresso tipo "Bar dello Sport" all’italiana ? Illusi..! Questo modo di fare il caffè è tipico dell’area orientale del Mediterraneo (non a caso viene chiamato "caffè turco") e in modo particolare dei paesi musulmani.Quindi anche in Israele troveremo lo stesso prodotto!
Il simpatico Petro,proprietario del bar,ci ha indirizzati da George,il parrucchiere più famoso e ricco di Grecia (sarà vero?) per un taglio di capelli.Ma noi optiamo (un po’ per caldo,un po’ per sfida)per una rasatura totale delle "cocce".E per raderci non vogliamo spendere 2.000 dracme.Ora capiamo perché è ricco e decidiamo di tenere i capelli:se persiste l’idea della "rasatura" ci penserà Eilon in Israele con la sua mitica "rasateste" con cui a Napoli metodicamente e con precise scadenze faceva strage di capelli.E noi che lo prendevamo sempre in giro perché gli israeliani amano questo tipo di taglio,ma a Napoli non si usa tantissimo pur essendo la città partenopea abbastanza calda da giustificare un taglio simile.A volte quando girava per casa a Napoli e vedevo che i capelli si alzavano leggermente dal cuoio capelluto in una timida ricrescita,lo stuzzicavo facendogli notare che erano "esageratamente" lunghi e che andavano tagliati.E lui nel suo "italiano mediorientale" mi diceva preoccupato : "si è vero,devo sfoltirli…!" Roba da frustarlo.
Ma che Domenica bestiale!!! Dopo esserci svegliati alle 09:00 perché stanchi del via vai del giorno prima,ora siamo di nuovo carichi per una ulteriore "esplorazione" di Atene.Abbiamo finito i fiammiferi e quindi niente caffè fai da te.Ci affideremo alla clemenza del bar migliore che riusciremo a trovare.Stasera pagheremo le tre notti passate in questo lugubre tugurio e riavremo i nostri documenti. I tipi che stanno dietro i banconi dell’albergo sono sempre strani,forse perché stanchi della loro vita sedentaria e monotona.Il "receptionist" dell’Hotel Hellas nel riconsegnarci i documenti non si è fatta scappare la meravigliosa occasione di fare una battutina sull’Italia e sugli italiani.Durante questo viaggio mi sto accorgendo che purtroppo per noi l’Italia all’estero viene sempre più spesso identificata,oltre che con pizza e spaghetti,anche con un altro nostro "prodotto" locale: la Mafia.Tutto ciò non solo grazie alla cronaca dei giornali ma anche ad opera dei famigerati sceneggiati televisivi che esportiamo in tutto il mondo: la Piovra 1,la Piovra 2…Ecc.
"Ah,Italia…Eh? Italiani…Mafia…Ah,ah,ah!!!" Ma vaffanculo!
Piazza Omonoia,come ho già detto,è la copia ateniese di piazza Garibaldi a Napoli: ci sono prostitute,gente di tutti i tipi,taxi impazziti che corrono veloci e come se non bastasse il nostro "gioiello" di albergo si trova di fronte ad un cinema porno molto gettonato e dalla concentrazione di prostitute che c’è lì intorno deve essere anche un luogo di incontro "post cinematografico".
Mi sembra di essere come uno di quegli agenti segreti che affittano la stanza più squallida di una pensione nel Bronx a New York o in qualche altro postaccio per non dare nell’occhio.
Anche oggi abbiamo girato molto per le deserte strade domenicali di Atene e ci siamo meglio informati sul bus che va a Psihiko e abbiamo già i biglietti…Abbiamo visitato chiese,musei,biblioteche.Siamo anche saliti sul punto più alto di Atene con la funicolare. C’è come una sorta di balcone enorme – un "belvedere"- da cui è possibile ammirare Atene a 360° e in tutta la sua estensione.E’ davvero grande vista da qui su e per la maggior parte si tratta di case non altissime.Certo non mancano i palazzoni di qualche zona "high tech",ma si può dire che Atene non stupisce certo per i suoi grattaceli come a New York.E’ la zona archeologica che naturalmente ha la maggiore importanza nel contesto cittadino.In lontananza si vede anche il porto del Pireo da cui,domani sera,prenderemo il largo verso Est.
Questa mattina ci siamo alzati alle 07:00 e con gran scatto ci siamo ritrovati in strada con gli zaini in spalla diretti al bus per Psihiko.Scesi a Psihiko abbiamo trovato l’ambasciata giordana dove tra due ore potremo (forse) avere il visto.Vi starete chiedendo come mai ci siamo fissati con questi visti dal momento che dobbiamo andare in Israele.Giusto: ma ci sarebbe una certa possibilità di "allungarci" verso la meravigliosa Petra nella Giordania sudoccidentale.E’ solo un’ipotesi ma se dovessero crearsi le condizioni buone per andarci,avremo il visto pronto sul passaporto.
Ritornando a Psihiko,posso dire che è una tranquilla e silenziosa zona residenziale alla periferia di Atene.Ci sono villette di ogni tipo circondate da giardini e dinnanzi all’entrata dell’ambasciata giordana c’è una specie di guardiola in cui un addetto alla sicurezza ci chiede i documenti e con il nostro inglese claudicante gli facciamo capire che vorremmo un visto.Un depliant affisso in una bacheca porta la scritta :"welcome to Giordania".Speriamo di essere veramente benvenuti!
Dopo un quasi inutile giro tra l’ ambasciata giordana e quella israeliana (per la cronaca: i visti non servono perché verranno apposti in un modulo specifico che verrà dato all’ingresso del paese specifico) a piedi,con gli zaini e sotto un bel sole d’Agosto e dopo aver appreso le notizie burocratiche necessarie per entrare nei paesi che ci interessano,abbiamo preso l’autobus (finalmente) per il Pireo e dopo una sosta di ben 5 ore nella comoda "sala d’attesa" del porto,abbiamo passato il controllo al METAL DETECTOR delle guardie e ,cosa nuova per me,ho dovuto subire,nel momento di salire lungo la scaletta della motonave,l’interrogatorio di una giovane e carina ragazza israeliana che con il suo inglese scorrevole mi chiedeva il perché del mio viaggio,chi andavo a trovare,perché,cosa portavo come dono,quali erano i miei contatti con il mondo arabo in Israele…Ed io con il mio inglese pessimo rispondevo come potevo e le ho fatto capire che mi piaceva Israele perché è un bel paese e volevo visitarlo.Non potrò mai dimenticare la sua risposta:"e chi ti ha detto che è un bel paese?" La sua risposta secca denunciava una certa stanchezza nei confronti di un paese seppur amato ma con un grave fardello politico a causa della annosa questione arabo israeliana.E come darle torto? Non ho mai saputo chi fosse.La mia fantasia romanzesca già l’avrebbe voluta identificare quale agente super carina del Mossad (il servizio segreto israeliano) ma in realtà è molto più verosimile che si trattasse o di una poliziotta o di una semplice agente di linea costretta dal governo a compiere questi interrogatori di routine sui passeggeri destinati a sbarcare in Israele.E’ come una sorta di filtro con cui cercare almeno di capire quali potrebbero essere i soggetti pericolosi che potrebbero collocare una bomba nello scafo della motonave o potrebbero creare legami pericolosi con l’O.L.P.
Ora eccoci qui! Con un tramonto,una nave che sta per partire e la Grecia alle spalle che fra non molto diventerà sempre più lontana.Ieri sera souvlaki,pita-ghiros e birra;stasera pane e carne in gelatina…Si solleva l’ancora e la pedana d’imbarco.Le eliche prendono velocità indietro tutta per dare alla nave la spinta giusta per fare "retromarcia" e poi grazie alla navicella del pilota che ci assiste nelle manovre,ci ritroviamo fuori dal porto del Pireo e in direzione Haifa.Di notte arriveremo a Creta e a Rodi,ma dormiremo tutti e non ci interesserà vedere queste belle isole al buio.
Eccoci a Cipro:abbiamo molte ore per visitarla,ma comunque non bastano perché è un’isola troppo grande.Sulla motonave,prima dell’arrivo a Cipro,abbiamo conosciuto un gruppo di italiani (milanesi) con cui è stato possibile scambiare qualche parola in italiano.Si tratta di quei tipi di "turisti estremi" che vivono un turismo interessante ma troppo "veloce":infatti sono saliti sulla nave con moto enduro e hanno intenzione di percorrere una bella fetta di medioriente su due ruote…La vita su questa scatola galleggiante è noiosa: quando si trova un italiano è sempre piacevole parlare per più di 5 minuti senza dover consultare il "dizionario mentale" alla ricerca di qualche vocabolo inglese da proporre allo straniero di turno.Il sole ieri mi ha distrutto le gambe e il viso mentre parlavo sul ponte della nave di politica e di società con un leghista milanese stranamente simpatico!
Sulla nostra nave ci sono greci,ebrei,tedeschi,italiani…Non mancano i contatti linguistici ed è sempre utile allenare il proprio inglese,ma quattro chiacchiere in italiano sono salutari! Dormire di notte sul ponte è bellissimo e quindi non è il letto che mi manca;ma un bel piatto di spaghetti è proprio ciò che desidero in certi momenti.E’ una settimana che mangiamo panini,souvlaki e birra.Si vede che è ancora presto per entrare in quella fase di indipendenza gastronomica raggiunta la quale si può mangiare di tutto senza avere nostalgie culinarie.
Per oggi niente sole.Se non ci fosse il bar con le poltrone,la vita a bordo sarebbe proprio noiosa.La sera,infilati nel sacco,dormiamo bene e la luce del mattino ci sveglia con precisione svizzera.A proposito di luce naturale e di risveglio,penso proprio che noi "civilizzati" con i nostri orologi-svegliette,abbiamo assolutamente perso ogni tipo di contatto con la naturale reazione nei confronti della natura.In realtà non dovrebbero essere le sveglie a tirarci giù dal letto,ma la luce naturale.Abbiamo un meraviglioso sistema nervoso che è regolato con la luce del sole e gli animali da sempre sincronizzano le loro vite precise con la luce naturale,anche quando è nuvoloso.Solo in queste occasioni di vita all’aperto riscopro l’importanza della nostra naturalità.Eppure come è difficile arrivare in ritardo al lavoro o a scuola e dover dire che "l’orologio biologico" non ha funzionato.E allora per paura di non essere sincronizzati con il mondo tecnologico,ci compriamo quelle stupide ma necessarie svegliette da comodino.
Ieri sera un gruppo di ebrei ha fatto casino sul ponte con canti israeliani e si sentiva chiaramente dalla loro contentezza che erano di ritorno in patria.
Questa minicrociera che precede la vera avventura in Israele,si sta dimostrando a volte noiosa per l’attesa in uno spazio limitato quale è la nave,altre volte interessante:dipende anche da come noi valorizziamo il tempo stesso.Siamo noi gli artefici della vacanza e non solo i luoghi che visitiamo.Sto ricevendo anche molte informazioni culturali e politiche…Mi sento ricco.
Scendo a Cipro per "sgranchirmi" un po’ le gambe e la mente.La cosa negativa del "viaggio graduale" in nave è la quantità di soldi che se ne va per cose cretine come le bottigliette d’acqua,il mangiare,i vari caffè per ammazzare la noia…Invece in aereo si fa un salto e via!!! Ma siamo giovani ed è bello scoprire le cose gradualmente senza lasciarsi trasportare troppo dalle comodità che la società ci propone facilmente.E’ strano come spesso si sente per televisione sempre una forma di turismo costosa e super veloce:mai che nessuno parli di questo nostro turismo "economico" e lento.Quando sarò più anziano,allora,andrò in aereo.
Prima di scendere a Cipro il caso ha voluto che facessimo la conoscenza a bordo di una simpatica signora di una certa età,ma che sembrava tutt’altro che anziana per il suo modo di essere giovanile e sportiva.La cosa curiosa è che questa stessa signora,nella sala d’attesa nel porto del Pireo, ci aveva chiesto gentilmente di guardare la sua valigia mentre andava a fare dei servizi nei negozi lì vicino.Noi scherzosamente subito le avevamo chiesto,nel nostro inglese già di per sé comico,se nella valigia non ci fosse una bomba! Grande fu l’ilarità della signora alla nostra battuta e forse fu proprio per questa "scenetta da porto" che anche sulla nave si dimostrò socievole e simpatica.La cosa che subito ci colpì della signora fu la sua "dama da compagnia":una bella ragazza giovane che la seguiva in modo discreto ma con attenzione.Non sembrava una parente ed è per questo che siamo giunti alla conclusione che la nostra sorridente signora possa essere una nobil donna (ricca sfondata) in viaggio di piacere con la sua giovane dama.Sarà stato per il nostro inglese comico o per il fatto che giorni addietro le guardammo la valigia nel porto,ma la signora ci ha offerto un provvidenziale passaggio in auto dal porto cipriota di Limasol alla omonima cittadina che è molto lontana dal porto.Sarebbe stata una bella passeggiata dal porto al centro di Limasol.Per sdebitarci le portammo la solita valigia fino alla macchina e tra lo stupore degli italiani con cui avevamo parlato (i quali vedendoci con la valigia al seguito della signora avranno pensato a noi come ai soliti Totò e Peppino impegnati nella commedia internazionale napoletana) ci siamo guadagnati una corsa in auto con il vento che dai finestrini ci rinfrescava.Il viaggio è anche occasione: come la vita!
Dopo aver salutato la gentile signora e dopo aver lanciato un più malizioso "bye-bye" alla giovane dama,due sono le cose degne di essere ricordate di questo breve pomeriggio cipriota: la prima mangiata a terra in una bettola dopo giorni di mare (non ci pareva vero che la tavola non ondeggiasse) e un particolare e avvincente battesimo a cui riuscimmo ad assistere passando per una vicina chiesa greco-ortodossa.La cosa che mi ha colpito di più di questo battesimo è che il bambino era completamente nudo e posto su di un tavolo con la mamma e la nonna intorno che gradualmente,mentre il pope esclamava strane parole cantilenate a suon di incenso e turibolate acrobatiche,lo vestivano…Non ho capito praticamente nulla delle parole pronunciate,ma credo che la vestizione fatta in contemporanea con la cantilena del pope volesse significare il graduale passaggio del pargolo da una vita nuda di non cristiano ad una vita vestita con l’abito di chi entra nella comunità della chiesa.L’abito della fede in Cristo.Naturalmente questa è solo una mia interpretazione vacillante.
Per il ritorno non c’è nessuna gentile signora e quindi decidiamo di avviarci verso il porto e caso mai prendere qualche raro autobus che da Limasol va verso il mare.Siamo fortunati: al volo saliamo su di un bus e giungiamo alla nostra nave che domani mattina ci sbarcherà in Israele.