2 gennaio 2003
LA MEMORIE OUBLIGE'
Tempo e luogo indefiniti
Il giorno della partenza può essere vissuto con allegria o malinconia, ma non è scontato che il ritorno a casa sia difficile per tutti.
Mentre rimpacchetto tutte le mie cose e le faccio scomparire nello zaino, osservo con dispiacere la NOSTRA palestra che si svuota, mentre il blu della moquette ritorna dominante.
Giornata di ultime cose, ultime colazioni, ultime messe, ultimi addii.
Ci si ritrova ancora nella chiesa di Meudon, con il suo altare situato al centro, carico di saluti, ringraziamenti, dubbi.
Poi i 9 dissidenti Nick, Ale, Igor, Mannu, Silvia, Stefania, Jucas, Roberta e Ilaria affrontano insieme l’impegno del pranzo in famiglia.
Così passo i momenti più belli di questo viaggio, fatti di ospitalità e cordialità, con due persone anziane, famiglia di musicisti, casa piccola ma ben arredata, con pianoforte. La signora si esibisce in un brano che non conosco, ma nella mia ignoranza comprendo che lei è brava, in grado di emozionare le persone.
Col piano, non certo con la cucina francese: che non mi vengano a raccontare che lenticchie e cotechino sono un piatto tipico! Però tutto buono, ed è un vero peccato che il tempo sfugge, così non ci resta che mollare gli amaretti, prendere due "Torte del Re" e salutare Meudon Val Fleury.
Man mano che ci si avvicina all’Arco di Trionfo, la folla aumenta, perché il punto di partenza autobus è furbescamente comune a tutti.
Parigi oramai scorre al di fuori del finestrino, e svanisce.
Di tutti gli eventi che mi accompagnano fino alla mia unica vera casa, nessuno ha più importanza, perché il viaggio è giunto al termine, ma io sto già sognando il prossimo.