PLENARIA
IL CLIMA – Allora, Parigi, d’inverno come in primavera, è umida. Il cielo è sempre coperto, fa freddo, c’è vento, e se sei meteoropatico sono tutti cazzi tuoi.
PARIS TAIZE’- anche se per brevi periodi, ho comunque apprezzato lo sforzo organizzativo dietro questo incontro, in grado di accogliere 200.000 persone, dargli vitto e alloggio per 5 giorni, e dargli modo di incontrarsi. Io ci sono stato, ed il pensiero dominante che ho avuto è che da qui ai Social Forum la differenza è solo nei punti di vista che si hanno nell’affrontare gli argomenti.
I CANTI – non tutti sono così trascinanti, ma nel sentirli cantati da così tante persone in modo ripetitivo, ricordano molto dei mantra, sono rilassanti, e te li porti dietro anche nelle giornate successive…
I MEZZI PUBBLICI – è esaltante potersi muovere in una megalopoli come Parigi con una facilità estrema, resa possibile da una rete sotterranea veloce, efficiente e a prova di imbecille (o quasi).
GLI AMARETTI – rigorosamente di Mombaruzzo, portati dall’Italia come dono per le famiglie ospitanti, hanno rischiato fino all’ultimo di rimpatriare intatti, ma per fortuna una buona parte è stata depositata con successo su suolo francese.
LA MEMORIA DELL’UOMO – non ci si deve tormentare per i problemi che sono sorti in quei giorni, perché domani tutto sarà più sfuocato, e dopodomani saranno solo nella memoria di un diario, fino a quando non accadrà di nuovo.
IL CAPOGRUPPO – (nella persona di Igor) non ha voluto prendersi questo impegno, ma visto che non era obbligato a farlo, non c’è niente da rinfacciagli. Comunque non sarebbe stato male avere una persona con un incarico di responsabilità riconosciuto da tutti.
LA COMPAGNIA DI CASTELLAZZO – a Parigi ho trovato degli amici. Perché non saprei come altro definire questo gruppo che mi ha fatto sentire parte di esso, all’interno del quale ci sono persone a cui ti affezioni per le piccole cose, per i loro comportamenti particolari, per il loro modo di aprirsi agli altri. Di ognuno di loro ho in mente un’immagine simpatica, come per esempio Valentina ed il suo naso perennemente rosso o Ilaria che quando attacca a parlare ti rincoglionisce di parole!
LA TORRE EIFFEL – oramai la posso solo più considerare dal punto di vista ingegneristico…
LA RELIGIONE – forse avrei dovuto parlarne più approfonditamente in questo diario, ma non essendo argomento estinguibile in poche parole scritte (e in ogni caso ci sarebbe sempre qualcosa da dire) non mi pronuncio, visto che non sono in grado di esprimere il mio punto di vista e come questo sia cambiato (o se è cambiato…)
LE ELISE – mi dispiace soprattutto per Elisa1, che non ha certo trascorso le sue giornate al meglio (ho intenzionalmente omesso alcuni episodi perché non mi sembrava il caso di infierire ulteriormente), e mi dispiace anche di non aver tenuto un contatto con Elisa3 (non si può mai dire che non la incontri a Torino!). Elisa2 era forse la più scettica nei confronti di questa avventura, e ne è uscita vittoriosa… Potrei anche tirare in mezzo Elisa4, che forse è stata la più coerente visto che ha deciso di non venire proprio (forse perché non gli piaceva il gruppo? Ha comunque avuto ragione lei…). Per concludere devo ammettere che sono rimasto gradevolmente colpito nello scoprire che quando Elisa1 è sotto pressione le si affila la lingua!
LA FRATELLANZA – e cosa significa questa parola? Per quanto riguarda quello che abbiamo trovato a Meudon, e stata una contentezza tangibile da parte della popolazione che si è impegnata per darci la possibilità di vivere questa esperienza.
LE PRESE DI POSIZIONE – io, con tutte le mie contraddizioni, sono l’ultimo che dovrebbe dire queste cose, ma mi ha dato veramente fastidio essere criticato per il mio punto di vista, per poi in seguito sentire la stessa persona appoggiare la mia causa per criticare altre persone.
LA DIETA – sono magro, ma se sono sopravvissuto 25 giorni in inter-rail, nei i cinque giorni di Parigi l’alimentazione è stato il mio ultimo problema (tanto quella specie di mina antiuomo che distribuivano non l’avrei mangiata comunque)
LE PAROLE – io non ho mai dato grande rilievo all’utilizzo del linguaggio parlato, e mai come adesso mi accorgo che in certe situazioni è ingestibile… Di parole ne sono state lanciate tante, ma non tutti (forse nessuno) erano in grado di riceverle. Mi viene in mente Alessandro che per scherzo critica la reggia di Versailles, senza accorgersi che per Elisa2 è talmente importante quella visita da non farle cogliere l’ironia… ma di episodi ce ne sono stati tanti. In ogni caso state attenti a cosa dite o a come vi comportate con Melissa, perché la prima volta che le farete qualcosa che non gradisce dirà che lo fate SEMPRE! (dopo questo mi rinfaccerà che sono sempre lì che la critico…)
IL PORTO DI PARIGI – ci deve essere per forza un porto nei pressi della Tour Eiffel, visto le innumerevoli barcate di freddo che navigano lì sotto…
IL MIO PORTAMINE – maledetto il momento che l’ho prestato… cazzo, a quello ci tenevo veramente…
IL NON USCIRE MAI DI CASA – ma è dovuto ad una volontà specifica? Non si può pretendere di essere indipendenti se si sta ad ammirare il mondo dalla finestra della propria camera…
I COMPORTAMENTI – sono una caratteristica individuale di ogni soggetto, e per quanto credi di conoscere bene le persone, non potrai mai pretendere di accettarli tutti.
IL DIARIO – cosa è successo? Sono le situazioni che sono diverse, o sono io ad essere cambiato? Non c’è paragone a come scrivevo anni fa, in quel modo scorrevole e spontaneo… ora creo frasi sconnesse, faccio correzioni… correzioni cazzo! Questo non significa che non ho più voglia di scrivere, ma forse il mio operato è inutile… non sono mai stato in grado di giudicare il mio lavoro. Forse è per questo che rendo pubblici miei diari?
GLI EPILOGHI - mi fanno un po’ paura, perché in essi riesco sempre a dare il peggio di me stesso, o comunque rivelo parti del mio pensiero che vengono sicuramente incomprese da tutti. Forse che nel percepire il termine di qualcosa io cada nel vittimismo? In ogni caso non sarà mai una giustificazione per autocensurarmi…